I MINIMI RETRIBUTIVI LAVORO DOMESTICO 2023

minimi retributivi lavoro domestico 2023

Minimi retributivi lavoro domestico: l’accordo tra organizzazioni datoriali e sindacati 

Il 16 gennaio 2023, le parti sociali Fidaldo e Domina come organizzazioni datoriali e le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UilTucs e Federcolf hanno definito la modifica dei minimi retributivi del lavoro domestico a partire dal 1° gennaio 2023, in conformità con l’articolo 38, comma 2 del Ccnl del settore domestico. Nonostante tre incontri tenutisi a partire dallo scorso dicembre, le associazioni non hanno raggiunto un accordo condiviso a causa delle divergenze tra le associazioni datoriali, che sostenevano la necessità di evitare oneri eccessivi sui datori di lavoro domestico, e le organizzazioni sindacali, che hanno ribadito la necessità di assicurare adeguati livelli retributivi ai lavoratori domestici, che devono fronteggiare l’aumento del costo della vita. 

Per garantire una retribuzione adeguata ai lavoratori domestici, è stato concordato di applicare una variazione periodica della retribuzione minima. A partire dal 1° gennaio 2023, come previsto dall’articolo 38 del Ccnl del Lavoro Domestico, verrà applicata una variazione del: 

  • 80% del tasso di inflazione rilevato a fine 2022 (pari all’11,5%) per quanto riguarda le retribuzioni minime contrattuali; 
  • 100% del tasso complessivo per i valori convenzionali del vitto e dell’alloggio. 

 In questo modo si mira a garantire un equilibrio tra le esigenze dei datori di lavoro domestici e quelle dei lavoratori, assicurando una retribuzione adeguata e in linea con l’aumento dei costi della vita. 

 

Minimi retributivi lavoro domestico: i minimi in base al livello 

Dal primo gennaio 2023 quindi, i minimi per i lavoratori conviventi saranno i seguenti:  

 

  • livello A, euro 725,19; 
  • livello AS, euro 857,06; 
  • livello B, euro 922,98; 
  • livello BS, euro 988,90; 
  • livello C, euro 1.054,85; 
  • livello CS, euro 1.120,76; 
  • livello D, euro 1.318,54, più indennità pari a euro 194,98 
  • livello DS; euro 1.384,46 più indennità pari a euro 194,98. 

 

Minimi retributivi lavoro domestico: sale il costo per le famiglie datori di lavoro  

Ciò che si evince dai nuovi minimi retributivi del lavoro domestico, è che il costo per le famiglie per tenere in regola colf e collaboratori domestici nel 2023 aumenterà del 9,2%. Questo aumento, certificato appunto dalla nuova tabella sui minimi retributivi pubblicata dal Ministero del Lavoro, rappresenta l’80% dell’inflazione del 2022 rilevata dall’ISTAT (+11,5%). Inoltre, le indennità di vitto e alloggio subiranno un aumento del 11,5%. 

La regolamentazione sull’aumento delle retribuzioni minime contrattuali per il lavoro domestico è disciplinata dal Ccnl sul lavoro domestico. In particolare, l’art. 38 stabilisce che la Commissione nazionale composta dalle parti datoriali e sindacali, convocata ogni anno dal ministero del lavoro, stabilisca l’aumento in base all’indice Istat rilevato al 30 novembre.  

 

Scarica qui la tabella completa dei minimi retributivi.

 

 

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Discontinue prestazioni notturne di cura della persona: cosa dice l’Art. 10 del CCNL del Lavoro Domestico

Discontinue prestazioni notturne di cura della persona: cosa dice l’Art. 10 del CCNL del Lavoro Domestico

Cos’è il Ccnl del Lavoro Domestico

Il Ccnl del lavoro domestico è un Contratto fondamentale di tutela e salvaguardia in quello che è un mercato lavorativo che conta circa quattro milioni di persone, e che racchiude in sé lavoratori domestici e famiglie datori di lavoro.

