< Torna al blog

L’aspetto fiscale del lavoro domestico

L’aspetto fiscale del lavoro domestico

La disciplina fiscale e agevolazioni per il datore di lavoro domestico

Nel rapporto di lavoro domestico il datore di lavoro non è sostituto d’imposta e quindi non ha l’obbligo di trattenere l’Irpef, né le addizionali regionali e comunali. Solo se il datore di lavoro è sostituto d’imposta per natura (comunità religiosa o assistenziale, ente o associazione) scatta l’obbligo di ritenuta a titolo d’acconto con le modalità e le regole proprie della generalità dei lavoratori dipendenti.
Quindi, in generale, è il lavoratore domestico che deve provvedere al calcolo e al versamento dell’imposta. Colf e badanti dovranno presentare la propria dichiarazione dei redditi (modello Unico) nei termini di legge. L’obbligo di dichiarazione e di versamento dell’imposta, però, scatta solo se il lavoratore ha percepito nell’anno redditi che determinano un’imposta a debito, una volta applicate le detrazioni.
La liquidazione dell’imposta avviene sulla base delle aliquote Irpef previste per la generalità dei lavoratori dipendenti.
Aliquote Irpef in vigore
Scaglioni di reddito Aliquota
Fino a € 15.000 23%
Oltre € 15.000 fino a € 28.000 27%
Oltre € 28.000 fino a € 55.000 38%
Oltre € 55.000 fino a € 75.000 41%
Oltre € 75.000 43%
 

Il modello C.U. 2019 per colf, badanti e baby-sitter

Cosa deve fare la famiglia? Il datore di lavoro domestico deve rilasciare, su richiesta del lavoratore, una dichiarazione attestante l’ammontare delle somme erogate nell’anno. Potete scaricare gratuitamente il facsimile del C.U. 2019 sul sito di DOMINA (Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico) e sul sito dello Studio Legale.
 
 

Benefici fiscali per il datore di lavoro domestico

– Deduzioni per contributi versati all’Inps
Il datore di lavoro domestico può dedurre dal proprio reddito complessivo i contributi a suo carico versati all’Inps a favore dei lavoratori addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare, fino all’importo massimo annuo di € 1.549,37.
Il beneficio si traduce in una riduzione dell’imposta dovuta in sede di dichiarazione dei redditi del datore di lavoro, tanto maggiore quanto più elevata è l’aliquota Irpef marginale (al massimo il 43% di € 1.549,37, oltre al vantaggio sulle addizionali regionale e comunale).
Poiché si applica il criterio di cassa si devono considerare soltanto gli importi pagati nell’anno fiscale: di regola si sommano i contributi dell’ultimo trimestre dell’anno precedente e i primi tre dell’anno oggetto di dichiarazione.
 
Contributi I, II e III trimestre 2019 (pagati il 10.4.2019, il 10.7.2019 e il 10.10.2019) € 360,00
Contributi IV trimestre 2018 (pagati il 10.1.2019) € 110,00
Totale contributi pagati
nel 2019 da indicare
nella dichiarazione 2020
per il 2019 € 470,00
 
– Detrazione delle spese
per badanti
In aggiunta alla deduzione sopra descritta è riconosciuta una specifica detrazione del 19% delle spese sostenute per badanti. L’agevolazione si applica alle spese, per un importo fino a € 2.100,00, sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se il reddito complessivo annuo di chi sostiene l’onere non supera € 40.000,00.
La detrazione, che determina una riduzione massima dell’Irpef dovuta di € 399,00 (19% di € 2.100,00), deve essere fatta valere in sede di dichiarazione dei redditi. Le spese sostenute devono essere documentate mediante i prospetti paga o altre quietanze in forma libera che attestino l’onere sostenuto.

< Torna al blog

Hai domande sul lavoro domestico?

Chiama al numero 06.68210696 / 3285695515

oppure lascia il tuo numero e verrai ricontattato

Send this to a friend