Trasferimenti, cambio vita ma tengo la badante

Il datore di lavoro domestico si trasferisce

Avete deciso di trasferirvi in un’altra città? Cosa succede alla badante o alla colf che lavora per voi?

Mi è capitato spesso di ricevere domande riguardanti il trasferimento da parte di un datore di lavoro domestico o dei suoi familiari.

Come dovete comportarvi nei confronti del vostro lavoratore domestico? Diciamo che badante può trasferirsi insieme a voi ma ci sono condizioni precise da rispettare.

Se avete deciso di trasferirvi in un altro comune, la vostra colf o la vostra badante possono seguirvi ma bisogna seguire delle regole precise.

Secondo il contratto collettivo, infatti, i lavoratori domestici devono essere preavvisati per iscritto almeno 15 giorni prima del trasferimento effettivo.

Cosa si fa dopo aver consegnato il preavviso scritto?

Una volta data la comunicazione non vi resta che aspettare la decisione dell’assistente familiare o del collaboratore domestico, il lavoratore potrà decidere autonomamente se seguirvi nella vostra nuova residenza o se rifiutare e interrompere il rapporto di lavoro.

Se il lavoratore accetta il trasferimento, per i primi 15 giorni di assegnazione presso la nuova sede di lavoro, dovrete corrispondergli una diaria pari al 20% della retribuzione globale di fatto, inoltre, dovrete corrispondere il rimborso delle spese di viaggio e trasporto per il lavoratore (colf, badante, baby-sitter, giardiniere, etc.) e per i propri effetti personali.

Se il lavoratore domestico non accetta il trasferimento ha diritto all’indennità sostitutiva del preavviso, ove non sia stato rispettato il termine di 15 giorni.

Il mio consiglio, se avete intenzione di trasferirvi, è di parlare con il vostro lavoratore domestico il prima possibile per capire le sue intenzioni e per avere il tempo di cercare una nuova risorsa che vi segua nella nuova residenza.

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Lavoro domestico, insieme all’uovo di Pasqua c’è lo straordinario

Pasqua e pasquetta più care per le famiglie con colf e badanti

La Pasqua e la pasquetta sono festività riconosciute dallo Stato. Per il lavoro domestico, come in ogni altro settore, è previsto che colf, badanti, baby-sitter, etc, riposino. In queste giornate i lavoratori domestici non sono tenuti a a lavorare. Come sappiamo però, in molti casi, il lavoro domestico è una necessità più che un lusso. Le persone che si avvalgono di assistenti familiari spesso hanno bisogno di cure costanti che non si interrompono con domeniche o festività.
Non sempre gli assistiti possono contare sull’aiuto dei familiari, quindi l’alternativa è ricorrere ad un aiuto esterno.  Nel caso in cui ci sia bisogno delle prestazioni lavorative da parte della colf o della badante nella giornata di Pasqua o di Pasquetta, i datori di lavoro chiederanno la disponibilità al proprio lavoratore. A fine mese la famiglia dovrà annotare nella busta paga le ore di lavoro svolte nei giorni festivi.
Le ore ore svolte durante le festività come Pasqua e pasquetta, devono essere retribuite diversamente.
Infatti, trattandosi di festività le ore lavorate sono considerate come ore di straordinario, ovvero extra rispetto a quanto concordato.
*Per i datori di lavoro domestico che hanno assunto colf e badanti con un contratto ad ore, le festività di cui al comma 1 verranno retribuite con 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.

Vorrei augurare a tutti i lettori del blog una serena Pasqua in famiglia.

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Contributi INPS lavoro domestico, scade il primo trimestre

scadenza contributi

Ultimo giorno di pagamento dei contributi INPS.

Oggi, 10 aprile, è l’ultimo giorno utile per le famiglie per pagare i contributi dei propri lavoratori domestici relativi al primo trimestre 2019.

Non scordate di pagare i contributi INPS della vostra badante. Gestire gli impegni familiari e il lavoro è difficile, si sa, ma non potete dimenticare di pagare i contributi dei vostri domestici. Il mancato pagamento  potrebbe portare a ricevere una vertenza dal lavorare e una sanzione dall’INPS.

Il versamento dei contributi avviene con i MAV inviati dall’INPS o elaborati attraverso il sito INPS per mezzo del proprio codice PIN. L’istituto di previdenza rende disponibili i seguenti canali per il pagamento:

  • Circuito “Reti Amiche”(tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”, sportelli bancari di Unicredit Spa).
  • bollettino Mav inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it (sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici), pagabile presso banche e uffici postali.
  • Contact Center (numero verde gratuito 803164, pagamento con carta di credito).
  • Sito Internet www.inps.it nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici” (pagamento con carta di credito).