All’interno del Contratto sono regolati i rapporti tra le famiglie datori di lavoro e lavoratori domestici, sotto un profilo normativo e disciplinare ed uguale su tutto il territorio nazionale, come ad esempio la retribuzione oraria, i diversi inquadramenti, gli orari di lavoro e le discontinue prestazioni notturne di cura alla persona, oggetto di questo articolo.

Il Contratto collettivo nazionale sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico rinnovato nel settembre 2020 dalle Associazioni datoriali DOMINA e Fidaldo, insieme a Filcams, CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS e Federcolf, con l’obiettivo di intensificare la tutela dei lavoratori e delle famiglie datori di lavoro.

Articolo 10: Discontinue prestazioni notturne di cura alla persona

Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico è composto da 54 articoli.

L’Articolo 10, che segue, è diviso in 4 punti. Descrive la prestazione di assistenza ad una persona autosufficiente o non autosufficiente che avviene esclusivamente durante la notte. L’assistente familiare viene anche affidato un alloggio all’interno del quale poter riposare con il dovere di alzarsi ogni qualvolta sia necessario, senza alcuna maggiorazione. Diversamente dagli altri inquadramenti, la concessione temporanea di un alloggio non intende dare, in automatico, la convivenza lavorativa.

Art. 10: primo punto

Il primo punto tratta gli inquadramenti, le fasce orarie di lavoro e di retribuzione nell’orario lavorativo. Gli approfondimenti relativi al tipo di inquadramento sono descritti nell’Articolo 9 del CCNL, “Inquadramento dei lavoratori”.

“Al personale non infermieristico espressamente assunto per discontinue prestazioni assistenziali di attesa notturna in favore di soggetti autosufficienti (bambini, anziani, portatori di handicap o ammalati), e conseguentemente inquadrato nel livello B super, ovvero per discontinue prestazioni assistenziali notturne in favore di soggetti non autosufficienti, e conseguentemente inquadrato nel livello C super (se non formato) o nel livello D super (se formato), qualora la collocazione temporale della prestazione sia ricompresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00 sarà corrisposta la retribuzione prevista dalla tabella D allegata al presente contratto, relativa al livello di inquadramento, fermo restando quanto previsto dal successivo art. 14. Per il personale non convivente, sussiste l’obbligo di corresponsione della prima colazione, della cena e di un’idonea sistemazione per la notte.”

Art. 10: secondo punto

Il secondo punto spiega la quantità di ore di riposo che devono essere garantite ogni ventiquattro ore.

“Al personale convivente di cui al presente articolo dovranno essere in ogni caso garantite undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore.”

Art. 10: terzo punto

Il terzo punto invece, si concentra sull’orario di lavoro, indicando, ai soli fini del pagamento dei contributi assistenziali di Cas.Sa.Colf (INPS escluso), un valore convenzione. All’interno del punto è presente il riferimento all’Articolo 53 “Contributi di assistenza contrattuale”, ovvero i contributi di Cas.Sa.Colf, strumento del Ccnl atto a fornire prestazioni e servizi a favore dei lavoratori e datori di lavoro iscritti, come ad esempio trattamenti assistenziali sanitari e assicurativi, integrativi e aggiuntivi delle prestazioni pubbliche. Sia i dipendenti che le famiglie datori di lavoro in regola con i contributi di assistenza contrattuale sono iscritti a Cas.Sa.Colf. Diversamente, i contributi INPS dovranno essere versati nella misura delle ore effettivamente lavorate.

“Fatta salva la fascia oraria indicata al comma 1, ai soli fini dell’assolvimento dell’obbligo contributivo di cui all’art.53, l’orario convenzionale di lavoro è pari a otto ore giornaliere.”

Art. 10: quarto punto

Infine, il punto quattro spiega che l’articolo in oggetto dovrà essere sottoscritto dalle parti, con indicazione oraria dell’inizio e della fine della prestazione discontinua.

“L’assunzione ai sensi del presente articolo dovrà risultare da apposito atto sottoscritto dalle parti; in tale atto devono essere indicate l’ora d’inizio e quella di cessazione dell’assistenza e il suo carattere di prestazione discontinua.”

