COVID-19, in Sardegna c’è l’indennità per colf e badanti

indennità

La Sardegna include l’indennità per colf e badanti nel piano di aiuti COVID-19

La Regione Autonoma della Sardegna è la prima ad includere anche colf e badanti tra i beneficiari dei sostegni al reddito per il COVID-19. A livello nazionale, infatti, le uniche misure prese riguardano le baby-sitter. Con il Decreto Cura Italia è stato istituito un bonus fino a 600 Euro per le famiglie per retribuire le prestazioni lavorative delle baby-sitter nel periodo di chiusura delle scuole. Questa misura ha consentito da un lato di aiutare le famiglie a coprire i costi per l’aiuto nella gestione dei più piccoli e dall’atro lato ha evitato il licenziamento delle lavoratrici domestiche che normalmente ricoprono questa mansione.

E le altre figure? In Italia sono  molti i lavoratori domestici che si occupano della cura della casa e delle persone anziane o con disabilità. Nonostante la richiesta al Governo da parte di Sindacati e Associazioni datoriali come DOMINA, per colf e badanti non ci sono ancora misure di sostegno al reddito a livello nazionale. L’unica forma di sostegno al momento è stata prevista in Sardegna. Nella regione  si registrano 582 persone positive al Coronavirus, 27 decessi e 29 guariti fino ad oggi. Lo scorso 26 marzo, a Cagliari si sono riuniti la Giunta regionale della Sardegna, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni delle imprese, professioni e servizi per individuare e definire interventi regionali integrativi e modalità applicative degli ammortizzatori sociali in deroga per affrontare l’emergenza da Coronavirus Covid-19.

Cosa prevede l’Accordo Quadro?

È stato sottoscritto un Accordo Quadro di 13 punti. Il punto numero 9 (pagina 6) riguarda il lavoro domestico. Nel testo si fa riferimento ai lavoratori domestici con contratto registrato all’INPS e ai lavoratori retribuiti con il sistema dai voucher.

La Regione Autonoma della Sardegna, tramite l’Assessorato Regionale del Lavoro e l’Agenzia Regionale del Lavoro (ASPAL), istituirà, con ogni consentita urgenza, per le lavoratrici e lavoratori domestici che abbiano avuto sospesa senza retribuzione la propria prestazione, un contributo una tantum a domanda individuale nella misura di 600 euro, proporzionalmente ridotti in base alle ore di lavoro previste contrattualmente e da essi non prestate nel mese di marzo, con ragguaglio a una misura intera in questo caso convenzionalmente rapportata ad un orario standard di 40 ore settimanali.
Per i collaboratori e collaboratrici familiari che siano retribuiti con il sistema dei voucher, si farà riferimento al mancato utilizzo degli stessi nel mese di marzo in comparazione all’uso medio fatto nel trimestre precedente, per autorizzare l’erogazione di un’indennità di importo proporzionato, nel limite massimo di 600 euro, convenzionalmente ad un’orario standard di 40 ore settimanali.

La speranza è che questa sia solo la prima di una lunga serie di iniziative a favore del comparto. Resto dell’idea che sia necessario un intervento urgente a livello nazionale per venire in aiuto di lavoratori domestici e datori di lavoro in questo periodo di crisi dovuto all’epidemia da COVID-19.

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Il DL Cura Italia nell’ottica del lavoro domestico

Come fatto nei post precedenti (Lavoro domestico e Decreto Cura Italia) vorrei continuare a commentare il Decreto Cura Italia nell’ ottica del lavoro domestico. Oggi Mi soffermerò sugli articoli 25 e 33. Gli articoli trattano rispettivamente i temi del congedo di indennità e la NASpi.

