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Lavoro domestico, risposte sul COVID19

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Lavoro domestico, risposte sul COVID19

Rimborsi, riduzione ore e contributi

Tanti i dubbi relativi al settore del lavoro domestico. Come comportarsi con colf, badanti e babysitter durante l’epidemia da COVID19? Eccovi la risposta ad alcune delle principali tematiche che stanno sollevando dubbi nel settore.

Posso ridurre l’orario di lavoro del mio collaboratore domestico? A prescindere da questo momento di emergenza, è sempre possibile operare una riduzione del rapporto di lavoro. Si consiglia sempre al datore di lavoro di mettere per iscritto tutte le modifiche contrattuali.

È vero che i contributi da lavoro domestico del 1° trimestre 2020 sono stati sospesi? Si, il pagamento dei contributi da lavoro domestico dovuti dall’1 al 10 aprile è sospeso fino al 10 giugno 2020. La sospensione vale anche per il pagamento dei contributi dovuti in caso di licenziamento del lavoratore domestico. Anche il versamento di Cas.Sa.Colf è sospeso.

Il blocco dei licenziamenti del nuovo Decreto Legge “Cura Italia” vale anche per il lavoro domestico? No, il blocco dei licenziamenti previsto dal Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18, al momento non include i lavoratori domestici. Chi ha assunto colf, badanti o babysitter può cessare il rapporto di lavoro rispettando i termini di preavviso previsti dal CCNL.

Se il datore desidera sospendere il rapporto di lavoro, come deve fare? Per esigenze del datore di lavoro, è possibile sospendere il lavoro, corrispondendo al lavoratore la retribuzione globale di fatto, ivi compreso, nel caso di lavoratore che usufruisca del vitto e dell’alloggio. È necessario pagare anche i contributi previdenziali e Cas.Sa.Colf.

Se il lavoratore mi chiede di sospendere il rapporto di lavoro come devo comportarmi? Per gravi e documentati motivi il lavoratore potrà richiedere un periodo di sospensione extraferiale senza maturazione di alcun elemento retributivo per un massimo di 12 mesi. Il datore di lavoro potrà, o meno, convenire con la richiesta. I contributi previdenziali non sono da pagare e Cas.Sa.Colf.

Se licenzio il lavoratore domestico (colf, badante, babystitter, etc.) in questo momento emergenziale avrà diritto alla cassa in deroga? No, la cassa integrazione in deroga introdotta dal Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18, al momento non include i lavoratori domestici.

Sto lavorando da casa e non ho più bisogno del lavoratore domestico, posso licenziare? Si, l’importante è rispettare i termini del preavviso che varia da 8 a 15 giorni in base all’anzianità del lavoratore. In caso di licenziamento al lavoratore domestico va versata anche la liquidazione.

Il mio lavoratore domestico vuole rientrare nel suo Paese di origine per paura del contagio, cosa devo fare? Il lavoratore che vuole interrompere il rapporto di lavoro può dare le dimissioni. Dovranno essere rispettati anche in questo caso i termini di preavviso previsti dal CCNL di categoria..

È previsto un rimborso per i datori che pagano il lavoratore domestico senza ricevere la prestazione? No, al momento non sono state previste misure dal Governo. L’Associazione DOMINA si sta muovendo per far si che vengano incluse anche le famiglie datori di lavoro domestico nei provvedimenti del Governo per far fronte all’emergenza Coronavirus.

Per ulteriori approfondimenti vi consiglio di leggere Lavoro domestico, risposte ai dubbi sul COVID19

 

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