 

Scarica direttamente qui il Fac simile del Contratto di lavoro domestico a tempo indeterminato o determinato per prestazioni notturne di cura della persona.

Se invece necessiti di altre tipologie di Contratto Fac simile, visita ora la sezione apposita del mio sito web.

­Scarica gratuitamente qui “Ccnl sulla disciplina del Rapporto di Lavoro Domestico – 2022”. Il volume contiene tutti gli articoli del Ccnl, con i collegamenti ipertestuali, il mansionario, le tabelle dei minimi retributivi e dei contributi INPS aggiornate al 2022 e i contributi associativi Fondo Colf – Cas.Sa.Colf.

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Contratto tempo indeterminato discontinue prestazioni notturne

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Contratto a tempo determinato discontinue prestazioni notturne

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LAVORO DOMESTICO NELLE FESTIVITÀ: COME SI VIENE RETRIBUITI?

Lavoro domestico nelle festività

È in arrivo il periodo natalizio e anche per i lavoratori domestici sono cinque le giornate in cui, secondo la legge (art. 16 Ccnl), potrebbe essere richiesto dalle famiglie datori di lavoro una giornata di lavoro straordinario: l’Immacolata, il giorno di Natale, Santo Stefano, il primo dell’anno e il giorno della Befana.

Vediamo insieme in che modo.

 

Cosa dice il CCNL sul lavoro domestico nelle festività e quanto si viene pagati?

 Secondo il CCNL per l’anno 2022, in base al tipo di inquadramento, è previsto che chi lavora nel giorno di Natale ha diritto ad una maggiorazione della retribuzione perché lavoro festivo, oppure ad un giorno di riposo compensativo.

Molto spesso però, il lavoratore si chiede se il gioco vale la candela, e se quindi valga la pena lavorare il giorno di Natale dal punto di vista economico e quindi retributivo. Il CCNL, infatti, prevede già delle maggiorazioni contributive quando si tratta di straordinari, ovvero ore di lavoro in più rispetto a quanto stabilito da contratto. Ma per le festività cosa cambia?

Sono considerate festive le giornate riconosciute tali dalla legislazione vigente, ed esse attualmente sono:

  • 1° gennaio;
  • 6 gennaio;
  • lunedì di Pasqua;
  • 25 aprile;
  • 1° Maggio;
  • 2 giugno;
  • 15 agosto;
  • 1° novembre;
  • 8 dicembre;
  • 25 dicembre;
  • 26 dicembre;
  • Santo Patrono del Comune di residenza.

In tali giornate sarà osservato il completo riposo, fermo restando l’obbligo di corrispondere la normale retribuzione.

 

Le festività per un lavoratore domestico convivente

In caso di un rapporto di lavoro domestico con convivenza, gli importi relativi alle festività sono già inclusi nei minimi retributivi mensili, pertanto, non deve essere aggiunto nulla a livello retributivo se in caso di festività infrasettimanale coincidente con la domenica. Il lavoratore domestico avrà diritto al recupero del riposo in altra giornata o, in alternativa, al pagamento di 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.

 

Le festività per un lavoratore domestico a ore, non convivente

Per il rapporto di lavoro ad ore, le festività appena descritte verranno retribuite sulla base della normale paga oraria, pari ad 1/6 dell’orario settimanale. Le festività da retribuire sono tutte quelle cadenti nel periodo interessato, indipendentemente dal fatto che in tali giornate fosse prevista, o meno, la prestazione lavorativa.

In caso di prestazione lavorativa è dovuto, oltre alla normale retribuzione giornaliera, il pagamento delle ore lavorate con la retribuzione globale di fatto maggiorata del 60%.

In caso di festività infrasettimanale coincidente con la domenica, il lavoratore avrà diritto al recupero del riposo in altra giornata o, in alternativa, al pagamento di 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.

 

Lavoro nelle festività: è obbligatorio?

Il lavoratore domestico può, per suo diritto previsto dalla legge, astenersi dal lavorare nelle giornate festive, senza subire dal titolare o chi per esso conseguenze rispetto alla riduzione dello stipendio o altre variazioni sulla normale retribuzione.

