Vitto e alloggio per la badante, quando pagare?

indennità badante

Calcolare vitto e alloggio per la badante convivente.

L’indennità di vitto e alloggio per la badante è uno dei temi che sollevano sempre molti dubbi nei datori di lavoro domestico. La domanda che ricevo più spesso è quando si versa l’indennità di vitto e alloggio?

La famiglia datore di lavoro domestico che assume una badante convivente deve versare l’indennità di vitto e alloggio solo quando il lavoratore domestico non può usufruirne gratuitamente, quindi in caso di:

  • ferie,
  • permessi retribuiti,
  • malattia.

Qual’è l’importo per l’indennità di vitto e alloggio?

Il versamento dell’indennità al lavoratore domestico è una cifra convenzionale che viene inserita in busta paga, in sostituzione dei pasti che solitamente spettano al dipendente. Per il 2020 l’importo giornaliero per l’indennità di vitto e alloggio è stimato in 5,61 €. I valori convenzionali del vitto e dell’alloggio sono fissati nella tabella F e sono rivalutati annualmente ai sensi dell’ articolo 37.

Cosa dice il CCNL di categoria?

Secondo l’Art. 35 Vitto e alloggio del CCNL sulla disciplina del lavoro domestico, “il vitto dovuto al lavoratore deve assicurargli un’alimentazione sana e sufficiente; l’ambiente di lavoro non deve essere nocivo all’integrità fisica e morale dello stesso”. Inoltre, “il datore di lavoro deve fornire al lavoratore convivente un alloggio idoneo a salvaguardarne la dignità e la riservatezza.

Vi ricordo che la famiglia o l’anziano che assumono una badante, una baby sitter o una colf in regime di convivenza, sono tenuti a pagare l’indennità di vitto e alloggio quando il lavoratore non ne usufruisce in modo classico, ad esempio consumando il pasto in casa.

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Circolare INPS 73: il bonus baby-sitter comprende i nonni

bonus baby sitter

Il Bonus baby-sitter include i nonni.

La settimana scorsa l’INPS ha diramato la Circolare n. 73, relativa alla disciplina del bonus per i servizi di baby sitting e per l’iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia di cui all’art. 2 del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 65, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.
Il testo della Circolare 73 da alcuni chiarimenti interessanti. Nella Circolare INPS si precisa che il bonus non è previsto nel caso in cui siano i familiari a prendersi cura dei minori. Tuttavia, questo requisito vale solo nel caso in cui il familiare sia convivente con il richiedente. Quindi, il bonus può essere richiesto anche per nonni, zii, o amici, a patto che vivano e siano residenti in un Comune diverso rispetto a quello del nucleo familiare che presenta la domanda.

Questa possibilità consente di superare l’ipotesi di prestazioni di lavoro svolte a titolo gratuito dai componenti della famiglia stessa. Il genitore che non può o non vuole assumere una baby sitter estranea per accudire i propri figli, può usufruire del bonus statale attraverso la figura dei nonni.

Vi ricordo che il bonus baby-sitter, vale anche per i servizi integrativi dell’infanzia come i centri estivi. L’importo massimo è di 1.200 Euro per i dipendenti del settore privato, gli iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps, gli autonomi iscritti e anche non iscritti all’Inps.
Il bonus baby-sitter potrà essere usato per le prestazioni effettuate nel periodo che va dal 5 marzo al 31 luglio 2020. Nel caso, invece, dei lavoratori dipendenti del settore medico (medici, infermieri, operatori sociosanitari, etc.), il bonus è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 2000 Euro.

Il chiarimento sul bonus baby-sitter è contenuto nell’articolo 4 della Circolare INPS n.73: Erogazione del bonus baby-sitting mediante il Libretto Famiglia. Consiglio la lettura della Circolare sul sito INPS per ulteriori approfondimenti sul tema.

 

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Retribuzione ferie colf e badanti 2020

ferie

Ferie 2020, calcolare la retribuzione per colf e badanti.

