Lavoro domestico in Europa, sodalizio tra DOMINA e EFSI

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Apertura verso l’Europa per migliorare il lavoro domestico

Il lavoro domestico non è in crescita solo in Italia. Lo sviluppo e le conseguenze legate ai vari aspetti del settore rappresentano un tema rilevante in tutta Europa. Nei mercati del lavoro europei e nei sistemi di welfare, infatti, sono in corso trasformazioni significative legate alle tendenze demografiche, alla struttura della famiglia e all’aumento delle donne al mercato del lavoro. Una mancanza di anticipazione verso l’impatto di questi trend sulla società europea è un errore.

Il modo migliore per prevedere e far fronte alle conseguenze è studiare il panorama attuale e progettare strategie concrete per il futuro delle famiglie datori di lavoro domestico. In quest’ottica DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, è diventata membro dell’EFSI (European Federation for Services to Individuals).

EFSI riunisce molteplici federazioni, associazioni ed enti che si occupano dello sviluppo dei servizi alla persona (Personal and Household Services) in Europa. Con i suoi membri, è presente in 22 Stati membri dell’Unione Europea e cerca di far si che la specificità del settore domestico sia riconosciuta e che la fornitura e l’accesso ai servizi sia garantita grazie a condizioni economiche, sociali e legali adeguate.

Inqualità di Direttore dell’Osservatorio Nazionale DOMINA sul lavoro domestico, sono certo che questo nuovo sodalizio darà nuova linfa al lavoro di Ricerca svolto dall’Associazione DOMINA. Inoltre, consentirà un interscambio utile per l’individuazione di best practices e per lo sviluppo di politiche di lungo periodo.

Come sottolineato dal Segretario Generale di DOMINA, Lorenzo Gasparrini, infatti, “tra gli obiettivi di DOMINA c’è quello di analizzare le problematiche del settore del lavoro domestico per collaborare con le Istituzioni alla creazione di politiche strutturali e risolutive. La cooperazione con EFSI rappresenta un ulteriore passo in questa direzione così come la decisione di avviare un Osservatorio Nazionale”.

Video presentazione Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico

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Le differenze regionali del lavoro domestico

Principali differenze del lavoro domestico sul territorio

Nel settore del lavoro domestico, come emerge dall’analisi territoriale pubblicata dall’Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico, ci sono differenze regionali sensibili in molti aspetti: il numero di lavoratori per regione, la percentuale di italiani, le mansioni svolte.

Partiamo dal primo aspetto, il numero di lavoratori regolarmente impiegati. La regione che registra il maggior numero di lavoratori con 156.092 unità è la Lombardia, seguono il Lazio con 128.515 lavoratori, l’Emilia Romagna con 76.211 e la Toscana con 74.554. Queste quattro regioni raccolgono più della metà dei lavoratori domestici regolari.

Altro aspetto mutevole sul territorio è la percentuale di lavoratori domestici italiani rispetto agli stranieri. Nonostante la forte presenza di stranieri nel 2017, rispetto al 2016, è stato registrato un aumento di lavoratori nostrani in tutte le regioni. L’incremento maggiore si è registrato in Molise (+29,0%), Friuli Venezia Giulia (+23,2%) e in molte regioni del Sud. Il primato, però, è ancora detenuto dalla Sardegna. In questa regione, infatti, la quota di italiani supera gli stranieri di quasi 4 volte: 35.052 unità a fronte di 9.207. Dall’approfondimento è evidente che il settore del lavoro domestico, sta diventando una delle soluzioni più gettonate per affrontare la crisi lavorativa ed economica.

Un terzo aspetto che presenta differenze interessanti è la tipologia di mansioni più diffuse sul territorio. Secondo i dati INPS, i lavoratori domestici in Italia nel 2017 sono 864.526. Osservando la distinzione per tipo di mansione, si registra una modesta prevalenza di Colf (54,4%) sulle Badanti (45,5%). Questo gap, però, visto il parallelo aumento di badanti (+8,0% dal 2012) e il calo di colf (-27,6%) si sta assottigliando.

I trend regionali sono influenzati dall’invecchiamento della popolazione ma anche dalla ricchezza delle famiglie sul territorio. Le ‘badanti’, si concentrano principalmente nelle regioni del Centro-Nord, mentre le colf si trovano in prevalenza in Lombardia e nel Lazio. Questo dato in parte potrebbe essere influenzato dal reddito medio disponibile pro capite di queste due regioni (rispettivamente 22.419 e 19.366) che è più alto rispetto alla media nazionale (18.505).

 

Cosa succederà in futuro?