 

Lavoro nelle festività natalizie: come si indicano in busta paga?

 Il corrispettivo delle festività è diverso a seconda di tre criteri, quali festività non lavorata, lavorata, cadente di domenica.

Per quanto riguarda invece la retribuzione, essa varia a seconda che il lavoratore domestico sia remunerato in misura oraria o mensile, quindi, indipendentemente da quante ore lavorative effettua, oppure ad ore, quindi con uno stipendio variabile in base al tempo lavorato.

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Tg Lavoro Domestico 5/02

tg lavoro domestico

Interventi economici per le famiglie – Cala il lavoro domestico informale – Emergenza luce, gas e caro bollette

Argomenti trattati in questa puntata:

➡ MANOVRA GOVERNO MELONI: NOVITÀ

➡CALO LAVORO DOMESTICO INFORMALE

➡EMERGENZA LUCE E GAS

➡TREDICESIMA LAVORATORI DOMESTICI

➡PRESENTAZIONE DEL IV RAPPORTO ANNUALE

➡LA CUCINA DI DOMINA

➡LA MIA STORIA

Guarda il TG completo qui:

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Lavoro domestico e tredicesima: cosa dice il CCNL

calcolo tredicesima lavoro domestico

Il CCNL del lavoro domestico stabilisce il diritto dei lavoratori domestici a percepire la tredicesima mensilità, corrisposta nel mese di dicembre. Nell’articolo di oggi capiremo come effettuare il calcolo della tredicesima nel lavoro domestico.

Anche il lavoratore domestico, quindi, come ogni lavoratore dipendente, ha diritto a ricevere una mensilità in più oltre a quelle distribuite sui 12 mesi dell’anno, che riceverà all’avvicinarsi delle feste natalizie.

L’ammontare della somma dovuta dipende dalla retribuzione lorda che il lavoratore domestico riceve nell’arco dell’anno, comprensiva di vitto e alloggio laddove previsto dal contratto sottoscritto. Un altro fattore che determina il quantitativo della tredicesima è la tipologia di assunzione: a seconda che il lavoratore domestico sia assunto a ore o con convivenza, quindi, cambierà l’ammontare della tredicesima.

Vediamo quindi come funziona il calcolo della tredicesima per il lavoro domestico, nelle diverse situazioni specifiche, e quando e come matura il rateo di tredicesima.

Calcolo tredicesima lavoro domestico

Il lavoratore domestico è a tutti gli effetti un lavoratore subordinato e, quindi, come anticipato, ha diritto a ricevere la tredicesima. Si tratta di una somma extra corrispondente ad un dodicesimo della retribuzione globale annua.

Per calcolare la tredicesima bisogna tenere conto della retribuzione lorda assegnata al lavoratore domestico, la quale comprende:

  • Retribuzione mensile
  • Calcolo di vitto e alloggio in denaro
  • Eventuali premi

Vediamo adesso nella pratica come funziona il calcolo della tredicesima per il lavoro domestico in base alla tipologia di assunzione.

Colf e badanti a ore – senza convivenza

Ecco come fare il calcolo della tredicesima mensilità nel caso di collaboratori domestici assunti senza convivenza, dopo un anno di lavoro:

  • Si moltiplica la paga oraria della lavoratrice domestica per il numero di ore lavorate durante la settimana (in questo calcolo si deve tener conto di ogni ora retribuita, quindi anche in caso di assenza per infortunio o malattia)
  • Si prende quindi il risultato e lo si moltiplica per 52, cioè il numero di settimane lavorative in un anno
  • Si divide tutto per 12, cioè i mesi dell’anno

Proviamo a chiarire meglio con un esempio pratico. Ipotizziamo che un collaboratore domestico abbia una paga oraria di 20 € e che lavori 10 ore a settimana. Il calcolo da eseguire sarà: 20 * 10 * 52 / 12 = 866,66 €.

Se il lavoratore percepisce un premio mensile, questo andrà aggiunto al totale della tredicesima così calcolata. Se quindi la colf ha un premio di 100 € mensili, la tredicesima corrisponderà a 866,66 + 100 = 966,66 €.

