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COVID-19, in Sardegna c’è l’indennità per colf e badanti

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COVID-19, in Sardegna c’è l’indennità per colf e badanti

La Sardegna include l’indennità per colf e badanti nel piano di aiuti COVID-19

La Regione Autonoma della Sardegna è la prima ad includere anche colf e badanti tra i beneficiari dei sostegni al reddito per il COVID-19. A livello nazionale, infatti, le uniche misure prese riguardano le baby-sitter. Con il Decreto Cura Italia è stato istituito un bonus fino a 600 Euro per le famiglie per retribuire le prestazioni lavorative delle baby-sitter nel periodo di chiusura delle scuole. Questa misura ha consentito da un lato di aiutare le famiglie a coprire i costi per l’aiuto nella gestione dei più piccoli e dall’atro lato ha evitato il licenziamento delle lavoratrici domestiche che normalmente ricoprono questa mansione.

E le altre figure? In Italia sono  molti i lavoratori domestici che si occupano della cura della casa e delle persone anziane o con disabilità. Nonostante la richiesta al Governo da parte di Sindacati e Associazioni datoriali come DOMINA, per colf e badanti non ci sono ancora misure di sostegno al reddito a livello nazionale. L’unica forma di sostegno al momento è stata prevista in Sardegna. Nella regione  si registrano 582 persone positive al Coronavirus, 27 decessi e 29 guariti fino ad oggi. Lo scorso 26 marzo, a Cagliari si sono riuniti la Giunta regionale della Sardegna, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni delle imprese, professioni e servizi per individuare e definire interventi regionali integrativi e modalità applicative degli ammortizzatori sociali in deroga per affrontare l’emergenza da Coronavirus Covid-19.

Cosa prevede l’Accordo Quadro?

È stato sottoscritto un Accordo Quadro di 13 punti. Il punto numero 9 (pagina 6) riguarda il lavoro domestico. Nel testo si fa riferimento ai lavoratori domestici con contratto registrato all’INPS e ai lavoratori retribuiti con il sistema dai voucher.

La Regione Autonoma della Sardegna, tramite l’Assessorato Regionale del Lavoro e l’Agenzia Regionale del Lavoro (ASPAL), istituirà, con ogni consentita urgenza, per le lavoratrici e lavoratori domestici che abbiano avuto sospesa senza retribuzione la propria prestazione, un contributo una tantum a domanda individuale nella misura di 600 euro, proporzionalmente ridotti in base alle ore di lavoro previste contrattualmente e da essi non prestate nel mese di marzo, con ragguaglio a una misura intera in questo caso convenzionalmente rapportata ad un orario standard di 40 ore settimanali.
Per i collaboratori e collaboratrici familiari che siano retribuiti con il sistema dei voucher, si farà riferimento al mancato utilizzo degli stessi nel mese di marzo in comparazione all’uso medio fatto nel trimestre precedente, per autorizzare l’erogazione di un’indennità di importo proporzionato, nel limite massimo di 600 euro, convenzionalmente ad un’orario standard di 40 ore settimanali.

La speranza è che questa sia solo la prima di una lunga serie di iniziative a favore del comparto. Resto dell’idea che sia necessario un intervento urgente a livello nazionale per venire in aiuto di lavoratori domestici e datori di lavoro in questo periodo di crisi dovuto all’epidemia da COVID-19.

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