Congedo di indennità

Art. 25 (Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, per emergenza COVID -19)

A decorrere dal 5 marzo 2020, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, e per tutto il periodo della sospensione ivi prevista, i genitori/lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, previsto dall’articolo 23, comma 8 in alternativa alla prestazione di cui al comma 1, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1000 euro. La disposizione di cui al presente comma si applica anche al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Ai fini dell’accesso al bonus baby sitter il datore di lavoro domestico dovrà presentare domanda tramite i canali telematici dell’Inps e secondo le modalità tecnico-operative stabilite in tempo utile dal medesimo Istituto indicando, al momento della domanda stessa, la prestazione di cui intende usufruire, contestualmente indicando il numero di giorni di indennità ovvero l’importo del bonus che si intende utilizzare. Sulla base delle domande pervenute, l’INPS, in caso di superamento del finanziamento stanziato pari a 30 milioni di euro per l’anno 2020, procede al rigetto delle domande presentate.

 

NASpi per i lavoratori domestici

Art. 33 (Proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL)

Nel caso in cui il rapporto di lavoro domestico si interrompa, al fine di agevolare la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, i termini di decadenza previsti dall’articolo 6, comma 1, e dall’articolo 15, comma 8, del decreto legislativo 22 aprile 2015, n. 22, sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni.

Per i lavoratori domestici che presenteranno le domande di NASpI oltre il termine ordinario di cui agli articoli 6, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, è fatta salva la decorrenza della prestazione dal sessantottesimo giorno successivo alla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro. Tutti i chiarimenti sulla procedura di richiesta si trovano sul sito INPS.

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Dossier 11.

Analisi sull’impatto sociale ed economico del lavoro domestico nei paesi d’origine dei lavoratori domestici.

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Lavoro domestico e Decreto Legge Cura Italia

Il Decreto Legge Cura Italia include il lavoro domestico?

Una delle principali questioni affrontate dagli operatori del settore del lavoro domestico negli ultimi giorni è stata quella di fare chiarezza sull’applicazione del Decreto Cura Italia. Il Decreto, infatti, in alcuni punti non è molto chiaro. Proprio per questo ho deciso di scrivere una serie di post analizzando gli articoli che riguardano più da vicino il settore e che hanno suscitato dubbi e domande. Oggi vorrei menzionare l’articolo 22 e darvi un approfondimento sull’articolo 23 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18.

Art. 22 (Nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga). Ai lavoratori domestici, in caso di sospensione del rapporto di lavoro, non si applicano le nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga.

Art. 23 Congedo e indennità per i lavoratori domestici

(Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19)

La disposizione in oggetto si applica a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, domestici inclusi, genitori con i figli a carico di età non superiore ai 12 anni, che in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a quindici giorni, hanno diritto a fruire, fatto salvo le eccezioni prescritte nell’articolo, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa.  La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, qualora genitori lavoratori dipendenti del settore privato, non obbligatoriamente impiegati entrambi nel settore domestico, per un totale complessivo di quindici giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Ferma restando l’estensione della durata dei suddetti permessi retribuiti, il limite di età non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, Comma 1, della  legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

Fermo restando quanto sin qui previsto, i lavoratori domestici genitori con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Se non ricorrono tutti i suddetti presupposti è possibile interrompere il rapporto di lavoro domestico in qualsiasi momento come per legge. Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione anche nei confronti dei genitori affidatari.

Per i genitori lavoratori dipendenti (domestici e non) del settore privato, è possibile, in alternativa alla prestazione del congedo di cui sopra, è prevista la  possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia.

Le modalità operative per accedere al congedo ovvero al bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting sono stabilite dall’INPS. Qualora emerga il superamento del limite di spesa complessivo di 1.261,1 milioni di euro annui per l’anno 2020, l’INPS procede al rigetto delle domande presentate.

 

 

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Covid-19, prestazioni Cas.Sa.Colf per lavoratori domestici

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Nuove prestazioni Cas.Sa.Colf per i lavoratori domestici

La Cassa Sanitaria Colf è uno strumento che fornisce prestazioni e servizi a favore di lavoratori e datori datori di lavoro domestico. La Cas.Sa.Colf eroga trattamenti assistenziali sanitari e assicurativi, integrativi e aggiuntivi delle prestazioni pubbliche. L’obiettivo è di migliorare la tutela socio sanitaria degli associati. Sono iscritti alla Cas.Sa.Colf  tutti i dipendenti ed i datori di lavoro domestico in regola con i contributi di assistenza contrattuale (CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico).