Qualora invece il premio non fosse corrisposto mensilmente, ma con cadenza diversa (ad esempio, due volte l’anno), si dovrà prendere il valore complessivo sull’annualità e dividerlo per 12, in modo da ottenere una media dell’importo di premio.

Ad esempio, se la colf percepisce un premio di 200 € due volte l’anno, si dovrà fare il seguente calcolo: 200 * 2 = 400 € (totale premio annuale) / 12 = 33,33 €. Tale somma, che corrisponde alla media mensile del premio, andrà aggiunta al calcolo della tredicesima. Riprendendo quindi l’esempio di prima, alla somma di 866,66 € si aggiungeranno 33,33 €, per un totale di tredicesima pari a 899,99 €.

Colf e badanti a ore, senza convivenza, assunte da meno di un anno

Nell’ipotesi di collaboratore domestico assunto con contratto a ore da meno di un anno, il calcolo della tredicesima va effettuato tenendo in considerazione i mesi effettivamente lavorati. Verranno quindi corrisposti tanti tredicesimi quanti sono i mesi di lavoro prestati durante l’arco dell’anno.

Per fare ciò è necessario stabilire una media mensile dello stipendio a ore, che, come abbiamo visto, si calcola moltiplicando la paga oraria per le ore lavorate durante la settimana, moltiplicando poi il risultato per 52 settimane lavorative in un anno e dividendo il tutto per 12 mesi. Il tutto dovrà essere diviso per 12 dodicesimi e moltiplicare per i mesi effettivamente lavorati.

Prendendo come riferimento l’esempio sopra esposto, se la colf è stata assunta il 1/10/2022 e la paga mensile media è di 866,66 € (ipotizzando una paga di 20 €/ ora per 10 ore lavorative settimanali: 20*10*52/12=866,666 €), l’importo della tredicesima sarà pari a:

  • 866,66 €/12 ratei * 3 mesi lavorati = 216,66 €

Colf e badanti con convivenza

Nel caso invece di assunzione con convivenza, il calcolo della tredicesima del lavoro domestico verrà eseguito moltiplicando la retribuzione mensile con l’aggiunta dell’indennità economica del vitto e alloggio, per il numero di mesi lavorati durante l’anno, e poi dividendo il risultato ottenuto per 12 (mesi dell’anno lavorati).

Quindi di fatto, nel caso di badante assunta a tempo pieno da più di un anno, la tredicesima corrisponderà ad una mensilità piena in più, con l’aggiunta dell’indennità del vitto e alloggio.

Colf, badanti e baby-sitter, con convivenza, assunte da meno di un anno

Nell’ipotesi in cui il lavoratore domestico sia stato assunto da meno di un anno, ha comunque diritto alla tredicesima, che in questo caso verrà calcolata per dodicesimi. Questo perché essa viene maturata di mese in mese, e viene accumulata per essere corrisposta interamente con l’avvicinarsi delle festività natalizie.

Per calcolarla, nell’ipotesi di collaboratore domestico assunto da meno di un anno, si dovrà quindi moltiplicare la retribuzione mensile, comprensiva dell’indennità di vitto e alloggio, per i mesi effettivamente lavorati e poi dividere il risultato per 12 ratei.

In tal modo si ottiene la proporzione di tredicesima da corrispondere. Se quindi il lavoratore domestico è stato assunto a giugno, a dicembre il datore di lavoro dovrà corrispondere la tredicesima nella misura di 7 dodicesimi (ratei), calcolando i mesi lavorati da giugno a dicembre.

Tredicesima lavoro domestico: si può rateizzare?

Trattandosi di retribuzione differita, la tredicesima può essere rateizzata. Ciò significa che il datore di lavoro potrà corrisponderla mensilmente, invece che una volta l’anno a dicembre, su richiesta del lavoratore.

In questo caso verrà corrisposto mensilmente il rateo della tredicesima maturato, corrispondente ad 1/12 della retribuzione globale. È importante sapere che i singoli ratei vengono maturati se nel mese sono stati lavorati almeno 15 giorni, comprese le assenze per ferie, maternità, malattia o infortuni.

