Contributi INPS da lavoro domestico autunnali

autunno contributi

Cadono le foglie e scadono i contributi INPS da lavoro domestico

Con l’arrivo dell’autunno arriva la terza scadenza annuale per i datori di lavoro domestico. Da oggi fino al 10 di ottobre è possibile versare i contributi inps del 3° trimestre per chi ha assunto colf, badanti, babysitter, etc.

La scadenza arriva in un periodo in cui le famiglie, in particolar modo quelle con figli, sostengono molte spese dovute alla scuola. La finestra di pagamento, nonostante le difficoltà del bilancio familiare, è obbligatoria per tutti i datori di lavoro.

L’INPS mette a disposizione delle famiglie con lavoratori domestici o diverse modalità di pagamento:

  • il versamento attraverso il Contact Center (numero verde gratuito 803164, pagamento con carta di credito);
  • il circuito “Reti Amiche”(tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”, sportelli bancari di Unicredit Spa);
  • il bollettino Mav inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it (sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici), pagabile presso banche e uffici postali;
  • il sito Internet www.inps.it nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/ Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici” (pagamento con carta di credito).

Note importanti sui contributi INPS da lavoro domestico

L’importo da pagare per il terzo trimestre 2019 (luglio-agosto-settembre) si ottiene moltiplicando il contributo orario per il numero delle ore retribuite nell’intero trimestre. E’ fondamentale che il datore di lavoro utilizzi le aliquote corrette. Le tabelle, infatti, vengono aggiornate ogni anno e l’importo cambia se il rapporto di lavoro è a tempo determinato o indeterminato.

Ricordo a tutte le famiglie che l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale invia un MAV che non tiene conto di giorni di ferie,  permessi, malattia, etc. Perché vi chiederete? Il motivo è che il bollettino inviato dall’INPS è emesso in automatico. Quindi il MAV INPS è “standard” ovvero calcola l’importo da versare in base alle ore e all’inquadramento previsti nel contratto di lavoro domestico sottoscritto con la colf o con la badante.

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Come funzionano i permessi di colf e badanti?

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Permessi colf e badanti retribuiti e non

Tutti i lavoratori domestici hanno diritto a permessi di lavoro individuali retribuiti durante l’anno per motivi specifici. Vi elenco di seguito le motivazioni per il rilascio o la richiesta dei permessi di colf e badanti:

  • visite mediche documentate;
  • comprovata disgrazia familiare;
  • frequentazione corsi professionali;
  • motivi di studio;
  • altro.

Previo accordo è possibile fruire anche di permessi non retribuiti.

Per quanto riguarda le visite mediche, Colf, badanti e baby-sitter hanno diritto, come tutti gli altri lavoratori, ai permessi retribuiti per le visite mediche. I permessi vengono retribuiti solo se coincidenti (almeno parzialmente) con l’orario di lavoro. Per ogni lavoratore è previsto un monte ore annuo che cambia a seconda della tipologia di contratto. Il numero di ore a disposizione è differente per i lavoratori domestici conviventi e non conviventi.

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Licenziamento badante? Il MAV si paga in anticipo

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10 giorni per il Bollettino INPS per licenziamento badante

Avete deciso di licenziare la vostra badante prima della fine di settembre? Se non avete più necessità della vostra assistente familiare siete liberi di cessare il rapporto di lavoro. L’importante è che paghiate i contributi del vostro lavoratore domestico subito. Perché vi chiederete?

Il pagamento dei contributi INPS del trimestre in corso (luglio – agosto – settembre) si effettuerà a partire dal prossimo primo ottobre ed avrete 10 giorni di tempo per versarli. Ma per coloro che interrompono il rapporto di lavoro con la badante o con la colf prima della fine del trimestre i contributi dovranno essere pagati entro 10 giorni dalla cessazione del rapporto. In caso di coincidenza con un giorno festivo il pagamento potrà essere prorogato al primo giorno lavorativo.

Esempio 

Se licenziate la vostra badante il prossimo 20 settembre, dovrete versare i contributi INPS tra il 21 e il 30 settembre 2019.

Comunichiamo il licenziamento badante all’INPS

Il datore di lavoro domestico, dopo aver comunicato la cessazione all’INPS, dovrà accedere con il proprio Pin sul sito dell’Istituto Nazionale di previdenza sociale e richiedere l’emissione di un MAV. Il bollettino servirà per il versamento dei contributi relativi alle ore effettuate dalla colf, dalla badante o dalla babysitter fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

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Differenza tra il rapporto di lavoro diurno con convivenza e la presenza notturna in casa dell’assistito

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Il lavoratore domestico ha diritto alle ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi

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Riposo giornaliero della badante, le regole del CCNL

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I lavoratori conviventi hanno diritto al riposo giornaliero.

Tutti i lavoratori hanno diritto ad un certo numero di ore di riposo al giorno ma per chi si occupa di assistenza domiciliare ad anziani o disabili è evidente che la situazione è più delicata. Vediamo insieme qual è la situazione nel settore del lavoro domestico.

Le famiglie datori di lavoro domestico che assumono un assistente familiare con convivenza, hanno l’obbligo di rispettare il risposo giornaliero.

