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Minimi retributivi lavoro domestico: aumenti 2024

Minimi retributivi lavoro domestico: aumenti 2024

È stato siglato l’8 gennaio 2024 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’accordo sugli aumenti dei minimi retributivi per il lavoro domestico – scaturiti dall’aumento del costo della vita come rilevato da indagine Istat – e che sono applicabili dal 1° gennaio 2024. 

Si tratta di variazioni ridotte, infatti, l’aumento rispetto al 2023 è del 0,56%. I datori di lavoro domestico, dunque, dovranno adeguare le paghe laddove avessero concordato importi minori a quelli previsti; nel caso in cui, invece, avessero stabilito retribuzioni oltre i minimi non dovranno fare nulla in quanto gli aumenti saranno assorbiti da quanto concordato individualmente. 

Variazioni minimi retributivi lavoro domestico 

L’aggiornamento periodico delle retribuzioni è previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico approvato nel 2020. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali convoca la Commissione nazionale per l’aggiornamento retributivo entro e non oltre il 20 dicembre di ogni anno, al fine di analizzare quanto rileva l’Istat al 30 novembre di ciascun anno.  

Le eventuali successive convocazioni avvengono, poi, ogni 15 giorni e dopo la terza convocazione (prevista dall’art.38 del C.C.N.L. lavoro domestico), laddove non si sia raggiunto un accordo sui minimi retributivi, il Ministero agisce in qualità di delegato da parte delle Associazioni di categoria e dei sindacati a stabilire le variazioni da applicare. 

Proprio nel caso dell’accordo siglato a gennaio 2024, ad esempio, le Associazioni dei datori di lavoro hanno deciso di non aderire in quella specifica sede, pertanto, il Ministero ha proceduto con le determinazioni dell’aumento dei minimi retributivi. 

Hanno, partecipato: 

  • Fidaldo: Federazione Italiana datori di lavoro domestico; 
  • Domina: Associazione nazionale famiglie datori di lavoro; 
  • Filcams Cgil; 
  • Fisascat Cisl; 
  • Uiltucs; 
  • Federcolf. 

Come si stabilisce la retribuzione nel lavoro domestico? 

Anche in questo settore, le metriche che si utilizzano per stabilire le retribuzioni sono le medesime che in altri. Si opera, quindi, in relazione a quantità e qualità della prestazione lavorativa secondo quanto sancisce l’articolo 36 della Costituzione (Cass.834/1989) 

Pertanto, tale principio implica che il parametro di retribuzione minima e sufficiente sia quello determinato dalla contrattazione collettiva nazionale. Oltre a ciò, l’articolo 32 del CCNL – “retribuzione e prospetto paga” – indica gli elementi che compongono l’intera retribuzione del lavoratore domestico, convivente o non convivente: 

  • retribuzione minima contrattuale di cui all’art. 33, comprensiva per i livelli D e D super di uno specifico elemento denominato indennità di funzione;  
  • eventuali scatti di anzianità di cui all’art. 35; 
  • eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio; 
  • eventuale superminimo. 

Cosa cambia con i nuovi minimi retributivi? 

Di fatto, con gli aumenti dei minimi retributivi nel lavoro domestico la situazione attuale sarà questa che segue: 

  • una colf livello B registrerà un incremento di 0,04 € per ogni ora lavorata, per cui la retribuzione minima oraria passerà da 6,58€ a 6,62 €; 
  • per le badanti conviventi con persona non autosufficiente, livello Cs, la retribuzione minima salirà da 1.120,76€ a 1.127,04 € al mese, per cui l’aumento dello stipendio sarà di 6,28 €. 

Vitto e alloggio nel lavoro domestico 

Nel caso in cui il lavoratore domestico conviva con i datori di lavoro, in funzione dell’inquadramento contrattuale ha diritto a godere di vitto e alloggio, oltre alla retribuzione in denaro per la prestazione.  

Anche i valori in relazione a vitto e alloggio sono soggetti a valutazione e determinazione annuale in riferimento alla contrattazione collettiva e fanno parte della trattativa di secondo livello che ha luogo presso Ebincolf con presenza e accordo dei soggetti firmatari. 

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