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Il periodo di prova nel lavoro domestico

Il periodo di prova nel lavoro domestico

Il periodo di prova rappresenta una fase iniziale e delicata di qualsiasi rapporto di lavoro, non è da meno l’ambito del rapporto di lavoro domestico. Anche in questo settore, infatti, il periodo di prova rappresenta una fase nella quale datore di lavoro e collaboratore domestico si valutano reciprocamente. L’uno valuta le attitudini e l’aderenza del lavoratore domestico alle proprie esigenze e l’altro valuta lo svolgimento del lavoro oltre che l’interazione con il datore di lavoro.

La normativa di riferimento

La costituzione del rapporto di lavoro domestico è subordinata all’esito favorevole del periodo di prova, che deve risultare da atto scritto in quanto ha una natura giuridica pattizia.

Secondo l’articolo 12 del CCNL del lavoro domestico sottoscritto anche dall’Associazione DOMINA per parte datoriale, i lavoratori inquadrati nei livelli D) e D super) ed i lavoratori operanti in regime di convivenza indipendentemente dal livello di inquadramento, sono soggetti ad un periodo di prova regolarmente retribuito di 30 giorni di lavoro effettivo. Per i restanti rapporti di lavoro, il periodo di prova è di 8 giorni di lavoro effettivo.

Il lavoratore che abbia superato il periodo di prova senza aver ricevuto comunicazione di recesso s’intende automaticamente confermato. Il servizio prestato durante il periodo di prova va computato a tutti gli effetti dell’anzianità.

Se il lavoratore è stato assunto come prima provenienza da altra Regione, senza avere trasferito la propria residenza, e la risoluzione del rapporto non avvenga per giusta causa, dovrà essere dato dal datore di lavoro un preavviso di 3 giorni o, in difetto, la retribuzione corrispondente.

Nei contratti a tempo determinato, la durata è proporzionale alla durata e alle mansioni del contratto stesso. In caso di rinnovo per le stesse mansioni, non è previsto un nuovo periodo di prova.

Recesso durante il periodo di prova

Il periodo di prova può essere sospeso o prolungato in caso di eventi come malattia, infortunio, congedo maternità o paternità obbligatori. Durante questo periodo, entrambi i soggetti possono recedere dal contratto senza preavviso o indennità. In caso di scioglimento anticipato, il datore di lavoro è tenuto a retribuire le ore lavorate e le competenze accessorie.

Qui il fac-simile per le dimissioni durante il periodo di prova

Qui il fac-simile per il licenziamento in caso di mancato superamento della prova

Anzianità di servizio e contrattazione collettiva

L’attività lavorativa svolta dal domestico durante il periodo di prova è conteggiata ai fini dell’anzianità di servizio..

Per rendere proficuo il periodo di prova, è fondamentale una comunicazione chiara e trasparente tra le parti, oltre che uno spirito di collaborazione e flessibilità. Per il lavoratore è fondamentale comprendere a fondo le mansioni da svolgere e le relative modalità richieste dal datore di lavoro; mentre il datore di lavoro, dovrà conoscere il lavoratore e i criteri che adotta per rendere i servizi in modo che possa valutarli in base alle sue necessità.

Infine, è chiaro che è importante conoscere i propri diritti e doveri per affrontare questo periodo con serenità. In caso di dubbi o necessità, è consigliabile rivolgersi sempre a un consulente del lavoro o a un’organizzazione sindacale.

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