Dall’analisi territoriale è possibile ipotizzare che nel 2050 il fabbisogno di lavoratori domestici aumenterà in modo rilevante. Il trend positivo delle badanti è destinato a crescere: rispetto al 2017, infatti, anziani (over 80) e bambini (0-14 anni) rappresenteranno un quarto della popolazione (rispettivamente 13,6% e 12,0%).

La ricerca DOMINA “Il valore del Lavoro Domestico”, di cui sono Responsabile Scientifico, è nata con l’intento di creare in Italia letteratura nel settore, cercando di individuarne specificità e aree di miglioramento.

Guardando dati e trend è chiaro che da un lato aumenterà la domanda di assistenti familiari e quindi di posti di lavoro. Dall’altro aumenteranno le famiglie che dovranno riservare una parte del proprio bilancio familiare alla copertura delle spese da lavoro domestico. Abbiamo dunque buone notizie per il mercato del lavoro e cattive notizie per le famiglie che, senza politiche si sostegno di lungo periodo, vedranno ridurre i propri risparmi per le spese di cura.

Lo scopo dell’Osservatorio Nazionale DOMINA, di cui sono stato nominato Direttore, è proprio quello di monitorare il settore del lavoro domestico per attivare iniziative a favore della famiglia datore di lavoro, proporre politiche ad hoc presso le Istituzioni e creare letteratura di settore.

L’elaborazione dei dati della Ricerca DOMINA è stata effettuata dalla Fondazione Leone Moressa. I dati sono tratti dal Dossier DOMINA: “Il lavoro domestico in Italia: dettaglio regionale”.

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Contributi lavoro domestico: uscite le nuove aliquote Inps

contributi inps

Nuovi minimi contributivi per chi assume colf e badanti

L’Inps, con la circolare n.16 del 1 febbraio, ha comunicato i nuovi importi dei contributi dovuti per il lavoro domestico per l’anno 2019. Con l’aumento degli stipendi dei lavoratori domestici aumentano anche i contributi da versare. Il versamento dei contributi avviene sulla base di fasce di retribuzioni stabilite dalla legge. Le nuove retribuzioni sono state firmate lo scorso mese al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l’incremento è dovuto alla variazione del 1,1%, dell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai e impiegati, tra il periodo gennaio 2017-dicembre 2017 ed il periodo gennaio 2018-dicembre 2018.

La tabella con le nuove aliquote inps 2019 per i lavoratori domestici serve per calcolare il versamento relativo al primo trimestre dell’anno (gennaio, febbraio, marzo).

In questa pagina potete consultare le tabelle 2019, per le tabelle degli anni precedenti potete consultare la sezione  contributi Inps del sito web dell’Associazione DOMINA.

Vi ricordo che, nel caso in cui il rapporto di lavoro domestico con la colf o con la badante, deve essere interrotto prima della fine del trimestre, il datore di lavoro sarà tenuto a versare al lavoratore tutti i contributi maturati fino al momento delle dimissioni o del licenziamento.

A questo link potete consultare la circolare ufficiale INPS.

I contributi Inps che la famiglia deve versare variano in base a tre fattori:

  • retribuzione,
  • orario di lavoro,
  • durata del contratto.

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Convegno DOMINA, il lavoro domestico a livello regionale

Il lavoro domestico in Italia: dettaglio regionale

Presentato il dossier DOMINA n.9. L’ultimo capitolo della Ricerca “Il valore del lavoro domestico”, di cui sono Responsabile Scientifico, racconta l’Italia del lavoro domestico.

Dopo gli approfondimenti sulle politiche internazionali, il profilo del datore di lavoro domestico, lo studio delle aree di miglioramento del CCNL, era arrivato il momento di capire le situazioni regionali.

Quali sono le mansioni più richieste dalle famiglie datori di lavoro domestico in Toscana? Qual è il costo del lavoro domestico in Molise?  In Puglia ci sono più badanti o più colf? Quanto lavorano in media i lavoratori domestici del Friuli Venezia Giulia?

Il dossier dell’Associazione DOMINA, realizzato in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, risponde a queste domande e scatta “20 foto”. Per ogni regione italiana sono stati esaminati costi, profilo di datore e lavoratore domestico, mansioni, trend futuri, etc. Tutti questi dati vengono riassunti in infografiche. Ogni  regione, infatti, ha due infografiche dedicate che restituiscono una fotografia realistica della situazione sul territorio e facilitano il paragone con i dati di altre regioni e con i dati nazionali.