Colf, badanti e baby-sitter iniziano a richiedere le ferie? Vediamo cosa deve fare il datore di lavoro in termini di retribuzione e qualche consiglio utile per le famiglie che hanno assunto un lavoratore domestico.

Calcolo retribuzione ferie colf e badanti

La retribuzione dipende dalle ore e dai giorni lavorati da colf e badanti:

  • i lavoratori domestici con retribuzione mensile percepiscono la normale retribuzione;
  • con retribuzione ad ore, i lavoratori percepiscono una retribuzione pari a 1/6 dell’orario settimanale per ogni giorno di ferie;
  • i lavoratori che usufruiscono di vitto e alloggio, durante le ferie, riceveranno un compenso sostitutivo convenzionale.

Per una corretta gestione delle ferie di colf o badanti è fondamentale ricordare che:

  • nel computo della fruizione delle ferie sono escluse domeniche e festività;
  • le ferie non interrompono la maturazione degli istituti contrattuali;
  • l’indennità di compenso per ferie non godute è lecita solo in caso di risoluzione del rapporto di lavoro;
  • le ferie non possono essere godute durante il periodo di preavviso, licenziamento, malattia o infortunio.

Tutti i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter, giardinieri, etc.) hanno diritto ad un periodo di ferie minimo di 26 giorni. Questi giorni possono essere frazionati al massimo in due periodi all’anno, fissati dal datore di lavoro tra giugno e settembre. C’è un’eccezione da considerare. I lavoratori domestici stranieri possono, in accordo con il datore di lavoro, chiedere un periodo di ferie più lungo per un rimpatrio non definitivo. Per questo motivo il lavoratore può accumulare le ferie nell’arco massimo di un biennio.

Fac simile ferie
Le ferie devono essere documentate per iscritto. Vi consiglio di scaricare il
fac simile di richiesta ferie per la vostra colf o la vostra badante. Fate firmare il documento di richiesta ferie al vostro collaboratore domestico e conservate sempre una copia cartacea.

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La Giornata Internazionale del Lavoro Domestico 2020 è online

ilo-logo

Webinar online per la Giornata Internazionale del Lavoro Domestico.

Oggi 16 giugno si celebra la Giornata Internazionale del Lavoro Domestico. In questa data, nel 2011, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro approvava la Convenzione n.189 sulle lavoratrici e i lavoratori domestici. Da allora, ogni anno la ricorrenza è motivo di incontri e conferenze sul tema del lavoro domestico in tutto il mondo.

A causa dell’epidemia da Covid-19, quest anno la maggior parte degli incontri è virtuale. L’ILO, nel rispetto del distanziamento sociale, ha organizzato un webinar per celebrare la giornata e per affrontare i temi principali del settore del lavoro domestico. Titolo dell’evento: “International Domestic Workers’ Day: Making decent work a reality beyond COVID-19”. La lista dei relatori è internazionale ed è strutturata in modo da dar voce sia ai datori di lavoro sia ai lavoratori domestici.

  • Liliam Marrero, General-Secretary, UNFENAMUTRAH, Dominican Republic
  • Essi Yayra Kotor , General-Secretary, SYNADOT, Togo
  • Liezel Galdo, AMMPO/PERTIMIG, Malaysia
  • Mary Ann Abunda, Founding Chairperson, Sandigan Kuwait Domestic Workers Association
  • Lorenzo Gasparrini, Secretary General, DOMINA, Italy
  • Myrtle Witbooi, President, IDWF
  • Marieke Koning, Policy Advisor for the Equality Department, ITUC

invito webinar ilo lavoro domesticoPer l’Italia è stato invitato a partecipare al webinar Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico. L’Associazione, durante questo periodo di crisi ha collaborato con piattaforme internazionali come EFSI per aggiornamenti, scambio di best practice e implementazione di strategie a a supporto del settore del lavoro domestico per far fronte all’emergenza dovuta alla pandemia.

