Il CCNL del lavoro domestico è una guida pratica per la famiglia

Il contratto di lavoro con gli assistenti familiari

Disponibile online una il CCNL del lavoro domestico per tutte le famiglie datori di lavoro. Avete assunto una colf, una badante o una baby-sitter ma non siete mai stati datori di lavoro? Il nuovo testo pubblicato sulla piattaforma Amazon libri è la soluzione per gestire in autonomia il rapporto di lavoro domestico.

Il Contratto collettivo nazionale sulla disciplina del lavoro domestico, firmato dalle Associazioni datoriali DOMINA e Fidaldo, insieme a Filcams, CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS e Federcolf, è stato rinnovato l’8 settembre 2020. Il volume contiene tutti gli articoli del Ccnl, con collegamenti ipertestuali, mansionario, tabelle retributive, tabella contributi INPS e contributi associativi Fondo Colf – Cas.Sa.Colf*.
Il testo vuole essere una vera e propria guida per tutte le famiglie che entrano per la prima volta nel mondo del lavoro domestico e, per chi ha instaurato contratti con colf, badanti o baby-sitter da lungo tempo, è un modo per scoprire le novità del Ccnl 2020 e chiarire eventuali dubbi relativi alla gestione del contratto.

Ho avuto il piacere di curare l’introduzione del volume e lo consiglio a tutte le famiglie datori di lavoro domestico. Il nuovo testo del contratto collettivo risponde a tutte le domande più frequenti delle famiglie datori di lavoro: il calcolo delle ore di straordinario dell’assistente familiare, le ferie e i permessi, il calcolo della tredicesima del lavoratore domestico, l’indennità di vitto e alloggio e tanto altro ancora.

Il testo è scaricabile gratuitamente ancora per poco tempo. Consiglio di effettuare il download quanto prima. Il formato digitale del volume consente una fruizione veloce anche da smartphone e tablet in caso di dubbi improvvisi.

 

Download “CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico“.

 

*La Cas.Sa.Colf fornisce prestazioni socio-sanitarie assistenziali ed assicurative che il sistema pubblico non eroga, sia ai datori di lavoro sia ai dipendenti collaboratori familiari. L’iscrizione è obbligatoria per chi ha scelto di applicare il CCNL e avviene automaticamente con il pagamento del contributo aggiuntivo (Art. 53 del CCNL).

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Contributi lavoratori domestici in scadenza

Contributi lavoratori domestici luglio 2021: modalità di pagamento e tempi

Sono in scadenza i contributi da lavoro domestico del secondo trimestre del 2021 (aprile-maggio-giugno). Il pagamento dei contributi deve essere effettuato entro sabato 10 luglio. Il versamento mancato, tardivo o parziale comporta per legge l’applicazione di sanzioni pecuniarie da parte dell’INPS.

L’Istituto di Previdenza invia a tutte le famiglie datori di lavoro domestico gli Avvisi di pagamento pagoPA per il pagamento dei contributi del trimestre in scadenza. Gli Avvisi di pagamento pagoPA contengono il codice avviso, l’importo da pagare, la data entro cui effettuare il versamento e le istruzioni di pagamento.

Nel caso siano cambiati gli elementi per il calcolo dei contributi (ad esempio, una variazione dell’orario di lavoro), è possibile modificare e/o ristampare l’Avviso di pagamento con gli importi conformi.

Il pagamento dei contributi da lavoro domestico può essere effettuato in più modi, vediamo insieme quali sono.

  • Online, tramite il Portale dei Pagamenti sul sito dell’INPS, con carta di credito, debito o prepagata oppure con addebito in conto;
  • banche, uffici postali e altri istituti di pagamento (PSP – Prestatori di Servizi di Pagamento), aderenti al circuito PagoPA , utilizzando il codice avviso di pagamento oppure il QR Code o il dataMatrix presenti sull’Avviso stesso;
  • tramite CBILL, presso le banche che rendono disponibile il pagamento mediante questo circuito, utilizzando il Codice Interbancario AAQV6.
    L’elenco degli operatori e dei canali abilitati a ricevere pagamenti tramite PagoPa è disponibile nel sito Internet www. pagopa .gov.it.