Come si calcolano i contributi di colf e badanti?  L’importo da pagare per il trimestre si ottiene moltiplicando il contributo orario per il numero delle ore retribuite nel trimestre al quale si riferisce il versamento.

Di seguito trovate i prossimi appuntamenti per il versamento dei contributi da lavoro domestico:
  • dal 1° al 10 luglio (versamento per il 2° trimestre 2019)
  • dal 1° al 10 ottobre (versamento per il 3° trimestre 2019)
  • dal 1° al 10 gennaio (versamento per il 4° trimestre 2020)

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Come assumiamo lavoratori domestici extracomunitari?

nazionalità lavoratori domestici

Documenti per Colf e Badanti extra UE.

Prima di assumere un lavoratore domestico di nazionalità straniera, va accertato se il lavoratore provenga da Stati membri dell’Unione europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria) o se provenga da Paesi extracomunitari.
Nel primo caso, la persona da assumere segue la stessa procedura del lavoratore italiano; nel secondo caso, invece, è necessario che il lavoratore sia in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Questo documento abilita la persona all’esercizio di attività lavorativa subordinata nel nostro Paese. Se lo straniero extracomunitario risiede ancora nel Paese di origine, è indispensabile seguire una specifica procedura per permettere il legittimo ingresso del lavoratore in Italia. La famiglia datore di lavoro domestico, infatti, deve presentare allo Sportello unico per l’immigrazione la richiesta nominativa di assunzione corredata del contratto di soggiorno (il c.d. Modulo Q) e di adeguata documentazione che attesti modalità e caratteristiche dell’alloggio fornito allo straniero.
L’accesso in Italia secondo questa procedura è vincolato alle quote di ingresso riservate ai lavoratori domestici, stabilite annualmente da apposito decreto ministeriale (Decreto Flussi).

 

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Regione Lazio e lavoro domestico, facciamo il punto

regione Lazio

Massiccia presenza di colf e badanti nel Lazio.

Nel settore del lavoro domestico, come emerge dall’analisi pubblicata dall’Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico di cui sono Direttore, ci sono differenze regionali sensibili in molti aspetti. Oggi vorrei parlare con voi della situazione nella regione Lazio.

Il Lazio è la seconda regione per presenza di lavoratori domestici in Italia, la prima è la Lombardia. Dai dati INPS si registrano 128 mila lavoratori nella regione, ovvero il 15% del totale nazionale. Nonostante si tratti di una delle regioni con la maggiore concentrazione, il dato è in calo. Nel 2012, infatti, i lavoratori presenti nel lazio erano circa 155 mila.

Quali sono le mansioni più ricercate?

Il Lazio è la regione con il maggior numero di colf, sono ben 93 mila e rappresentano il 73% dei lavoratori domestici della regione. La maggior parte si concentra proprio nella provincia di Roma (92%).  Ogni 1.000 abitanti nella provincia si registrano quasi 20 colf mentre la media nazionale è di 8 ogni 1.000 (dati Dossier n.9 – Associazione DOMINA).

Questa predominanza delle colf si evidenzia anche nei dati più qualitativi dell’INPS e di DOMINA; l’orario settimanale non supera le 23 ore, solo il 38% opera in convivenza e si registra una leggera prevalenza di contratti più duraturi. Ma soprattutto le mansioni sono molto concentrate; il 73% dei collaboratori si occupa in qualche modo di pulizie mentre l’assistenza per persone non autosufficienti arriva solo al 14%.

Da dove arrivano i lavoratori e quanto spendono le famiglie?

Un’altra caratteristica dei lavoratori domestici nella regione Lazio è la bassa presenza di italiani che arriva solo al 16%, mentre gli stranieri rappresentano l’84% dei lavoratori totali.

A livello di provenienza la componente più significativa rimane quella dell’Est Europa (44,4% del totale), ma probabilmente per la forte presenza di colf è rilevante sia la componente asiatica (26%) quella Sudamericana (9%).

Complessivamente, nel 2017 le famiglie datori di lavoro domestico del Lazio hanno speso oltre un miliardo di euro per la retribuzione dei lavoratori domestici (stipendio, contributi, TFR), ma il valore del settore, tra regolari e non, arriva quasi a 3 miliardi.