Dall’analisi emergono differenze sostanziali a livello regionale. Si registrano, infatti, differenze sensibili nel numero di lavoratori domestici regolarmente impiegati presso le famiglie della penisola (si passa dalle 2.118 unità del Molise alle 156.092 della Lombardia), nella presenza di italiani tra i lavoratori, nella tipologia di mansioni svolte, nel valore aggiunto dei lavoratori domestici e nella spesa sostenuta dalle famiglie.

Dallo studio della distribuzione regionale per nazionalità si nota che in Lombardia si concentra la maggior parte dei lavoratori domestici stranieri nell’anno 2017, con 128.159 lavoratori (il 20,3% del totale dei lavoratori domestici di nazionalità straniera), subito seguita dal Lazio con 107.760 (17,1%). Nel confronto regionale è molto interessante la distribuzione dei lavoratori italiani: nel 2017, rispetto al 2016, è stato registrato un aumento generalizzato in tutte le regioni, in particolare in Molise (+29,0%), Friuli Venezia Giulia (+23,2%) e in molte regioni del Sud.

Esempio di infografica regionale – Ricerca DOMINA – Dossier 9

Al Convegno sono intervenuti, Stefano Arduini, Direttore del Magazine VITA, che ha sottolineato l’importanza di una una politica di sistema e non solo interventi spot nel lavoro domestico. Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale Toscana, Chiara Tronchin, Ricercatrice della Fondazione Leone Moressa, Marcella Morbiducci, Responsabile DOMINA Firenze e Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA. Il Segretario ha colto l’occasione per rilanciare al Governo una richiesta già proposta nel 2018: estendere le agevolazioni previste per le aziende che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza anche alle famiglie datori di lavoro domestico. Questa misura potrebbe portare ad un’emersione dal nero di circa il 20% del milione di lavoratori attualmente senza contratto.

TGR Umbria e TGR Toscana hanno dedicato un servizio ai dati del Dossier sulle rispettive regioni nella giornata del 23 gennaio 2018, all’interno trovate anche le dichiarazioni rilasciate da me e dal Segretario Generale durante il Convegno DOMINA tenutosi a Firenze presso l’Auditorium Giovanni Spadolini – Palazzo del Pegaso
Consiglio regionale della Toscana ieri.

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Minimi retributivi lavoro domestico 2019

Firmate le nuove retribuzioni di colf, badanti e babysitter.

Questa mattina, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato siglato l’accordo sui nuovi minimi retributivi relativi al lavoro domestico derivanti dalla variazione del costo della vita (art. 37 del C.C.N.L). I nuovi importi retributivi aggiornati hanno decorrenza dal 1° gennaio 2018.

La tabella con i minimi è stata pubblicata sul sito dell’Associazione DOMINA, firmataria del CCNL di categoria, e può essere scaricata in formato PDF.

tabella minimi retributivi lavoro domestico

A causa dell’innalzamento del costo della vita, purtroppo, l’indice Istat (+1,4) quest anno inciderà di più sulle tasche delle famiglie datori di lavoro domestico. Ad esempio, per le famiglie che assumono badanti conviventi per assistere persone non autosufficienti (livello CS), la spesa annuale, considerando anche la tredicesima, aumenterà di circa 140,00 Euro. Per coloro che hanno bisogno di un assistente familiare nelle ore notturne, invece, la spesa annua aumenterà di circa 160,00 Euro.

Vorrei ricordare a tutti i lettori del blog che i minimi retributivi sono solo una delle voci che contribuiscono a formare la retribuzione del lavoratore. Per il calcolo della retribuzione mensile, infatti, è necessario prendere in considerazione 4 voci:

  • retribuzione minima contrattuale;
  • eventuali scatti di anzianità;
  • eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio;
  • eventuale superminimo.

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Chiusura e rinnovo del contratto con la colf, come procedere con l’inquadramento?

livelli lavoratori domestici

Risolviamo i dubbi sul cambio di inquadramento della colf nel rinnovo

Nella mia esperienza nel settore del lavoro domestico mi vengono fatte domande su ogni aspetto del CCNL. Le richieste mi arrivano da famiglie ma anche da consulenti del lavoro. Oggi vorrei proporvi un tema che solleva molti dubbi: il rinnovo del rapporto di lavoro con modifica di inquadramento.

La domanda del datore di lavoro domestico.

Avrei bisogno di rinnovare il rapporto di lavoro con una colf ma ho alcuni dubbi. La collaboratrice domestica è inquadrata nel livello AS ed è convivente. Nel nuovo contratto dovrei inserirla nel livello B convivente part-time a 30 ore con la paga base. Nel vecchio contratto la signora riceveva un superminimo e nel corso del rapporto di lavoro ha maturato anche uno scatto di anzianità.