Il settore del lavoro domestico è tra i comparti che ha risentito maggiormente degli effetti dell’epidemia e del successivo lockdown. Le ricadute sui lavoratori domestici e sui bilanci delle famiglie sono state pesantissime in tutto il mondo. Obiettivo principale del webinar è di raccogliere le esperienze, capire la situazione attuale e le priorità su cui lavorare nell’immediato futuro.

E’ possibile seguire il webinar online registrandosi sul sito dell’Ilo. L’incontro si terrà sulla piattaforma zoom e inizierà alle ore 14.30.

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Premio DOMINA per tesi di laurea 2019/2020

Premiate tesi di laurea sul lavoro domestico.

DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, ha attivato insieme all’Osservatorio Nazionale sul lavoro domestico, un premio per tesi di laurea. Il premio è riservato alle tesi di laurea che riguardano lo sviluppo e la riforma del lavoro domestico e dell’assistenza alla persona.

Il lavoro domestico è il settore portante dell’assistenza privata nel nostro Paese. Sono impiegati in questo comparto oltre 800mila lavoratori. Con la sanatoria introdotta dal Decreto Rilancio ci si aspetta che il numero dei lavoratori registrati all’INPS aumenti nel 2020.

Potranno partecipare al premio DOMINA tutti coloro che hanno discusso la tesi tra il primo agosto 2019 e il 31 luglio 2020.

Il bando è aperto ai laureati in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia, Economia e commercio, Scienze dell’educazione e della formazione e affini. Al Premio DOMINA possono partecipare tesi discusse presso Università, percorsi di laurea magistrale, dottorati di ricerca o master di primo o secondo livello.

L’Associazione assegna 5 premi per tesi di laurea. Il premio consiste nella somma di 1000 euro lorde. Inoltre, è prevista la possibilità di veder pubblicato un estratto della tesi all’interno del Rapporto annuale sul lavoro domestico 2020. Il testo, pubblicato dall’Associazione DOMINA, è realizzato dall’Osservatorio Nazionale sul lavoro domestico in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa.

Per partecipare al premio è necessario leggere il bando, compilare la domanda di partecipazione e inviare la documentazione richiesta all’Associazione DOMINA. La scadenza è prevista per il 31 luglio 2020.

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Detrazione contributi colf e badanti 2020

logo agenzia entrate

Detrazioni lavoro domestico nel Modello 730 e nel Modello Unico.

I datori di lavoro domestico versano ogni tre mesi i contributi INPS per le proprie colf e badanti.  I versamenti per gli addetti ai servizi domestici e familiari (colf, badanti, baby sitter), anche con pagamento tramite buoni lavoro voucher, possono essere portati in detrazione dalle tasse IRPEF indicate nella dichiarazione dei redditi 730 e nel Modello redditi PF (ex Unico).

Quanto si può detrarre? Il limite di deducibilità dal reddito imponibile IRPEF attualmente è fissato a 1.549,37 euro per anno. Gli importi eccedenti non possono essere dedotti e quindi non vanno indicati.

Dove inserire l’importo? Per il Modello 730/2020 è nel rigo E23 del quadro E – Oneri e spese che vanno indicati i contributi sostenuti per i lavoratori domestici. Il rigo E23 si trova nella sezione II nella quale vanno indicate le spese e gli oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo del modello 730. La famiglia, più precisamente il familiare che sostiene la spesa per il lavoratore domestico, può risparmiare sull’Irpef dichiarando i contributi previdenziali versati durante l’anno d’imposta 2019.

Per chi userà il modello 730 precompilato il consiglio è di verificare l’importo presente nel modello che scaricherete dal sito dell’agenzia delle entrate o dall’INPS.  Molte famiglie, infatti, hanno riscontrato importi difformi.

Per il Modello Redditi (ex modello unico) il datore di lavoro domestico, per portare a deduzione la spesa per i contributi INPS di colf e badanti, deve indicare la quota a suo carico nel Rigo RP Unico 2020.