A partire dal 21 marzo questa Cassa malattia ha attivato una nuova importantissima prestazione. In considerazione dell’epidemia di Coronavirus che sta colpendo il Paese, infatti, è stata creata una nuova indennità dedicata ai lavoratori domestici. Si tratta di una diaria per colf, badanti o baby-sitter risultate positive al test del COVID-19.

Come funziona la nuova prestazione?

Per attivare la garanzia il lavoratore dovrà essere in possesso del referto del tampone, rilasciato dalle Autorità competenti, che attesta la positività al Coronavirus. Ci sono due tipi di diaria disponibili:

  • Diaria per ricovero in strutture pubbliche:  l’Assicurato ha diritto ad una indennità di € 40,00 per ogni notte di ricovero per un periodo non superiore a 50 giorni all’anno (la giornata di ingresso e dimissione costituiscono un’unica giornata).
  • Diaria per isolamento domiciliare: l’Assicurato ha diritto ad una indennità di € 40,00 al giorno per ogni giorno di permanenza in casa, per un periodo non superiore a 14 giorni all’anno. La diaria per isolamento domiciliare è corrisposta anche se l’Assicurato non ha preventivamente subito un ricovero.

L’indennità è retroattiva?

Il primo gennaio 2020 è indicato dalla Cas.Sa.Colf. come data di inizio di copertura della prestazione . Quindi la diaria potrà essere richiesta anche da chi ha contratto il Coronavirus nelle scorse settimane ma non è più in isolamento a casa o in ospedale.

Passaparola

In questo momento di difficoltà per tutta la popolazione è importante condividere informazioni utili. Vi consiglio quindi di informare i vostri amici datori di lavoro o i vostri lavoratori domestici di questa nuova prestazione. Vi segnalo inoltre, anche se l’ho già fatto in precedenza, il vademecum dell’Associazione DOMINA per il lavoro domestico. Un vero e proprio decalogo per guidare datori e lavoratori nella gestione del rapporto di lavoro durante l’epidemia.

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Appello ai datori di lavoro domestico

stop covid19 lavoro domestico

Appello di DOMINA ai datori di lavoro domestico

Oggi DOMINA, l’Associazione Nazionale famiglie Datori di lavoro domestico, firmataria del CCNL di categoria, ha lanciato un appello che condivido e che riporto in questo post.

Considerata la grave situazione di emergenza e le modalità di trasmissione del Coronavirus, chiediamo a tutti i datori di lavoro, nel caso in cui la prestazione lavorativa NON sia strettamente necessaria, di sospendere l’attività dei propri collaboratori domestici mantenendo, laddove possibile, la retribuzione del lavoratore. Ci appelliamo al vostro senso di responsabilità, in questo periodo di emergenza dovuta all’epidemia , infatti, il miglior modo per ridurre i contagi è di evitare gli spostamenti. Aiutiamoci a vicenda e sosteniamoci l’un l’altro per superare questo difficile momento.

Per facilitare la gestione dei rapporti di lavoro domestico è stato creato anche un vademecum con delle linee guida. E’ importante seguire le raccomandazioni governative e informarsi sempre tramite fonti ufficiali come il sito del Governo, quello della Protezione Civile e quello del Ministero della Salute.

Il Vademecum lavoro domestico.

vademecum covid19 lavoro domestico

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Lavoro domestico, risposte sul COVID19

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Rimborsi, riduzione ore e contributi

Tanti i dubbi relativi al settore del lavoro domestico. Come comportarsi con colf, badanti e babysitter durante l’epidemia da COVID19? Eccovi la risposta ad alcune delle principali tematiche che stanno sollevando dubbi nel settore.

Posso ridurre l’orario di lavoro del mio collaboratore domestico? A prescindere da questo momento di emergenza, è sempre possibile operare una riduzione del rapporto di lavoro. Si consiglia sempre al datore di lavoro di mettere per iscritto tutte le modifiche contrattuali.