Rateo di tredicesima: come e quando matura?

La tredicesima matura nel periodo che va da gennaio a dicembre, e si suddivide in tanti ratei quanti sono i mesi dell’anno. Per tale motivo la tredicesima avrà un ammontare diverso a seconda del fatto che l’assunzione o la cessazione del rapporto sia avvenuta durante il corso dell’anno.

Quindi il lavoratore assunto il 1/06/2022 avrà diritto ad una tredicesima corrispondente a 7 dodicesimi della stessa, proprio perché i ratei maturati dall’assunzione a fine anno sono sette, come i mesi effettivamente lavorati.

Ma attenzione: il rateo di tredicesima matura in un mese solo ed esclusivamente se la collaboratrice domestica ha lavorato almeno 15 giorni consecutivi in un mese. Se i giorni di lavoro effettivo sono inferiori a 15 giorni all’interno di un mese, il rateo non matura e il mese di riferimento deve essere escluso dal calcolo.

La tredicesima mensilità matura in caso di assenza?

La tredicesima mensilità matura anche durante le assenze per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale e maternità, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti.

 

In conclusione, alla fine dell’anno i lavoratori domestici hanno diritto a ricevere una somma aggiuntiva, la tredicesima, cui hanno diritto in quanto lavoratori subordinati, nelle modalità e con i calcoli sopra descritti.

Prova a calcolare la tua tredicesima online.

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Premio per tesi di laurea, dottorato e master in scadenza

laureati

Premiate tesi di laurea sul settore del lavoro domestico

Il lavoro domestico è il settore portante dell’assistenza privata nel nostro Paese.  I lavoratori domestici iscritti all’Inps sfiorano ormai il milione. Gli ultimi dati diffusi dall’Istituto, riferiti al 2021, confermano la crescita di colf, badanti e baby-sitter in regola, a quota 961.358 (+1,93% rispetto al 2020 e +12% rispetto al 2021).

DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, ha attivato insieme all’Osservatorio Nazionale sul lavoro domestico, un premio per tesi di laurea dedicato a questo settore. Il premio è riservato alle tesi di laurea che riguardano lo sviluppo e la riforma del lavoro domestico e dell’assistenza alla persona.

Potranno partecipare al premio DOMINA tutti coloro che hanno discusso la tesi tra il primo agosto 2021 e il 31 luglio 2022.

Il bando è aperto ai laureati in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia, Economia e commercio, Scienze dell’educazione e della formazione e affini. Al Premio DOMINA possono partecipare tesi discusse presso Università, percorsi di laurea magistrale, dottorati di ricerca o master di primo o secondo livello.

L’Associazione assegna 5 premi per tesi di laurea. Il premio consiste nella somma di 1000 euro lorde. Inoltre, è prevista la possibilità di veder pubblicato un estratto della tesi all’interno del Rapporto annuale sul lavoro domestico 2020. Il testo, pubblicato dall’Associazione DOMINA, è realizzato dall’Osservatorio Nazionale sul lavoro domestico in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa.

Scadenza

Per partecipare al premio è necessario leggere il bando, compilare la domanda di partecipazione e inviare la documentazione richiesta all’Associazione DOMINA. La scadenza è prevista per il 31 luglio 2022.

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Ferie colf e badanti 2022: giorni, pagamento e modulistica

ferie 2022 lavoro domestico

Colf, badanti e baby-sitter hanno richiesto le ferie per l’estate 2022? Vediamo insieme cosa deve fare la famiglia che hanno assunto un lavoratore domestico.

 

Quanti giorni di ferie spettano al lavoratore?

Tutti i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter, giardinieri, etc.) hanno diritto ad un periodo di ferie minimo di 26 giorni. Questi giorni possono essere frazionati al massimo in due periodi nell’arco dell’anno, fissati dal datore di lavoro tra giugno e settembre. Il CCNL di categoria prevede però una eccezione. Infatti, i lavoratori domestici stranieri possono, in accordo con la famiglia datore di lavoro, chiedere un periodo di ferie più lungo per un rimpatrio non definitivo. Per questo motivo il lavoratore può accumulare le ferie nell’arco massimo di un biennio.