Qualunque sia la modalità scelta, grazie al codice fiscale del datore di lavoro e il codice del rapporto di lavoro domestico, è possibile conoscere l’importo totale del trimestre in scadenza calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati con apposita comunicazione. Prima di confermare l’importo, è possibile richiedere la modifica di elementi che determinano il calcolo all’operatore del Contact center o effettuare la modifica tramite la procedura in caso di utilizzo di modalità online.

I sistemi di pagamento attivati dall’INPS permettono di verificare in poco tempo l’esecuzione dei versamenti e di accreditare i contributi sulla posizione del lavoratore domestico. Per ogni modalità di versamento è prevista la possibilità di avere la doppia copia della ricevuta in modo da poterne consegnare una all’assistente familiare.

I futuri appuntamenti di versamento saranno:

dal 1° al 10 ottobre, pagamento contributi terzo trimestre (luglio, agosto, settembre;
dal 1° gennaio al 10 gennaio 2022, pagamento contributi del quarto trimestre del 2021 (ottobre, novembre, dicembre).

Ricordo a tutti i datori di lavoro domestico che è possibile effettuare la Simulazione calcolo contributi lavoro domestico su portale INPS.

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Pagamento contributi lavoro domestico per mancato preavviso o ferie non godute

Pagamento dei contributi dei lavoratori domestici relativi a periodi di mancato preavviso e/o ferie non godute.

L’ultimo messaggio dell’INPS* per il settore del lavoro domestico riguarda il pagamento dei contributi dei lavoratori domestici che riguardano periodi di mancato preavviso e/o ferie non godute. Il messaggio arriva a seguito delle tante richieste di chiarimento sollevate dalle famiglie datori di lavoro domestico sul tema.

Nel 2013 è stata rilasciata, all’interno del “Portale dei Pagamenti”, la funzione per il versamento dei contributi per periodi di mancato preavviso e/o ferie non godute per i rapporti di lavoro domestico cessati.

Questa funzionalità riporta l’INPS “tiene conto di una duplice data di cessazione dell’obbligo contributivo, la prima individuabile nella data di cessazione valida ai fini giuridici (quella in cui effettivamente è terminata la prestazione lavorativa), la seconda è la data di fine dell’obbligo contributivo, che coincide con il termine dei giorni di mancato preavviso che hanno dato luogo alla relativa indennità sostitutiva”.

Riguardo all’indennità sostitutiva del preavviso l’Istituto, con la circolare n. 263 del 24 dicembre 1997, ha precisato che le somme erogate a tale titolo devono essere aggiunte, ai fini del calcolo dei contributi, alla retribuzione dell’ultimo periodo di paga, ma attribuite, ai fini dell’accredito dei contributi assicurativi a favore del lavoratore, al periodo cui esse si riferiscono.

Con riferimento alla disciplina delle ferie non godute, si deve tener conto della precisazione presente nel CCNL di categoria dell’8 settembre 2020 (in vigore dal 1° ottobre 2020), secondo cui le ferie non possono essere monetizzate, ad eccezione dei giorni non goduti che residuano alla cessazione del rapporto di lavoro.

La natura di questa monetizzazione è retributiva. Le ferie, che godono di tutela di rilievo costituzionale, sono irrinunciabili e, conseguentemente, le somme erogate a tale titolo costituiscono un’erogazione di natura retributiva, poiché strettamente legate al rapporto di lavoro. Quindi, gli importi dovuti dal datore di lavoro a titolo di ferie maturate e non godute rientrano nella determinazione del reddito da lavoro dipendente dell’ultimo periodo lavorato ai fini contributivi. Di conseguenza, il pagamento della contribuzione previdenziale relativa alle somme imponibili corrispondenti alle settimane/ore di ferie maturate e non godute deve essere effettuato insieme all’ultimo periodo lavorato, fino alla data di effettiva cessazione del rapporto di lavoro.

Esempio pratico

Se l’assistente familiare viene licenziato senza preavviso e senza aver fruito delle ferie maturate è dovuta la contribuzione anche per la retribuzione percepita a tale titolo. La famiglia datore di lavoro deve calcolare le settimane e le ore retribuite, necessarie per la generazione del documento di pagamento.

