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Lavoro domestico: determinazione e versamento dei contributi

Lavoro domestico: determinazione e versamento dei contributi

In un panorama lavorativo in continua evoluzione, il settore del lavoro domestico assume un’importanza sempre maggiore, sia per le famiglie che si avvalgono di queste prestazioni sia per i lavoratori che ne fanno parte. Una corretta gestione degli aspetti contributivi è fondamentale per garantire diritti e doveri di entrambe le parti. Di seguito, una panoramica sui principali aspetti da considerare. 

Determinazione dei contributi 

La determinazione dei contributi previdenziali nel lavoro domestico segue criteri specifici che tengono conto dell’orario di lavoro e della retribuzione oraria. Il legislatore distingue tra lavoro superiore alle 24 ore settimanali, per il quale il contributo è fisso, e lavoro uguale o inferiore a 24 ore settimanali, per il quale il contributo varia in base alla retribuzione oraria effettiva. Quest’ultima comprende la retribuzione di fatto, l’incidenza della tredicesima mensilità e il valore convenzionale di vitto e alloggio. 

La retribuzione oraria effettiva si confronta con fasce di retribuzione orarie convenzionali, aggiornate annualmente in base alle variazioni ISTAT (INPS circ. n. 23/2024), per stabilire il contributo orario adeguato. Inoltre, è necessario considerare il contributo CUAF per tutti i rapporti di lavoro domestico, fatta eccezione per alcune relazioni familiari specifiche che intercorrano, ad esempio, tra coniugi, parenti o affini fino al terzo grado conviventi (art. 1, D.P.R. n. 1403/1971). 

Il processo di calcolo dei contributi comprende la verifica dell’orario di lavoro, la determinazione della retribuzione effettiva, e la moltiplicazione del contributo orario per il numero delle ore lavorate nel trimestre di riferimento. Infine, si deve valutare anche la durata del rapporto di lavoro, ad esempio, nel caso di rapporto di lavoro a tempo determinato, si deve considerare l’applicazione del contributo addizionale come previsto dall’art. 2, c. 28, L. n. 92/2012. 

Versamento dei contributi del lavoratore domestico 

Il versamento dei contributi deve avvenire entro dieci giorni dalla fine di ogni trimestre, attraverso diverse modalità quali il bollettino MAV, il portale pagamenti INPS, o i soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”.  

Qui i trimestri di riferimento: 

  • gennaio, febbraio e marzo (scadenza: 10 aprile); 
  • aprile, maggio e giugno (scadenza: 10 luglio); 
  • luglio, agosto, settembre (scadenza: 10 ottobre); 
  • ottobre, novembre, dicembre (scadenza: 10 gennaio). 

L’INPS offre la possibilità di gestire le modalità di ricezione dei MAV, sia in fase di iscrizione che di variazione del rapporto di lavoro, semplicemente attraverso il sito e per tutti i soggetti che possiedono il PIN. 

Attraverso l’inserimento del codice fiscale del datore di lavoro e il codice di riferimento del rapporto è lo stesso sistema che indica l’importo dei contributi da versare, che sono calcolati sulla base delle comunicazioni rilasciate al momento dell’assunzione o in caso di successive variazioni. Ad ogni modo, la circolare n. 49/2011 dell’INPS comunica che è possibile variare gli elementi di calcolo che occorrono per calcolare l’importo. 

Ogni sistema di pagamento, poi, garantisce una doppia copia della ricevuta, ad eccezione del pagamento a mezzo MAV; in questo caso, infatti, sarà il datore di lavoro a compilare la ricevuta da consegnare al lavoratore con data di pagamento e firma, assumendosi la responsabilità di quanto indicato.  

Il lavoratore, poi, può verificare l’estratto contributivo accedendo al sito INPS, anche se ciò non attesti un valore certificativo. 

Innovazioni nel sistema di versamento, l’app IO 

Rispondendo alle esigenze di modernizzazione e semplificazione, l’INPS ha introdotto nell’applicazione “IO” un servizio per il pagamento telematico dei contributi, facilitando ulteriormente le procedure per i datori di lavoro. Questa innovazione si inserisce nell’ambito delle iniziative previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dimostrando l’attenzione verso una gestione più efficace e meno onerosa degli obblighi contributivi. 

Gestione della malattia: Cas.sa.colf 

È Cas.sa.colf a erogare le prestazioni relative al rimborso del trattamento economico di malattia. Attiva dal 1° luglio 2010, la cassa malattia prevista dal c.c.n.l. ha come scopo quello di gestire i trattamenti assistenziali e assicurativi in favore dei lavoratori domestici. 

L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria, come indicato dall’applicazione del c.c.n.l., sia per i datori di lavoro che per i dipendenti, così com’è obbligatorio il versamento dei contributi a carico del datore e del lavoratore domestico. 

Nel pagamento dei contributi previdenziali va inserito anche il costo per Cas.Sa.Colf indicando il *codice F2* , moltiplicando l’orario lavorativo del trimestre (il medesimo indicato per pagare i contributi INPS) per Euro 0,06. 

La corretta gestione degli aspetti contributivi nel lavoro domestico è essenziale per garantire la tutela dei lavoratori e la trasparenza per i datori di lavoro. La conoscenza approfondita delle normative e l’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dall’INPS rappresentano passi fondamentali verso un equilibrio lavorativo e previdenziale sostenibile e giusto. 

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