Con il rinnovo mi chiedevo se la nuova retribuzione deve tenere conto del vecchio superminimo e dello scatto di anzianità. Devono essere adattati al nuovo livello?

Chiariamo alcuni punti fondamentali:

  • la lavoratrice avrà un nuovo livello e nuove mansioni;
  • l’orario di lavoro sarà differente;
  • il vecchio rapporto deve essere chiuso attraverso la procedura di cessazione all’Inps e alla lavoratrice devono essere date le spettanze di fine rapporto.

Il rapporto di lavoro domestico era a tempo determinato quindi, il datore deve attendere 10 giorni prima di riassumere, se il lavoratore è assunto da meno di 6 mesi, o 20 giorni, se il lavoratore è assunto da più di 6 mesi.

Una volta chiuso il rapporto di lavoro domestico si procederà con la nuova assunzione. Nel nuovo accordo, trattandosi di un rapporto di lavoro indipendente dal precedente, è possibile proporre un contratto di lavoro a condizioni diverse.

E’ importante che nel cambiamento da un contratto all’altro NON si configuri né la prosecuzione di una situazione già in essere, né il tentativo di  sottrarsi alla corresponsione di elementi retributivi già maturati dalla vostra colf.

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Anno nuovo, vecchi contributi INPS per colf e badanti

versamento contributi inps

10 giorni per versare i contributi Inps dei lavoratori domestici

Siamo nel 2019 ma le famiglie che hanno assunto colf e badanti stanno ancora facendo i conti con i contributi da lavoro domestico del quarto trimestre del 2018 (ottobre, novembre, dicembre).

Gli ultimi contributi 2018 dei lavoratori domestici, infatti, devono essere pagati dal 1° gennaio al 10 gennaio.

Come si pagano i contributi di colf e badanti?

Il versamento avviene con i MAV inviati dall’Inps o elaborati sul sito dell’Ente attraverso il proprio codice PIN. L’istituto di previdenza mette a disposizione delle famiglie vari metodi di pagamento:

  • circuito “Reti Amiche”(tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”, sportelli bancari di Unicredit Spa);
  • Contact Center (numero verde gratuito 803164, pagamento con carta di credito);
  • bollettino Mav inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it (sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici), pagabile presso banche e uffici postali;
  • sito Internet www.inps.it nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/ Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici” (pagamento con la carta di credito).

Come calcolare i contributi dei lavoratori domestici?

L’importo dei contributi Inps da pagare si calcola moltiplicando il contributo orario per il numero delle ore retribuite nel trimestre al quale si riferisce il versamento*.

*L’Istituto previdenziale INPS, in base alla domanda presentata dal datore di lavoro domestico, provvede ad aprire una posizione assicurativa del lavoratore domestico. Se l’orario di lavoro non supera le 24 ore a settimana, il contributo orario è commisurato a tre diverse fasce di retribuzione; se l’orario di lavoro supera le 24 ore settimanali, il contributo, per tutte le ore retribuite, è fisso.

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Colf e badanti, fine anno in compagnia del TFR

tfr colf badanti

Dopo la tredicesima arriva il TFR

Dicembre è un mese molto intenso per i datori di lavoro domestico. Oltre alla tredicesima, che avete già corrisposto ai vostri lavoratori domestici, spesso colf e badanti chiedono l’anticipo del trattamento di fine rapporto.

Vediamo meglio cos’è il trattamento di fine rapporto.

Il TFR, conosciuto anche come liquidazione, è una somma accantonata dal datore corrisposta a colf e badanti nel momento in cui il rapporto di lavoro cessa.

Il lavoratore, pertanto, sia in caso di dimissioni sia di licenziamento, ha sempre diritto alla liquidazione. Anche se il lavoro svolto è stato di tipo saltuario, limitato a poche ore la settimana e cessato durante il periodo di prova, sempre che, in quest’ultimo caso, abbia maturato il rateo dopo quindici giorni di calendario.

In genere, il pagamento a dicembre del trattamento di fine rapporto è ben visto dalle famiglie che evitano così l’esborso di una grossa cifra tutta in una volta.

Quando si eroga il TFR di colf e badanti?

Su richiesta del lavoratore, il datore di lavoro può pagare un’anticipazione di quanto maturato del trattamento di fine rapporto. L’anticipazione può essere effettuata in qualunque mese, per non più di una volta all’anno e nella misura non superiore al 70%.