Esempio di calcolo: Cessazione di un rapporto di lavoro di 24 ore settimanali e con anzianità di servizio di 2 anni – data fine rapporto: 27 giugno 2020 senza preavviso – ferie non fruite.

Il lavoratore ha diritto a 15 giorni di indennità di mancato preavviso e ha maturato 13 giorni di ferie di cui non ha fruito.

Il datore di lavoro, dopo aver comunicato la data di cessazione  (sul “Portale dei Pagamenti”), dovrà indicare i 15 giorni di calendario di preavviso (le 3 settimane comprese dal 28/06/2020 al 12/07/2020), e generare due Avvisi di pagamento “pagoPA”:

  • 2°/2020 – che conterrà anche le ore retribuite come ferie maturate e non fruite: 312 ore lavorate (24hx13sett) + 52 ore retribuite per ferie (24h/6ggx13gg) per un totale di 364 ore;
  • 3°/2020 – per il pagamento delle tre settimane di mancato preavviso: 24h/7ggx15gg = 52 ore (51,43 arrotondato per eccesso) per le prime tre settimane di luglio, dove cadono i 15 giorni, che saranno indicate nella causale di pagamento con la lettera “P”.

 

*Il messaggio 17 giugno 2021, n. 2330 – INPS

 

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Figli non orfani bianchi, la nuova campagna DOMINA

Nuova campagna sociale dall’Associazione DOMINA per gli Orfani bianchi.

L’Associazione DOMINA, firmataria del CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, ha lanciato da alcuni giorni la campagna dal titolo “Figli non orfani bianchi“.

La campagna riguarda un fenomeno molto diffuso nel settore del lavoro domestico. Gli orfani bianchi sono i bambini che restano soli nei paesi di origine dei lavoratori e delle lavoratrici domestiche. Come sappiamo, in Italia, la maggior parte dei lavoratori domestici è di origine straniera e oltre il 40% arriva dall’Europa dell’Est. I paesi come Romania, Moldavia e Ucraina sono i più colpiti dal fenomeno degli orfani bianchi. I tanti bambini che restano soli vengono accuditi da parenti ma in molti casi finiscono in orfanotrofi. La lontananza dalla mamma o da entrambi i genitori porta a depressione e nei casi più gravi anche al suicidio.

Il distacco è difficile da entrambe le parti, anche i genitori impiegati come lavoratori domestici soffrono la lontananza e sono spesso affetti da quella che viene chiamata la Sindrome Italia, la depressione legata alla lontananza dei propri affetti.

Secondo i dati dell’Unicef, i bambini lasciati soli, sarebbero almeno 350 mila in Romania e 100 mila in Moldavia. Per far fronte al fenomeno che affligge i lavoratori e le lavoratrici domestiche, DOMINA ha avviato questa campagna internazionale di sensibilizzazione che prende il nome di “Figli non orfani bianchi”.

La campagna

poster campagna

Il messaggio della campagna, chiaro e diretto, mira a sensibilizzare sul tema in primis i datori di lavoro domestico ma anche associazioni e istituzioni.

L’iniziativa è stata realizzata con il supporto dell’Ufficio Ilo per l’Italia e San Marino e della Caritas Italiana. Nei materiali messi a disposizione, oltre a spiegare il fenomeno, vengono forniti anche consigli utili per le famiglie atti ad arginarlo: mettere a disposizione dei lavoratori domestici l’uso di tablet o pc  per effettuare videochiamate; consentire l’accesso alla rete wi-fi domestica; accordare al lavoratore periodi di ferie più lunghi per un rientro temporaneo in patria; etc.

I materiali della campagna comprendono un poster e un flyer, sono stati pubblicati in italiano e in inglese e possono essere scaricati dal sito dell’Associazione DOMINA e ricondivisi gratuitamente, linkando al sito madre della campagna.

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Il lavoro domestico nel welfare aziendale, il nuovo dossier dell’Osservatorio DOMINA

cover dossier 15 lavoro domestico

Nuovo dossier dedicato al tema del welfare aziendale nel lavoro domestico

Oggi è stato pubblicato il Dossier DOMINA n.15 dal titolo “Il lavoro domestico nel welfare aziendale. Accesso e benefici per i datori di lavoro domestico”. Il nuovo dossier è realizzato dall’Osservatorio Nazionale DOMINA con la collaborazione scientifica della Fondazione Leone Moressa. Il volume è disponibile online sul sito dell’Osservatorio e sul sito dell’Associazione DOMINA.