È vero che i contributi da lavoro domestico del 1° trimestre 2020 sono stati sospesi? Si, il pagamento dei contributi da lavoro domestico dovuti dall’1 al 10 aprile è sospeso fino al 10 giugno 2020. La sospensione vale anche per il pagamento dei contributi dovuti in caso di licenziamento del lavoratore domestico. Anche il versamento di Cas.Sa.Colf è sospeso.

Il blocco dei licenziamenti del nuovo Decreto Legge “Cura Italia” vale anche per il lavoro domestico? No, il blocco dei licenziamenti previsto dal Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18, al momento non include i lavoratori domestici. Chi ha assunto colf, badanti o babysitter può cessare il rapporto di lavoro rispettando i termini di preavviso previsti dal CCNL.

Se il datore desidera sospendere il rapporto di lavoro, come deve fare? Per esigenze del datore di lavoro, è possibile sospendere il lavoro, corrispondendo al lavoratore la retribuzione globale di fatto, ivi compreso, nel caso di lavoratore che usufruisca del vitto e dell’alloggio. È necessario pagare anche i contributi previdenziali e Cas.Sa.Colf.

Se il lavoratore mi chiede di sospendere il rapporto di lavoro come devo comportarmi? Per gravi e documentati motivi il lavoratore potrà richiedere un periodo di sospensione extraferiale senza maturazione di alcun elemento retributivo per un massimo di 12 mesi. Il datore di lavoro potrà, o meno, convenire con la richiesta. I contributi previdenziali non sono da pagare e Cas.Sa.Colf.

Se licenzio il lavoratore domestico (colf, badante, babystitter, etc.) in questo momento emergenziale avrà diritto alla cassa in deroga? No, la cassa integrazione in deroga introdotta dal Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18, al momento non include i lavoratori domestici.

Sto lavorando da casa e non ho più bisogno del lavoratore domestico, posso licenziare? Si, l’importante è rispettare i termini del preavviso che varia da 8 a 15 giorni in base all’anzianità del lavoratore. In caso di licenziamento al lavoratore domestico va versata anche la liquidazione.

Il mio lavoratore domestico vuole rientrare nel suo Paese di origine per paura del contagio, cosa devo fare? Il lavoratore che vuole interrompere il rapporto di lavoro può dare le dimissioni. Dovranno essere rispettati anche in questo caso i termini di preavviso previsti dal CCNL di categoria..

È previsto un rimborso per i datori che pagano il lavoratore domestico senza ricevere la prestazione? No, al momento non sono state previste misure dal Governo. L’Associazione DOMINA si sta muovendo per far si che vengano incluse anche le famiglie datori di lavoro domestico nei provvedimenti del Governo per far fronte all’emergenza Coronavirus.

Per ulteriori approfondimenti vi consiglio di leggere Lavoro domestico, risposte ai dubbi sul COVID19

 

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Lavoro domestico, risposte ai dubbi sul COVID19

dubbi lavoro domestico

Tanti i dubbi sul COVID19 di datori e lavoratori domestici

In questo periodo di emergenza dovuta all’epidemia da COVID19 news e fake news si rincorrono sul web più velocemente del virus. E’ importante quindi fare chiarezza sulle problematiche riscontrate da datori e lavoratori domestici. Sono molti i dubbi sollevati a causa del Coronavirus e a seguito del Decreto Legge Cura Italia.

Il lavorvademecum covid19 lavoro domesticoo domestico in Italia conta oltre 800 mila lavoratori regolari . Con un tasso di irregolarità stimato al 58%, è possibile calcolare un numero complessivo di circa 2 milioni di lavoratori. Questo settore contribuisce all’1,2% del PIL nazionale, e consente allo Stato di risparmiare ben 9,7 miliardi all’anno sui costi di assistenza (dati Rapporto Annuale DOMINA sul lavoro domestico). Il settore coinvolge una fetta importante della popolazione. La paura del contagio ha lasciato molte famiglie senza lavoratore domestico e molte badanti senza casa o senza lavoro. Sono molti però i rapporti di lavoro domestico ancora in essere e proprio per questo è importante dare a datori e lavoratori tutte le informazioni necessarie per far fronte alla crisi che stiamo attraversando.

