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Diritti previdenziali e assistenziali per il lavoratore domestico

Diritti previdenziali e assistenziali per il lavoratore domestico

La gestione dei diritti previdenziali e assistenziali dei lavoratori domestici rappresenta un campo complesso, ma fondamentale del diritto del lavoro e della previdenza sociale. La legge italiana prevede specifiche coperture assicurative per questi lavoratori, le quali meritano un’analisi approfondita per garantire la piena tutela dei loro diritti. Questo articolo intende offrire una panoramica delle varie forme di assistenza e previdenza sociale a loro disposizione. 

Lavoratore domestico: l’assicurazione   

Per quanto riguarda l’IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) e la disoccupazione involontaria, non esistono regole specifiche per i lavoratori domestici. Questo significa che, in caso di determinate situazioni o eventi, si applicano le normali leggi vigenti in materia.  

Assegno per il nucleo familiare 

Il lavoratore domestico può richiedere l’assegno per il nucleo familiare laddove soddisfi i requisiti reddituali necessari. Questo viene erogato direttamente dall’INPS, senza che il datore di lavoro debba anticiparne l’importo, perciò, la domanda deve essere presentata direttamente all’INPS utilizzando l’apposito modulo. 

Congedo di maternità e paternità per il lavoratore domestico 

Ai lavoratori domestici spettano il congedo di maternità/paternità e il relativo trattamento economico, come previsto per i lavoratori di altri settori e come disciplinato dall’art. 62, D.Lgs. n. 151/2001. È, invece, l’art. 4, c. 1 del D.P.R. n. 1403/1971 a definire i criteri per i quali al lavoratore domestico spetti o meno l’indennità corrisposta dall’INPS. 

In particolare, perché sia legittima l’indennità di maternità/paternità è necessario che – al di là di un rapporto di lavoro in essere – siano stati versati, nei 24 mesi antecedenti l’inizio dell’astensione obbligatoria, 52 contributi settimanali ovvero 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti la data di inizio dell’astensione stessa; ciò anche relativamente a settori diversi da quello domestico. 

Una volta che saranno stati accertati suddetti requisiti contributivi sarà l’INPS a stabilire l’indennità; ad ogni modo, alla lavoratrice domestica in maternità obbligatoria spetterà l’80% della retribuzione convenzionale sulla quale sono stati calcolati e versati i contributi.  

Lavoratore domestico in malattia 

In caso di malattia il lavoratore domestico ha diritto alla conservazione del posto oltre che alla retribuzione o a un’indennità per il periodo di assenza – che sono a carico del datore di lavoro – ma non gli spetta, invece, un trattamento economico a carico dell’INPS. Relativamente a ciò, i contributi versati all’INPS saranno impiegati per garantire il trattamento sanitario e farmaceutico. 

Per offrire ulteriore tutela, è stata istituita la cassa malattia Cas.sa.colf, che interviene a rimborso delle spese sostenute dal datore di lavoro, amministrando i trattamenti assistenziali e previdenziali in favore del lavoratore domestico, attraverso un’integrazione o sostituzione delle prestazioni a carico degli Istituti pubblici. 

La Cassa Colf è operativa dal 1° luglio 2010. Per poter usufruire dei suoi servizi, è necessario: 

  • aderire al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) che ha istituito e regola la Cassa Colf; 
  • iscrivervi sia il dipendente che il datore di lavoro; 
  • versare i contributi previsti, a carico sia del lavoratore che del datore di lavoro domestico. 

Infortuni e malattie professionali dei lavoratori domestici 

Tenendo conto di quanto indicato dall’art. 2110 c.c. al fine di concedere l’indennità al lavoratore domestico, il datore di lavoro è tenuto a comunicare l’infortunio o la malattia professionale all’INAIL entro 24 ore per gli eventi mortali, entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico per eventi non guaribili entro 3 giorni, o entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico per eventi guaribili entro 3 giorni, ma non guariti entro tale termine. 

Inoltre, è sempre il datore di lavoro che deve corrispondere al lavoratore la retribuzione globale di fatto per i primi 3 giorni di assenza. L’eventuale importo convenzionale – in sostituzione di vitto e alloggio – è da erogarsi solo se il lavoratore non è degente in ospedale o presso il domicilio del datore di lavoro. 

L’infortunio o la malattia professionale sospende il decorrere del periodo di prova e del preavviso, se l’evento si verifica durante questi casi.  

La tutela dei lavoratori domestici in Italia prevede una serie di misure previdenziali e assistenziali mirate a garantire i diritti e il benessere di questa categoria di lavoratori. È fondamentale che datori di lavoro e lavoratori stessi siano informati sui loro diritti e sui modi per esercitarli. Per ulteriori informazioni o assistenza, si consiglia di rivolgersi a un professionista esperto in diritto del lavoro e della previdenza sociale. 

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