È bene chiarire fin da subito che l’intero importo maturato del trattamento di fine rapporto può essere liquidato solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro (legge 29 maggio 1982, n. 297) e non in altre occasioni.

Come si calcola il trattamento di fine rapporto?

Il trattamento di fine rapporto è calcolato sull’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno, tredicesima inclusa, comprensive del valore convenzionale di vitto e alloggio: il totale è diviso per 13,5. Inoltre, nell’anzianità di servizio utile per il trattamento di fine rapporto vanno compresi anche i periodi di assenza per infortunio, malattia, maternità e congedo matrimoniale.

La quota accantonata sarà soggetta ad incremento a norma dell’art. 1, comma 4, della legge 29 maggio 1982, n. 297, dell’1,5% annuo, mensilmente riproporzionato, e del 75% dell’aumento del costo della vita, accertato dall’ISTAT, con esclusione della quota maturata nell’anno in corso. Quindi, in caso di anticipazione del trattamento di fine rapporto, il coefficiente di rivalutazione si applica sull’intero importo accantonato fino al mese in cui viene pagata l’anticipazione. Per il resto dell’anno il coefficiente ISTAT si applica, invece, solo sull’importo che rimane a disposizione del datore di lavoro.

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Tredicesima per colf e badanti, costi e consigli

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Sotto l’albero c’è anche la tredicesima

Nel mese di dicembre, oltre le classiche voci retributive della busta paga, dovremo fare i conti anche con la gestione della gratifica natalizia. Nel settore del lavoro domestico, come in tutti i lavori, è prevista la tredicesima mensilità. In occasione del Natale, l’articolo 38 del CCNL prevede che la famiglia fornisca al lavoratore una mensilità aggiuntiva. La tredicesima mensilità spetta a tutti i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato o indeterminato.

Come si calcola la tredicesima?
L’ammontare della tredicesima mensilità è pari alla normale mensilità per i lavoratori domestici senza convivenza o, in caso di convivenza, alla
retribuzione globale di fatto, ossia, la retribuzione concordata tra le parti oltre l’indennità di vitto e alloggio (comma 2, art.33 del CCNL).

Per colf e badanti le cui prestazioni non raggiungono un anno di servizio, il datore di lavoro corrisponderà tanti dodicesimi quanti sono i mesi del rapporto di lavoro.

Il rateo di tredicesima mensilità matura dopo quindici giorni di calendario (periodo di prova incluso), e anche durante le assenze per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale e maternità, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti.

L’importo della tredicesima, pur essendo corrisposto una sola volta l’anno, rientra nella retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto.

Dai racconti dei datori di lavoro domestico so bene che la tredicesima del lavoratore può rappresentare un duro colpo sul bilancio familiare.

Come far fronte ai costi di colf, badanti e baby-sitter?
Il consiglio che vi posso dare è di rateizzare la tredicesima, in accordo con la colf o la badante. In questo modo è possibile spalmare il costo lungo l’arco dell’anno. Invece della stangata di dicembre, potrete ammortizzare i costi per 12 mesi.

Il rateo di tredicesima può essere calcolato in due modi differenti a seconda dell’inquadramento del vostro lavoratore domestico:

lavoratore domestico convivente
paga base + vitto e alloggio / 12

lavoratore domestico non convivente

paga oraria  x  le ore totali dell’anno / 12

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Presentato l’Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico

numeri

Il lavoro domestico monitorato a 360°

Il 12 dicembre a Milano, durante il Convegno “Reati e vertenze nel lavoro domestico, il confine tra legalità e necessità”, è stato lanciato il nuovo Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico.

L’Osservatorio statistico DOMINA, realizzato in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, è progettato per analizzare l’evoluzione del settore e gli aspetti trasversali correlati. 
Dopo tanto lavoro di studio e di ricerca DOMINA mi ha incaricato di dirigere l’Osservatorio.

Avvocato Massimo De Luca

L’Osservatorio prende in considerazione il peso delle retribuzioni dei lavoratori domestici sui bilanci familiari, l’incidenza del settore sul PIL, le differenze regionali, il confronto con dati e politiche nazionali ed europee, etc. Questi sono solo alcuni dei tanti fattori che saranno monitorati dall’Osservatorio.

Convegno DOMINA “Reati e vertenze” – Milano

L’obiettivo finale di questo nuovo strumento dell’Associazione DOMINA è di contribuire alla valutazione delle trasformazioni sociali, economiche e normative del lavoro domestico e alla progettazione di politiche ad hoc che possano tutelare e sostenere la famiglia nel compito di cura.

Spot presentazione Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico

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Chiama al numero 06.68210696 / 3285695515

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