A causa dell’emergenza da Covid-19 i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi sono stati posticipati. La scadenza del 730 precompilato è stata prorogata dal  23 luglio al 30 settembre 2020. La scadenza per il modello Unico – Redditi 2020 è prevista il 30 novembre. Vi ricordo che nel decreto Rilancio non è stata prevista un’estensione dei limiti dell’importo detraibile. Ad eccezione delle posticipazione dei termini di scadenza dunque, per i datori di lavoro domestico, resta tutto invariato.

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Lavoro domestico, pubblicazione Ilo sul ruolo delle Organizzazioni Datoriali

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L’Ilo sul ruolo delle Organizzazioni datoriali nel lavoro domestico in Italia.

Le organizzazioni datoriali del settore del lavoro domestico in Italia e il loro ruolo nella negoziazione del CCNL di categoria è il tema del saggio di cui sono autore pubblicato dall’Ufficio Ilo per l’Italia e San Marino. Il documento è sviluppato in collaborazione con Claire Hobden, coordinatrice delle attività sul lavoro dignitoso per i lavoratori domestici dell’Ilo, e la prefazione è a cura di Gianni Rosas, Direttore Ufficio OIL per l’Italia e San Marino.

Le organizzazioni datoriali italiane hanno sviluppato, oltre alla funzione di rappresentanza e la definizione e stipula di contratti collettivi, servizi di supporto e assistenza a favore delle famiglie. L’Italia è uno dei pochi paesi che regolano i rapporti di lavoro domestico attraverso la complementarietà dei termini e condizioni stabiliti dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva a livello nazionale. Quest’ultima è basata su prassi consolidate di negoziazione e collaborazione tra le organizzazioni dei datori di lavoro e i sindacati che continua dal 1974.
L’intento della pubblicazione è di ripercorrere i punti principali dell’evoluzione delle organizzazioni datoriali e il loro ruolo definendo anche il contesto socio-economico e il profilo della famiglia datore di lavoro domestico.

Il saggio parte proprio dal contesto analizzando i bisogni relativi al settore, l’impatto fiscale del lavoro domestico e le caratteristiche principali dei lavoratori domestici. Secondo gli ultimi dati pubblicati da INPS, in Italia si contano 859.233 lavoratori domestici regolari. Osservando la distinzione per tipologia di mansione, si registra una modesta prevalenza di colf (53%) sulle badanti (47%): il divario si sta progressivamente assottigliando, visto il contemporaneo aumento di badanti (+56% dal 2009 al 2018) e calo di colf (–35% – dati Rapporto Annuale DOMINA sul lavoro domestico 2019).

Nel testo viene poi definito il profilo del datore di lavoro domestico in Italia confrontandolo con gli altri Paesi UE. L’ultima parte della pubblicazione è dedicata infine all’analisi della rappresentanza datoriale nel settore del lavoro domestico in Italia.  Oltre al ruolo ricoperto da queste organizzazioni datoriali nel lavoro domestico mi sono soffermato sulle attività di sensibilizzazione e informazione, sul ruolo del datore di lavoro domestico nella gestione del rapporto di lavoro e sugli enti bilaterali del CCNL del lavoro domestico.

 

pubblicazione ilo organizzazioni datoriali lavoro domestico

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Regolarizzazione lavoratori domestici, domande dal 1° giugno

documenti regolarizzazione

Procedura di emersione dei lavoratori domestici.

Tra le tante misure adottate dal Decreto Rilancio a sostegno dei lavoratori, è stata introdotta una norma per la regolarizzazione dei lavoratori domestici migranti e non.

L’articolo 103 del Decreto di fatto introduce una doppia sanatoria:

  • regolarizzazione rapporti di lavoro irregolari di lavoratori italiani o stranieri,
  • regolarizzazione stranieri con permesso di soggiorno scaduto.

Il Governo, in base alle domande arrivate per le ultime sanatorie del 2009 e del 2012, stima che ci saranno circa 220 mila richieste. La stima è ipotetica, infatti è molto difficile stabilire un numero preciso.