Osservando gli scenari demografici prospettati dall’Istat, è evidente anche per questa regione, come nel resto d’Italia, l’aumento della fascia anziana della popolazione. Nel Lazio però, seppur di poco si registra un equilibrio tra gli ultra 80-enni (12,4%) e la fascia d’età da 0 ai 14 anni (12,5%).

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L’aspetto fiscale del lavoro domestico

La disciplina fiscale e agevolazioni per il datore di lavoro domestico

Nel rapporto di lavoro domestico il datore di lavoro non è sostituto d’imposta e quindi non ha l’obbligo di trattenere l’Irpef, né le addizionali regionali e comunali. Solo se il datore di lavoro è sostituto d’imposta per natura (comunità religiosa o assistenziale, ente o associazione) scatta l’obbligo di ritenuta a titolo d’acconto con le modalità e le regole proprie della generalità dei lavoratori dipendenti.
Quindi, in generale, è il lavoratore domestico che deve provvedere al calcolo e al versamento dell’imposta. Colf e badanti dovranno presentare la propria dichiarazione dei redditi (modello Unico) nei termini di legge. L’obbligo di dichiarazione e di versamento dell’imposta, però, scatta solo se il lavoratore ha percepito nell’anno redditi che determinano un’imposta a debito, una volta applicate le detrazioni.
La liquidazione dell’imposta avviene sulla base delle aliquote Irpef previste per la generalità dei lavoratori dipendenti.
Aliquote Irpef in vigore
Scaglioni di reddito Aliquota
Fino a € 15.000 23%
Oltre € 15.000 fino a € 28.000 27%
Oltre € 28.000 fino a € 55.000 38%
Oltre € 55.000 fino a € 75.000 41%
Oltre € 75.000 43%
 

Il modello C.U. 2019 per colf, badanti e baby-sitter

 
 

Benefici fiscali per il datore di lavoro domestico

– Deduzioni per contributi versati all’Inps
Il datore di lavoro domestico può dedurre dal proprio reddito complessivo i contributi a suo carico versati all’Inps a favore dei lavoratori addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare, fino all’importo massimo annuo di € 1.549,37.
Il beneficio si traduce in una riduzione dell’imposta dovuta in sede di dichiarazione dei redditi del datore di lavoro, tanto maggiore quanto più elevata è l’aliquota Irpef marginale (al massimo il 43% di € 1.549,37, oltre al vantaggio sulle addizionali regionale e comunale).
Poiché si applica il criterio di cassa si devono considerare soltanto gli importi pagati nell’anno fiscale: di regola si sommano i contributi dell’ultimo trimestre dell’anno precedente e i primi tre dell’anno oggetto di dichiarazione.
 
Contributi I, II e III trimestre 2019 (pagati il 10.4.2019, il 10.7.2019 e il 10.10.2019) € 360,00
Contributi IV trimestre 2018 (pagati il 10.1.2019) € 110,00
Totale contributi pagati
nel 2019 da indicare
nella dichiarazione 2020
per il 2019 € 470,00
 
– Detrazione delle spese
per badanti
In aggiunta alla deduzione sopra descritta è riconosciuta una specifica detrazione del 19% delle spese sostenute per badanti. L’agevolazione si applica alle spese, per un importo fino a € 2.100,00, sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se il reddito complessivo annuo di chi sostiene l’onere non supera € 40.000,00.
La detrazione, che determina una riduzione massima dell’Irpef dovuta di € 399,00 (19% di € 2.100,00), deve essere fatta valere in sede di dichiarazione dei redditi. Le spese sostenute devono essere documentate mediante i prospetti paga o altre quietanze in forma libera che attestino l’onere sostenuto.

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Il CUD 2019 per colf e badanti

agenzia entrate CUD

CUD 2019 in scadenza per i datori di lavoro domestico

Entro il prossimo 28 febbraio 2019 le famiglie datori di lavoro domestico dovranno consegnare la Certificazione Unica ai lavoratori domestici. Ma cos’è il C.U. (ex. CUD)?

Il C.U. è una dichiarazione sostitutiva dalla quale risulta l’ammontare complessivo delle somme erogate nel 2018 a colf, badanti e baby-sitter. Il documento servirà alle vostre colf e badanti per la dichiarazione dei redditi 2019. Questo documento può essere utilizzato dai vostri lavoratori anche per l’lsee, in caso di richiesta di prestazioni agevolate, per l’accesso ai servizi di pubblica utilità e per le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno.

Come si compila il CUD?