 

Calcolo retribuzione ferie

La retribuzione del lavoratore è correlata alle ore e ai giorni lavorati dai vostri assistenti familiari:

  • i lavoratori domestici con retribuzione mensile percepiscono la normale retribuzione;
  • con retribuzione ad ore, i lavoratori percepiscono una retribuzione pari a 1/6 dell’orario settimanale per ogni giorno di ferie;
  • i lavoratori che usufruiscono di vitto e alloggio, durante le ferie, riceveranno un compenso sostitutivo convenzionale.

Per una corretta gestione delle ferie di colf o badanti è importante ricordare che:

  • l’indennità di compenso per ferie non godute è consentita solo in caso di risoluzione del rapporto di lavoro;
  • nel computo della fruizione delle ferie sono escluse domeniche e festività;
  • le ferie del lavoratore non interrompono la maturazione degli istituti contrattuali;
  • le ferie non possono essere godute durante il periodo di preavviso, licenziamento, malattia o infortunio.

Fac simile ferie

Le ferie devono essere sempre documentate per iscritto. Il consiglio  per tutte le famiglie è di scaricare il fac simile di richiesta ferie per la vostra colf o la vostra badante, far firmare il documento di richiesta ferie al vostro lavoratore domestico e conservate sempre una copia cartacea.

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Gli e-book per guidare le famiglie datori di lavoro domestico

Due e-book pensati per le famiglie datori di lavoro domestico

Il lavoro domestico coinvolge oltre 2 milioni di famiglie in Italia. Nella maggior parte dei casi si tratta di famiglie che per necessità si trovano a dover rivestire i panni del datore di lavoro per la prima volta. Il consiglio, per tutti coloro che assumo alle proprie dipendenze un assistente familiare, è di seguire attentamente il Contratto Collettivo Nazionale sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico.

Sulla piattaforma Amazon è possibile scaricare gratuitamente una copia digitale del CCNL del lavoro domestico. Avete assunto una colf, una badante o una baby-sitter ma non siete mai stati datori di lavoro? Il nuovo volume pubblicato su Amazon libri è la soluzione per gestire in autonomia il rapporto di lavoro domestico.

Il Contratto collettivo nazionale sulla disciplina del lavoro domestico, firmato dalle Associazioni datoriali DOMINA e Fidaldo, insieme a Filcams, CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS e Federcolf, è stato rinnovato nel 2020. Il testo riunisce tutti gli articoli del Ccnl, con collegamenti ipertestuali e mansionario.

Il testo vuole essere una vera e propria guida per chi ha instaurato, o si approssima ad instaurare, un rapporto di lavoro domestico. Il contratto collettivo risponde ai quesiti più frequenti delle famiglie datori di lavoro: il calcolo delle ore di straordinario, i giorni di ferie, il conteggio della tredicesima del lavoratore domestico, l’indennità di vitto e alloggio e tanto altro ancora.

Facsimili per la gestione amministrativa

Oltre al Ccnl, sulla piattaforma è disponibile, a pagamento, l’e-book “Facsimile per la gestione del rapporto di lavoro domestico – 2022” che raccoglie tutti i facsimili utili per la gestione amministrativa del rapporto di lavoro. Questo testo contiene 56 facsimili divisi in tre sezioni:

  • contratto di lavoro;
  • gestione del rapporto di lavoro;
  • chiusura del rapporto di lavoro.

Il testo è fondamentale per gestire la contrattualistica, le attività e eventuali richieste che possono emergere durante il rapporto di lavoro. I facsimili sono corredati da una scheda illustrativa che guida il datore di lavoro nella loro compilazione e utilizzo. Nell’e-book  sono presenti le tabelle, aggiornate al 2022, dei minimi retribuiti, dei contributi previdenziali Inps e dei contributi associativi Cas.Sa.Colf.

Il formato digitale dei due volumi consente una fruizione veloce anche da smartphone e tablet in caso di dubbi improvvisi.

copertina ccnl lavoro domestico   

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