Chi può presentare la richiesta? Possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti nel territorio italiano o per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare ancora in corso con cittadini italiani o cittadini stranieri:

  • i datori di lavoro domestico italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea,
  • i datori di lavoro domestico stranieri in possesso di un titolo di soggiorno ex art. 9 del Decreto Legislativo n. 286 del 1998,

La regolarizzazione dei lavoratori domestici stranieri potrà essere effettuata mediante il versamento di 500 euro per ogni lavoratore, un contributo forfettario che dovrà essere versato a seguito dell’istanza presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020. È previsto inoltre il pagamento di una somma forfettaria a titolo retributivocontributivo e fiscale che il datore di lavoro ha “evaso” e che sarà oggetto di un apposito decreto da parte del Ministero del lavoro.

Il decreto Rilancio, per i cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto prevede poi la possibilità di richiedere un permesso di soggiorno temporaneo. Il documento sarà valido solo nel territorio italiano e avrà una durata di 6 mesi. Questo termine inizia a decorrere dalla presentazione dell’istanza. Questa richiesta potrà essere presentata solo se i cittadini stranieri:

  • sono stati sottoposti ai rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020;
  • hanno soggiornato in Italia prima dell’8 marzo 2020 (da dimostrare con apposita dichiarazione effettuata ai sensi della legge. n. 68/2007 oppure tramite attestazioni costituite da documentazioni di data certa proveniente da organismi pubblici).

Come presentare la domanda di regolarizzazione?

Per la regolarizzazione di rapporti di lavoro in nero da parte di datori di lavoro italiani o di uno Stato membro UE, ci si dovrà rivolgere all’INPS. Il lavoratore extracomunitario invece dovrà rivolgersi allo sportello immigrazione del Ministero dell’Interno. Lo straniero che vorrà chiedere il permesso temporaneo di soggiorno, infine, dovrà rivolgersi direttamente alla Questura.

Inammissibilità delle istanze

Il Decreto chiarisce che “costituisce causa di inammissibilità delle istanze di cui ai commi 1 e 2, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la condanna del datore di lavoro negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per:

a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, nonché per il reato di cui all’art. 600 del codice penale;

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale;

c) reati previsti dall’articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni ed integrazioni”.

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Bonus Lavoro domestico, attivo il servizio INPS

lavoratori domestici

Procedura online bonus lavoro domestico

A partire dal 25 maggio è attivo il servizio INPS per richiedere il bonus per i lavoratori domestici. Come vi avevo anticipato nei precedenti post, con il Decreto Rilancio è stato finalmente introdotto il bonus per il settore del lavoro domestico. L’indennità ammonta a 500 Euro e può essere richiesta per i mesi di aprile e maggio 2020. Il contributo totale è di 1000 Euro ed è previsto per i lavoratori NON conviventi che al 23 febbraio 2020 avevano in essere uno o più contratti di lavoro di durata complessiva superiore a 10 ore settimanali.

L’indennità deve essere richiesta all’INPS.

L’Istituto di previdenza sociale ha attivato la procedura online il 25 maggio. Per avviare la domanda di bonus sono necessari:

  • codice fiscale,
  • Pin Inps.

Chi non possiede un Pin potrà richiederlo direttamente sul sito. Il bonus lavoro domestico può essere attivato in più modi:

  • sul sito INPS,
  • al Contact Center Multicanale,
  • attraverso Patronati e intermediari autorizzati come l’Associazione DOMINA.

Per poter effettuare la presentazione della domanda online all’Istituto, è necessario compilare tutti i dati obbligatori previsti nelle diverse pagine. L’accesso alla funzionalità avviene selezionando la voce di Menu Presentazione domanda. L’utente dovrà inserire i dati anagrafici del richiedente e i dati relativi al pagamento dell’indennità. Il versamento potrà essere effettuato dall’Inps con:

  • bonifico domiciliato presso ufficio postale,
  • accredito su c/c bancario,
  • accredito su c/c postale,
  • libretto postale,
  • carta prepagata con iban.

Al termine della procedura l’utente potrà verificare i dati nella pagina di Riepilogo e decidere se inoltrare la domanda o salvare una bozza  che verrà completata o modificata in un secondo momento.