La certificazione è molto semplice da compilare. Non c’è un modello standard, l’importante è che contenga:

  • dati anagrafici e codice fiscale del datore di lavoro e del dipendente;
  • anno di riferimento (2018);
  • retribuzione lorda corrisposta al dipendente nel 2018 (comprensiva di tredicesima e contributi);
  • contributi previdenziali Inps e Cas.Sa.Colf;
  • netto corrisposto;
  • eventuale imponibile assoggettabile all’IRPEF ridotto (lavoro straordinario e premi);
  • eventuale TFR corrisposto (anche attraverso anticipi).

Potete scaricare gratuitamente il facsimile del C.U. 2019 sul sito di DOMINA (Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico).

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il modello sostitutivo C.U. deve essere consegnato entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente. Se il dipendente non lo richiede, il datore consegnerà il documento entro l’ultimo giorno di febbraio dell’anno successivo. Ad esempio per le somme versate all’assistente familiare nel 2019, la famiglia dovrà consegnare la Certificazione Unica entro il 29 febbraio 2020.

Il mio consiglio è di conservare sempre una una ricevuta firmata della consegna della certificazione.

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Lavoro domestico in Europa, sodalizio tra DOMINA e EFSI

europa-lavoro-domestico

Apertura verso l’Europa per migliorare il lavoro domestico

Il lavoro domestico non è in crescita solo in Italia. Lo sviluppo e le conseguenze legate ai vari aspetti del settore rappresentano un tema rilevante in tutta Europa. Nei mercati del lavoro europei e nei sistemi di welfare, infatti, sono in corso trasformazioni significative legate alle tendenze demografiche, alla struttura della famiglia e all’aumento delle donne al mercato del lavoro. Una mancanza di anticipazione verso l’impatto di questi trend sulla società europea è un errore.

Il modo migliore per prevedere e far fronte alle conseguenze è studiare il panorama attuale e progettare strategie concrete per il futuro delle famiglie datori di lavoro domestico. In quest’ottica DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, è diventata membro dell’EFSI (European Federation for Services to Individuals).

EFSI riunisce molteplici federazioni, associazioni ed enti che si occupano dello sviluppo dei servizi alla persona (Personal and Household Services) in Europa. Con i suoi membri, è presente in 22 Stati membri dell’Unione Europea e cerca di far si che la specificità del settore domestico sia riconosciuta e che la fornitura e l’accesso ai servizi sia garantita grazie a condizioni economiche, sociali e legali adeguate.

Inqualità di Direttore dell’Osservatorio Nazionale DOMINA sul lavoro domestico, sono certo che questo nuovo sodalizio darà nuova linfa al lavoro di Ricerca svolto dall’Associazione DOMINA. Inoltre, consentirà un interscambio utile per l’individuazione di best practices e per lo sviluppo di politiche di lungo periodo.

Come sottolineato dal Segretario Generale di DOMINA, Lorenzo Gasparrini, infatti, “tra gli obiettivi di DOMINA c’è quello di analizzare le problematiche del settore del lavoro domestico per collaborare con le Istituzioni alla creazione di politiche strutturali e risolutive. La cooperazione con EFSI rappresenta un ulteriore passo in questa direzione così come la decisione di avviare un Osservatorio Nazionale”.

Video presentazione Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico

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Le differenze regionali del lavoro domestico

Principali differenze del lavoro domestico sul territorio

Nel settore del lavoro domestico, come emerge dall’analisi territoriale pubblicata dall’Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico, ci sono differenze regionali sensibili in molti aspetti: il numero di lavoratori per regione, la percentuale di italiani, le mansioni svolte.

Partiamo dal primo aspetto, il numero di lavoratori regolarmente impiegati. La regione che registra il maggior numero di lavoratori con 156.092 unità è la Lombardia, seguono il Lazio con 128.515 lavoratori, l’Emilia Romagna con 76.211 e la Toscana con 74.554. Queste quattro regioni raccolgono più della metà dei lavoratori domestici regolari.

Altro aspetto mutevole sul territorio è la percentuale di lavoratori domestici italiani rispetto agli stranieri. Nonostante la forte presenza di stranieri nel 2017, rispetto al 2016, è stato registrato un aumento di lavoratori nostrani in tutte le regioni. L’incremento maggiore si è registrato in Molise (+29,0%), Friuli Venezia Giulia (+23,2%) e in molte regioni del Sud. Il primato, però, è ancora detenuto dalla Sardegna. In questa regione, infatti, la quota di italiani supera gli stranieri di quasi 4 volte: 35.052 unità a fronte di 9.207. Dall’approfondimento è evidente che il settore del lavoro domestico, sta diventando una delle soluzioni più gettonate per affrontare la crisi lavorativa ed economica.

