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AGGIORNAMENTO RETRIBUZIONI 2024 LAVORO DOMESTICO: COSA C’È DA SAPERE 

AGGIORNAMENTO RETRIBUZIONI 2024 LAVORO DOMESTICO: COSA C’È DA SAPERE 

Ogni anno, compreso il 2024, nell’ambito del lavoro domestico, in virtù dell’articolo 38 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di categoria, le compensazioni contrattuali minime e i costi relativi a pasti e alloggio, definiti dal contratto collettivo di riferimento, saranno soggetti a modifiche da parte della Commissione nazionale per l’aggiornamento retributivo secondo quanto stabilito dall’articolo 45, in base alle variazioni del costo della vita per le famiglie di impiegati e operai rilevate dall’ISTAT al 30 novembre di ciascun anno. 

Il Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale convocherà la Commissione a tale scopo entro il 20 dicembre in prima convocazione, e successivamente ogni 15 giorni in eventuali ulteriori convocazioni. Dopo la terza convocazione, in caso di mancato accordo o assenza delle parti, il Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale è autorizzato dalle Organizzazioni ed Associazioni stipulanti – DOMINA e Fidaldo da un lato, Filcams CGIL – Fisascat CISL, Uiltucs e Federcolf dall’altro lato, a stabilire la variazione periodica della retribuzione minima, conformemente a quanto indicato al primo comma dello stesso articolo, in misura pari all’80% della variazione del costo della vita per le famiglie di impiegati e operai rilevata dall’ISTAT per quanto riguarda le compensazioni contrattuali minime e al 100% per i valori convenzionali di pasti e alloggio. Indipendentemente dalla data in cui si raggiunge un accordo per l’aumento, le compensazioni contrattuali minime e i valori convenzionali di pasti e alloggio, determinati come sopra, avranno effetto dal 1° gennaio di ogni anno, a meno che non sia diversamente concordato dalle Parti. 

 

QUALI SONO GLI ELEMENTI COSTITUENTI DELLA REMUNERAZIONE NEL CONTESTO DEL LAVORO DOMESTICO? 

In questo settore, si applica il principio dell’adeguatezza della compensazione in base alla quantità e alla qualità dell’attività svolta, come stabilito dall’articolo 36 della Costituzione (Cass.834/1989). Di conseguenza, tale principio implica che il riferimento per la retribuzione minima e sufficiente è fissato dalla contrattazione collettiva nazionale. Oltre a questo aspetto, l’articolo 34 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), intitolato “retribuzione e prospetto paga”, elenca gli elementi che compongono l’intera remunerazione del lavoratore domestico, sia convivente che non convivente: 

  • eventuali incrementi di anzianità di cui all’articolo 37; 
  • la retribuzione minima contrattuale di cui all’articolo 35, che include, per i livelli D e D super, uno specifico elemento denominato indennità di funzione; 
  • un eventuale compenso sostitutivo per vitto e alloggio di cui all’articolo 36; 
  • un eventuale sovraprezzo di cui all’articolo 34. 

Nel dettaglio, si sottolinea quanto segue: ai sensi dell’articolo 37 del CCNL, il lavoratore domestico ha diritto a uno scatto di anzianità ogni due anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, con un aumento del 4% sulla retribuzione minima contrattuale, fino a un massimo di 7 scatti. L’importo corrisposto a titolo di incrementi di anzianità non può essere assorbito dall’eventuale erogazione del sovraprezzo. 

Diversamente dalla remunerazione ordinaria menzionata precedentemente, il superminimo rappresenta importi concordati nel contratto individuale, volti a incrementare in modo stabile la retribuzione, la quale non può essere successivamente ridotta a discrezione del datore di lavoro domestico. Questo elemento retributivo, concordato direttamente tra il datore di lavoro e il dipendente, può essere denominato “superminimo assorbibile” o “superminimo non assorbibile”. Il principio di assorbimento può essere dedotto dall’articolo 2077 del codice civile, è soggetto a obblighi contributivi e fiscali, costituisce parte integrante della retribuzione di base utilizzata per calcolare l’indennità di fine rapporto e deve essere computato su tutte le mensilità aggiuntive, compresa la tredicesima. 

Infine, il dipendente impegnato nel lavoro domestico, a seconda del suo inquadramento contrattuale con convivenza, ha diritto, oltre alla retribuzione ordinario, a un’indennità per vitto e alloggio. Durante l’esecuzione ordinaria delle mansioni, il dipendente usufruirà dei pasti e dell’alloggio forniti in natura. In contrasto, i valori convenzionali (di natura economica) relativi a vitto e alloggio sono rilevanti per il calcolo dei contributi previdenziali da versare, dell’indennità natalizia/tredicesima mensilità, della retribuzione per i giorni di ferie goduti, delle festività o per l’indennità sostitutiva e per il calcolo dell’indennità di fine rapporto. I valori convenzionali per vitto e alloggio, così come le retribuzioni minime contrattuali, vengono determinati e rivalutati annualmente attraverso la contrattazione collettiva e sono oggetto di negoziazione a livello secondario. 

 

CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO  

La compensazione minima, come stabilito nelle Tabelle allegate al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), è uniforme in tutto il territorio nazionale. Tuttavia, il CCNL prevede che per quanto riguarda l’indennità per vitto e alloggio, così come le ore di permesso per studio e/o formazione professionale, sia possibile attuare una contrattazione di secondo livello tra le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni che hanno sottoscritto il presente CCNL. Di solito, questa contrattazione riguarderà un’area regionale, o anche provinciale per le province autonome di Trento e Bolzano. 

Ma come funziona questo processo? La contrattazione di secondo livello si terrà presso l’Ebincolf, con la partecipazione e l’accordo di tutte le parti firmatarie del presente CCNL. Le parti depositeranno una copia degli accordi stipulati presso l’Ente bilaterale Ebincolf, come indicato dall’articolo 48 del CCNL. L’efficacia dell’accordo sarà confermata solo con il deposito. 

 

BUSTA PAGA E CERTIFICAZIONE UNICA 

Nel momento in cui versa la remunerazione periodica al lavoratore, il datore di lavoro è obbligato a redigere un prospetto paga in doppia copia: una destinata al lavoratore domestico, sottoscritta dal datore di lavoro, e l’altra per il datore di lavoro, firmata dal dipendente. Questo documento non richiede formalità specifiche, può essere compilato in maniera libera, ma deve includere gli elementi fondamentali come i riferimenti contrattuali, la retribuzione minima, gli incrementi di anzianità, il superminimo, le detrazioni, e altri aspetti rilevanti. Pur essendo consueto corrispondere la retribuzione su base mensile, non c’è alcun divieto a concordare scadenze diverse, come giornaliere o settimanali. 

Inoltre, il datore di lavoro è altresì obbligato a fornire una dichiarazione che riporti l’importo totale delle somme erogate nell’anno, almeno 30 giorni prima della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi o al termine del rapporto di lavoro (Certificazione Unica – CU). 

 

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