Il riposo giornaliero dei lavoratori domestici ammonta a 11 ore consecutive nell’arco della giornata (art. 15 CCNL di categoria).  Inoltre, qualora l’orario giornaliero non sia interamente collocato tra le ore 6.00 e le ore 14.00 (oppure tra le ore 14.00 e le ore 22.00), il lavoratore ha diritto ad un riposo intermedio non retribuito. Di solito avviene nelle ore pomeridiane ed ammonta a due ore. Durante questo periodo di riposo il lavoratore può uscire dall’abitazione del datore, fermo restando che questo intervallo è finalizzato al recupero psicofisico della persona.

logo IloVi ricordo che il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata. Il diritto al riposo è sancito nella Dichiarazione universale dei diritti umani, Articolo 24. Si tratta di un diritto essenziale del lavoratore, che compare fin dalla prima convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro del 1919. Il riposo, comprese le ore dedicate al sonno e ai pasti, è fondamentale per la salute mentale e fisica e consente ai lavoratori domestici di essere efficienti nelle mansioni richieste.

 

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Le regole per prorogare il contratto di colf e badanti

La famiglia può prorogare il contratto di lavoro domestico.

I datori di lavoro domestico che hanno assunto colf o badanti a tempo determinato possono posticipare la scadenza del contratto di lavoro. Il decreto legislativo  n.81/2015 chiarisce che, fermo restando il consenso del lavoratore e qualora la durata iniziale del contratto sia inferiore a 36 mesi, sono ammesse proroghe.

Le proroghe sono consentite fino ad un massimo di cinque volte nel limite dei complessivi 36 mesi, indipendentemente dal numero dei contratti.

Cosa succede se si supera il limite delle proroghe? In questo caso il legislatore precisa che, superata la quinta proroga, il rapporto di lavoro si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato. Per le proroghe vanno mantenute le stesse condizioni del contratto di lavoro a termine: forma scritta, firma per accettazione del lavoratore e consegna di copia del documento.

Vi ricordo che se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato (o successivamente prorogato), il datore di lavoro è tenuto a fornire al lavoratore una maggiorazione della retribuzione, per ogni giorno di prosecuzione del rapporto di lavoro.

L’importo della maggiorazione è pari al:

  • 20% fino al 10° giorno extra
  • 40% dopo il 1o° giorno.

In tema di prosecuzione di fatto, ci sono alcune ultime informazioni di cui i datori di lavoro devono tenere conto. Nei rapporti di lavoro a tempo determinato esiste quello che viene chiamato il periodo di tolleranza fissato in:

  • 30 giorni se la durata del contratto è inferiore a 6 mesi
  • 50 giorni negli altri casi.

Trascorso questo periodo, come accennato precedentemente i rapporti di lavoro si trasformano i contratti a tempo indeterminato.

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Nuove funzioni per il Cassetto previdenziale lavoro domestico

inps cassetto previdenziale

Il Cassetto previdenziale lavoro domestico espande gli strumenti per le famiglie.

Il nuovo servizio disponibile sul sito dell’INPS consente a tutte le famiglie che assumono colf e badanti di controllare online lo storico dei pagamenti degli ultimi 5 anni, i pagamenti in sospeso e le scadenze. Nel 2018 è stata aggiunta al cassetto previdenziale anche la funzione “Comunicazione bidirezionale” che consente di prendere appuntamento con un esperto in Sede INPS.
Con il messaggio n. 2561 del 11 luglio 2019 l’INPS informa sulla disponibilità, all’interno del proprio sito, di una ulteriore funzione che permette di gestire gli appuntamenti relativi al Cassetto previdenziale per il lavoro domestico. Questa funzione ha l’obiettivo di aumentare l’interattività con l’Istituto di previdenza.

La nuova funzionalità per la gestione degli appuntamenti presso le Strutture territoriali dell’Istituto è disponibile sia per il profilo cittadino che per gli intermediari abilitati (in possesso di delega attiva), accedendo alla nuova sezione “Agenda Appuntamenti”.

L’INPS chiarisce che: l’attivazione di un appuntamento presso la Struttura territoriale e la sua successiva gestione è disponibile esclusivamente con riferimento a uno o più quesiti già inoltrati tramite Cassetto e che abbiano ricevuto esito negativo o per i quali non si sia ricevuto un riscontro entro un termine prestabilito, fissato in funzione dell’argomento oggetto delle comunicazioni.

Cosa si può fare con la nuova funzione “Agenda Appuntamenti” INPS?

  • creare un appuntamento;
  • cercare e visualizzare gli appuntamenti già inseriti a sistema;
  • cancellare un appuntamento già confermato.

L’utente, per fissare un appuntamento, deve inserire il codice del rapporto di lavoro domestico e indicare i quesiti da trattare durante l’incontro. Inoltre è possibile inserire una nota con i dettagli dell’appuntamento e allegare fino a tre file (documenti in formato PDF, JPEG, PNG O TIFF).