Un terzo aspetto che presenta differenze interessanti è la tipologia di mansioni più diffuse sul territorio. Secondo i dati INPS, i lavoratori domestici in Italia nel 2017 sono 864.526. Osservando la distinzione per tipo di mansione, si registra una modesta prevalenza di Colf (54,4%) sulle Badanti (45,5%). Questo gap, però, visto il parallelo aumento di badanti (+8,0% dal 2012) e il calo di colf (-27,6%) si sta assottigliando.

I trend regionali sono influenzati dall’invecchiamento della popolazione ma anche dalla ricchezza delle famiglie sul territorio. Le ‘badanti’, si concentrano principalmente nelle regioni del Centro-Nord, mentre le colf si trovano in prevalenza in Lombardia e nel Lazio. Questo dato in parte potrebbe essere influenzato dal reddito medio disponibile pro capite di queste due regioni (rispettivamente 22.419 e 19.366) che è più alto rispetto alla media nazionale (18.505).

 

Cosa succederà in futuro?

Dall’analisi territoriale è possibile ipotizzare che nel 2050 il fabbisogno di lavoratori domestici aumenterà in modo rilevante. Il trend positivo delle badanti è destinato a crescere: rispetto al 2017, infatti, anziani (over 80) e bambini (0-14 anni) rappresenteranno un quarto della popolazione (rispettivamente 13,6% e 12,0%).

La ricerca DOMINA “Il valore del Lavoro Domestico”, di cui sono Responsabile Scientifico, è nata con l’intento di creare in Italia letteratura nel settore, cercando di individuarne specificità e aree di miglioramento.

Guardando dati e trend è chiaro che da un lato aumenterà la domanda di assistenti familiari e quindi di posti di lavoro. Dall’altro aumenteranno le famiglie che dovranno riservare una parte del proprio bilancio familiare alla copertura delle spese da lavoro domestico. Abbiamo dunque buone notizie per il mercato del lavoro e cattive notizie per le famiglie che, senza politiche si sostegno di lungo periodo, vedranno ridurre i propri risparmi per le spese di cura.

Lo scopo dell’Osservatorio Nazionale DOMINA, di cui sono stato nominato Direttore, è proprio quello di monitorare il settore del lavoro domestico per attivare iniziative a favore della famiglia datore di lavoro, proporre politiche ad hoc presso le Istituzioni e creare letteratura di settore.

L’elaborazione dei dati della Ricerca DOMINA è stata effettuata dalla Fondazione Leone Moressa. I dati sono tratti dal Dossier DOMINA: “Il lavoro domestico in Italia: dettaglio regionale”.

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Contributi lavoro domestico: uscite le nuove aliquote Inps

contributi inps

Nuovi minimi contributivi per chi assume colf e badanti

L’Inps, con la circolare n.16 del 1 febbraio, ha comunicato i nuovi importi dei contributi dovuti per il lavoro domestico per l’anno 2019. Con l’aumento degli stipendi dei lavoratori domestici aumentano anche i contributi da versare. Il versamento dei contributi avviene sulla base di fasce di retribuzioni stabilite dalla legge. Le nuove retribuzioni sono state firmate lo scorso mese al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l’incremento è dovuto alla variazione del 1,1%, dell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai e impiegati, tra il periodo gennaio 2017-dicembre 2017 ed il periodo gennaio 2018-dicembre 2018.

La tabella con le nuove aliquote inps 2019 per i lavoratori domestici serve per calcolare il versamento relativo al primo trimestre dell’anno (gennaio, febbraio, marzo).

In questa pagina potete consultare le tabelle 2019, per le tabelle degli anni precedenti potete consultare la sezione  contributi Inps del sito web dell’Associazione DOMINA.

Vi ricordo che, nel caso in cui il rapporto di lavoro domestico con la colf o con la badante, deve essere interrotto prima della fine del trimestre, il datore di lavoro sarà tenuto a versare al lavoratore tutti i contributi maturati fino al momento delle dimissioni o del licenziamento.

A questo link potete consultare la circolare ufficiale INPS.

I contributi Inps che la famiglia deve versare variano in base a tre fattori:

  • retribuzione,
  • orario di lavoro,
  • durata del contratto.

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Hai domande sul lavoro domestico?

Chiama al numero 06.68210696 / 3285695515

oppure lascia il tuo numero e verrai ricontattato

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