Incompatibilità bonus

Tra i requisiti per poter richiedere il bonus lavoro domestico l’Inps specifica che può essere richiesto dai lavoratori che:

  • non sono titolari di pensione ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità di cui all’articolo 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222;
  • non sono titolari di altra tipologia di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato – fatta salva la titolarità di un rapporto di lavoro di tipo intermittente;
  • non sono percettori di indennità/prestazioni legate all’emergenza Covid-19.

L’Inps aggiunge che, in caso di soggetti che percepiscono una misura di contrasto alla povertà, come Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza, l’indennità è
riconosciuta comunque fino al raggiungimento della somma di 500 euro mensili ad integrazione della somma percepita a titolo di RDC/PDC.

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Colf e badanti, indennità e regolarizzazione a 500 euro

Per il lavoro domestico arrivano indennità e regolarizzazione.

Il Decreto Rilancio introduce la tanto attesa indennità per colf e badanti. Tra le misure di sostegno al reddito attivate per l’emergenza da Covid-19, infatti, mancava una misura per il settore. Come vi avevo anticipato nel mio ultimo post il contributo è riconosciuto ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali.

Il bonus colf e badanti spetta a condizione che i lavoratori domestici non siano conviventi con il datore di lavoro. Inoltre, il lavoratore non deve essere titolare di pensione, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità, né titolare di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico.
L’indennità spetta per i mesi di aprile e maggio 2020. L’importo è pari a 500 Euro per ciascun mese ma non potranno usufruirne tutti.

Vediamo insieme le incompatibilità. Non potranno percepire i 500 euro mensili coloro che hanno già fruito delle seguenti misure contenute nel decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18:

  • indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 27);
  • indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (art. 28);
  • indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (art. 29);
  • indennità lavoratori del settore agricolo (art. 30);
  • indennità lavoratori dello spettacolo (art. 38);
  • reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19 (art. 44);

Il contributo di 500 euro non spetta poi ai lavoratori domestici che:

  • percepiscono le “Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19”,
  • a coloro che saranno coinvolti nella procedura di emersione dell’art. 103 del dl Rilancio,
  • ai lavoratori domestici che già percepiscono il reddito di emergenza (art. 82) o il reddito di cittadinanza nel caso in cui l’ammontare del beneficio sia pari o superiore alla quota delle indennità stesse.

Ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari già percettori del reddito di cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a 500 Euro, in luogo del versamento dell’indennità si procederà invece ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità. Vi ricordo poi che, l’indennità non spetta ai titolari di pensione, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità e i titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico.

Regolarizzazione per colf e badanti

La regolarizzazione dei lavoratori domestici è l’altra novità introdotta con il Decreto Rilancio. Rispetto alla bozza circolata online i criteri e i costi sono diversi. Mettere in regola colf e badanti costerà ai datori di lavoro 500 euro per ogni lavoratore. La quota dovrà essere versata a seguito dell’istanza presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020, per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale o per dichiarare l’esistenza di un rapporto di lavoro irregolare. Il contributo forfettario è inferiore ai normali costi di una conciliazione e ai costi di una sanzione amministrativa per la sussistenza di un rapporto di lavoro non dichiarato all’INPS.

Nell’articolo 103 “Emersione di rapporti di lavoro” del dl rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si specifica che la sanatoria consentirà ai lavoratori stranieri di ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro di sei mesi. Nel caso in cui non si proceda alla regolarizzazione, sarà comunque possibile per i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, richiedere “un permesso di soggiorno temporaneo”. Il documento sarà valido solo nel territorio nazionale e avrà una durata di mesi sei dalla presentazione dell’istanza. Gli stranieri però dovranno risultare presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020 e devono aver svolto attività di lavoro nel settore domestico antecedentemente al 31 ottobre 2019.

Per approfondimenti consiglio la lettura del testo completo del Decreto Rilancio (Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34) pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Provvederò nei prossimi post ad illustrarvi meglio le procedure di richiesta.

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