Sarà possibile accedere agli appuntamenti già presenti sulla piattaforma con una funzione di ricerca che permette di selezionare dei filtri: codice del rapporto di lavoro, stato dell’appuntamento e intervallo di date. Per il profilo cittadino è anche possibile includere o escludere gli appuntamenti gestiti da un intermediario. Una volta individuato l’appuntamento si possono vedere i dettagli (es. data, ora, allegati, comunicazioni, etc.), la sede della consulenza e lo stato della richiesta.

Gli stati previsti per l’appuntamento sono: “Confermato” (sia per appuntamenti in programma che per quelli già tenutisi); “Chiuso e Definito” (l’istanza della richiesta è stata risolta e l’utente non si è dovuto andare alla sede INPS); “Cancellato”  (appuntamento cancellato dall’utente o disdetto dalla Struttura territoriale).

Infine, i datori di lavoro domestico possono cancellare l’appuntamento. Questa opzione diventa disponibile solo una volta che appare lo status “Confermato” attraverso la funzione “Cancella appuntamento” presente nella sezione dettagli.

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Reddito di cittadinanza, niente incentivi per il lavoro domestico

reddito cittadinanza

Le famiglie che assumono colf e badanti non possono chiedere benefici.

Come sapete, per le aziende che assumono persone che ricevono il Reddito di cittadinanza (Rdc), sono stati previsti degli sgravi fiscali e degli incentivi economici. Si tratta della seconda fase della misura messa a punto dal Governo: ovvero il collocamento a lavoro dei beneficiari del sussidio.

In questa fase, per i datori di lavoro, sono previsti benefici fino ad un massimo di 780 euro al mese (con durata massima di 18 mesi e minima di 6). Il beneficio può essere usato anche come esonero dal pagamento dei contributi all’Inps o sotto forma di credito d’imposta.

Cosa dice la legge sulle famiglie datori di lavoro domestico?

La legge non esclude le famiglie che assumono coloro che usufruiscono del sussidio. Il testo si limita a prevedere i benefici per i datori di lavoro privati che comunicano le disponibilità posti di lavoro alla piattaforma digitale dedicata al Rdc e che assumono a tempo pieno e indeterminato, soggetti titolari del Rdc. Dalla norma però si capisce che gli sgravi sono dedicati a imprese e professionisti. Tra le regole, infatti, c’è l’obiettivo di un incremento occupazionale dei dipendenti e di non oltrepassare i limiti “de minimis” degli aiuti di Stato. Inoltre, i datori di lavoro, dovranno ed essere in possesso del documento unico di regolarità contributiva (Durc).

Cosa dice l’Inps sul Reddito di Cittadinanza?

L’Istituto di Previdenza è stato molto chiaro in merito. Con la circolare n.104/2019 ci dice che “nei casi di assunzioni di lavoratori domestici, seppure effettuate a tempo pieno e indeterminato, lo sgravio in trattazione non può trovare applicazione. Ciò perché, tra le condizioni legittimanti la fruizione dell’agevolazione, l’articolo 8, comma 6, del D.L. n. 4/2019, espressamente prevede il rispetto delle disposizioni e dei limiti introdotti dai Regolamenti (UE) n. 1407 e 1408 del 2013 e n. 717 del 2014 sugli aiuti di importanza minore. Al riguardo, in considerazione della circostanza che per gli aiuti di Stato ciò che rileva è che il datore di lavoro beneficiario della misura possa essere considerato, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita, un soggetto che eserciti un’attività economica, si evidenzia che per i datori di lavoro domestico tale condizione di legittimità non risulta applicabile.” La cattiva notizia quindi è che le famiglie che assumono assistenti familiari o collaboratori domestici non avranno diritto ad alcun beneficio.

 

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Come cambia la retribuzione dei lavoratori domestici in vacanza con l’assistito?

Colf, badanti e babysitter in trasferta con il datore di lavoro.

Agosto è dietro l’angolo. Come ogni anno in questo mese si concentrano le chiusure degli uffici in tutta Italia e si raggiungono i luoghi turistici per il meritato riposo estivo.
Cosa succede nel caso di famiglie datori di datori di lavoro domestico? In caso di trasferte fuori dal normale luogo di lavoro, i lavoratori domestici conviventi sono tenuti, se la famiglia ne fa richiesta, a recarsi in trasferta con l’assistito.
La badante dovrà, pertanto, seguire il datore o l’assistito in soggiorni temporanei in altri Comuni e/o in residenze secondarie.

La retribuzione dei lavoratori domestici in trasferta

Per la trasferta i lavoratori avranno diritto al rimborso delle spese diretribuzione-ferie viaggio sostenute per raggiungere il luogo di vacanza e al riposo settimanale concordato nel contratto.
Vi ricordo che se la trasferta estiva non è stata prevista all’interno del contratto sottoscritto con il lavoratore domestico, il datore di lavoro dovrà corrispondere alla’assistente familiare un’indennità aggiuntiva rispetto alla retribuzione ordinaria, pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera, per tutti i giorni della trasferta.

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Hai domande sul lavoro domestico?

Chiama al numero 06.68210696 / 3285695515

oppure lascia il tuo numero e verrai ricontattato

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