Vi segnalo in proposito il vademecum redatto dall’Associazione DOMINA, con le linee guida per orientarsi nella gestione del rapporto di lavoro domestico. E riporto in questo post le risposte alle domande più frequenti emerse in questi giorni.

Domande e risposte COVID19 e lavoro domestico

Colf, badanti e baby sitter possono lavorare in questo periodo di emergenza epidemiologica da COVID – 19? Si, al momento sono state sospese le attività commerciali di servizi alla persona ma il lavoro domestico non ne fa parte.

Può il lavoratore domestico non convivente raggiungere la mia abitazione senza essere sanzionato? Si, La lavoratrice dovrà portare con se un’autocertificazione con la motivazione dello spostamento e adottare tutte le precauzioni per evitare il contagio.

Se il datore desidera sospendere il rapporto di lavoro, come deve fare? Per esigenze del datore di lavoro, è possibile sospendere il lavoro, corrispondendo al lavoratore la retribuzione globale di fatto, ivi compreso, nel caso di lavoratore che usufruisca del vitto e dell’alloggio. È necessario pagare anche i contributi previdenziali e Cas.Sa.Colf.

Se il lavoratore mi chiede di sospendere il rapporto di lavoro come devo comportarmi? Per gravi e documentati motivi il lavoratore potrà richiedere un periodo di sospensione extraferiale senza maturazione di alcun elemento retributivo per un massimo di 12 mesi. Il datore di lavoro potrà, o meno, convenire con la richiesta. I contributi previdenziali non sono da pagare e Cas.Sa.Colf.

La badante può uscire per fare la spesa per la persona assistita? Si, è possibile uscire per motivi di necessità come l’acquisto di alimenti o di medicine. La lavoratrice dovrà portare con se un’autocertificazione con la motivazione dello spostamento e adottare tutte le precauzioni necessarie per evitare il contagio.

Cosa fare se il lavoratore domestico vuole continuare a lavorare e la famiglia vuole interrompere? Le parti devono trovare un accordo, possibilmente scritto, in cui si sospende l’attività con l’impegno di recuperare più avanti le ore perse. Se il lavoratore non vuole sospendere la famiglia può proporre le ferie.

Cosa fare se il lavoratore domestico non ha maturato le ferie? Nel lavoro domestico è possibile anticipare le ferie, garantendo così una retribuzione al dipendente senza dover interrompere il rapporto di lavoro. In alternativa è possibile adottare la soluzione dei permessi non retribuiti.

La mia colf lavora in un comune diverso dal mio può venire a lavorare? Si, è possibile spostarsi per motivi di lavoro. La lavoratrice dovrà sempre portare con se il modulo di autocertificazione che indica il motivo di spostamento e le generalità del datore di lavoro domestico.

Posso impedire alla mia colf/badante convivente di uscire da casa? No, non è possibile limitare la libertà personale dell’altro. La lavoratrice può uscire solo per i motivi attualmente consentiti dalla legge e indicati nel modulo di autocertificazione.

Il datore di lavoro deve fornire materiale di sicurezza per far lavorare in casa? In questo momento sarebbe opportuno lavorare con la mascherina e i guanti, ma soprattutto lavorare in ambienti in cui non vi sono persone. Tuttavia il datore di lavoro domestico non è tenuto a fornire il materiale di sicurezza.

Il mio lavoratore non è registrato all’INPS cosa devo fare? I rapporti di lavoro irregolari sono sempre un pericolo sia per la famiglia sia per il lavoratore perché entrambi sono privati di tutele e diritti fondamentali garantiti dal C.c.n.l. di categoria. Per spostarsi sul territorio è necessaria un’autocertificazione pertanto vi consigliamo quanto prima di regolarizzare il vostro lavoratore domestico.

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Coronavirus e lavoro domestico, ecco il vademecum

Arriva il Vademecum lavoro domestico di DOMINA

Il nostro Paese si trova nel pieno dell’epidemia di Coronavirus. Il contagio ha avuto ricadute su tutti gli aspetti della vita dei cittadini e su tutte le categorie di lavoro. Il lavoro domestico non è immune alle conseguenze dell’epidemia. C’è il problema della badante che arriva da un altro comune, di uscire a fare la spesa per l’anziano, del cosa fare nel giorno di riposo, etc.

DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico ha elaborato un vademecum. In 7 punti l’Associazione firmataria del CCNL di categoria, fornisce delle linee guida valide per datori e lavoratori.

Vediamoli insieme:

  • Sospensione del lavoro – Se non è necessaria la prestazione, si richiede ai datori di lavoro domestico un grande senso di responsabilità, lasciando a casa i propri collaboratori e continuando a pagare, laddove possibile, la retribuzione mensile.
  • Convivenza – Se il rapporto di lavoro domestico prevede la convivenza, sia il datore di lavoro che il lavoratore devono avere il buon senso di attenersi alle regole dettate dal Governo per il rispetto di tutti i presenti in casa.
  • Autocertificazione – Per le commissioni bisogna munirsi di autocertificazione che ne indica il motivo, es. acquisto farmaci o spesa, per evitare di incorrere in sanzioni in caso di controlli. Mantenere sempre la giusta distanza durante le file di attesa.
  • Libertà personale – Né il datore di lavoro né il lavoratore può limitare la libertà dell’altro. Se non si è d’accordo su scelte o abitudini, per non rischiare il contagio, si consiglia di interrompere il rapporto di lavoro per giusta causa.
  • Igiene prima di tutto – Lavarsi sempre le mani mantenendo alto il livello di igiene, soprattutto se si rientra dopo aver fatto delle commissioni: acquisto di generi alimentari o farmaci. Evitare di fare passeggiate in questi giorni.
  • Riconoscere sintomi sospetti – Se il datore o il lavoratore domestico ha febbre, tosse o dolori muscolari, chiamare il medico di base oppure il 1500 o il 112. L’altro dovrà avere l’accortezza di mettersi in auto quarantena.
  • Diventare social – In questi giorni difficili per tutti, è bene aiutarsi a vicenda nelle relazioni, facilitando il contatto telematico (telefono, chat, skype, etc.) con i propri familiari bloccati in altre case o lontani.

E’ possibile scaricare il vademecum DOMINA in formato pdf e diffonderlo gratuitamente.

vademecum coronavirus lavoro domestico

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Lavoro domestico, nuovo avviso di pagamento PagoPA

pagopa

Nuovo anno, nuovo avviso di pagamento.

A partire dal 2020 il versamento dei contributi per i lavoratori domestici avverrà attraverso avviso di pagamento pagoPA. Questa soluzione sostituisce il precedente bollettino Mav, secondo quanto disposto dal Codice dell’amministrazione digitale (articolo 5, decreto legislativo 82/2005).

Cos’è PagoPA?

Si tratta di un sistema di pagamenti elettronici progettato per rendere più facili e trasparenti i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione. È un modo nuovo, più  immediato per i cittadini per pagare la Pubblica Amministrazione, la cui adozione consente un risparmio economico per il Paese.

PagoPA è un sistema realizzato per uniformare tutti i pagamenti. Guarda il video che spiega il PagoPA: Pagamenti digitali pagoPA

datori di lavoro possono quindi effettuare il versamento dei contributi nei seguenti modi:

  • online, attraverso il portale dei pagamenti;
  • con avviso di pagamento pagoPA, presso i canali dei Prestatori di Servizio di Pagamento (PSP) aderenti (agenzie della banca, uffici postali, home banking dei PSP, sportelli ATM abilitati delle banche, punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5);
  • con avviso di pagamento pagoPA, presso i canali dei PSP che non hanno aderito direttamente alla convenzione pagoPA, tramite il circuito CBILL, utilizzando il codice interbancario AAQV6 assegnato a INPS.

Per maggiori informazioni vi consiglio di consultare il portale dei pagamenti INPS.

Ai datori di lavoro domestico che avevano scelto di ricevere i bollettini Mav a casa, l’INPS invierà gli avvisi di pagamento pagoPA per il 2020.

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Hai domande sul lavoro domestico?

Chiama al numero 06.68210696 / 3285695515

oppure lascia il tuo numero e verrai ricontattato

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