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Colf e badanti, indennità e regolarizzazione a 500 euro

Colf e badanti, indennità e regolarizzazione a 500 euro

Per il lavoro domestico arrivano indennità e regolarizzazione.

Il Decreto Rilancio introduce la tanto attesa indennità per colf e badanti. Tra le misure di sostegno al reddito attivate per l’emergenza da Covid-19, infatti, mancava una misura per il settore. Come vi avevo anticipato nel mio ultimo post il contributo è riconosciuto ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali.

Il bonus colf e badanti spetta a condizione che i lavoratori domestici non siano conviventi con il datore di lavoro. Inoltre, il lavoratore non deve essere titolare di pensione, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità, né titolare di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico.
L’indennità spetta per i mesi di aprile e maggio 2020. L’importo è pari a 500 Euro per ciascun mese ma non potranno usufruirne tutti.

Vediamo insieme le incompatibilità. Non potranno percepire i 500 euro mensili coloro che hanno già fruito delle seguenti misure contenute nel decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18:

  • indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 27);
  • indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (art. 28);
  • indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (art. 29);
  • indennità lavoratori del settore agricolo (art. 30);
  • indennità lavoratori dello spettacolo (art. 38);
  • reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19 (art. 44);

Il contributo di 500 euro non spetta poi ai lavoratori domestici che:

  • percepiscono le “Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19”,
  • a coloro che saranno coinvolti nella procedura di emersione dell’art. 103 del dl Rilancio,
  • ai lavoratori domestici che già percepiscono il reddito di emergenza (art. 82) o il reddito di cittadinanza nel caso in cui l’ammontare del beneficio sia pari o superiore alla quota delle indennità stesse.

Ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari già percettori del reddito di cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a 500 Euro, in luogo del versamento dell’indennità si procederà invece ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità. Vi ricordo poi che, l’indennità non spetta ai titolari di pensione, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità e i titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico.

Regolarizzazione per colf e badanti

La regolarizzazione dei lavoratori domestici è l’altra novità introdotta con il Decreto Rilancio. Rispetto alla bozza circolata online i criteri e i costi sono diversi. Mettere in regola colf e badanti costerà ai datori di lavoro 500 euro per ogni lavoratore. La quota dovrà essere versata a seguito dell’istanza presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020, per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale o per dichiarare l’esistenza di un rapporto di lavoro irregolare. Il contributo forfettario è inferiore ai normali costi di una conciliazione e ai costi di una sanzione amministrativa per la sussistenza di un rapporto di lavoro non dichiarato all’INPS.

Nell’articolo 103 “Emersione di rapporti di lavoro” del dl rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si specifica che la sanatoria consentirà ai lavoratori stranieri di ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro di sei mesi. Nel caso in cui non si proceda alla regolarizzazione, sarà comunque possibile per i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, richiedere “un permesso di soggiorno temporaneo”. Il documento sarà valido solo nel territorio nazionale e avrà una durata di mesi sei dalla presentazione dell’istanza. Gli stranieri però dovranno risultare presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020 e devono aver svolto attività di lavoro nel settore domestico antecedentemente al 31 ottobre 2019.

Per approfondimenti consiglio la lettura del testo completo del Decreto Rilancio (Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34) pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Provvederò nei prossimi post ad illustrarvi meglio le procedure di richiesta.

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