Il  nuovo testo analizza il Welfare Aziendale, pratica ormai sempre più presente nelle buste paga dei lavoratori italiani. Tra i servizi offerti dalle aziende, negli ultimi anni, troviamo anche la gestione della non autosufficienza e dell’infanzia: un maggior utilizzo di questi servizi aiuterebbe il lavoro di cura delle famiglie, settore destinato a crescere ancora a causa dell’invecchiamento della popolazione.

 

I dati

Secondo le rilevazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, gli accordi che prevedono forme di Welfare Aziendale sono passati dal 28,7% a giugno 2017, al 57,2% a febbraio 2021. Questo significa che, nonostante la crisi dovuta alla pandemia abbia portato alla riduzione dei contratti di lavoro attivi, i contratti che prevedono il Welfare Aziendale hanno continuato a crescere, grazie anche agli incentivi previsti per il 2020.

Caratteristica che contraddistingue il fenomeno, è il rimanere in capo soprattutto alle grandi aziende. Secondo l’indagine Welfare Index PMI 2019, “Restano avvantaggiate le imprese più grandi, con una quota di imprese molto attive del 71%, ben superiore a tutti gli altri segmenti”.

Dall’analisi del dossier è evidente il potenziale di crescita del welfare aziendale legato al lavoro di cura e assistenza. Nel testo, oltre ad essere esaminato il quadro normativo italiano, viene approfondita anche la situazione a livello europeo.

L’attività di ricerca è una delle mission dell’Associazione DOMINA:  lo  studio del settore, grazie all’Osservatorio Nazionale, consente, infatti, di monitorare l’evoluzione del lavoro domestico al fine di  contribuire all’analisi delle trasformazioni sociali, economiche e normative, nonché alla definizione di nuove politiche fiscali e di welfare a sostegno del settore stesso.

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Premio per tesi di laurea 2020-2021

laureata

Premiate tesi di laurea legate al settore del lavoro domestico.

DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, ha attivato per il secondo anno consecutivo, un premio per tesi di laurea riservato a tesi dedicate allo sviluppo e alla riforma del lavoro domestico e dell’assistenza alla persona.

Il lavoro domestico è il pilastro su cui si regge l’assistenza privata in Italia. In questo settore lavorano più di 800mila lavoratori. Potranno partecipare al premio DOMINA tutti i candidati che hanno discusso la tesi tra il primo agosto 2020 e il 31 luglio 2021.

Il premio tesi di laurea dell’anno 2021 è aperto ai laureati in:

  • Giurisprudenza,
  • Scienze Politiche,
  • Sociologia,
  • Economia e commercio,
  • Scienze dell’educazione e della formazione e affini.

tesi laurea dominaAl Premio DOMINA possono partecipare tesi discusse presso Università, percorsi di laurea magistrale, dottorati di ricerca o master di primo o secondo livello. L’Associazione datoriale assegna in totale 5 premi. Il premio consiste nella somma di 1000 euro lorde. Inoltre, in caso di elaborati particolarmente meritevoli, sarà prevista la pubblicazione di un estratto della tesi all’interno del Rapporto annuale sul lavoro domestico 2021. Il volume, pubblicato dall’Associazione DOMINA, è realizzato dall’Osservatorio Nazionale sul lavoro domestico con la collaborazione scientifica della Fondazione Leone Moressa.

Per partecipare al premio si consiglia di scaricare e leggere il bando, compilare la domanda di partecipazione e inviare la documentazione richiesta all’Associazione DOMINA.

La scadenza per l’inoltro delle candidature è prevista per il 31 luglio 2021.

Il premio DOMINA ha cadenza annuale, consiglio a coloro che discuteranno una tesi su questo tema dopo il mese di luglio, di salvare le informazioni di contatto dell’Associazione e monitorarne il sito per il bando del prossimo anno.

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Sostegno al reddito per colf e badanti dalla Regione Lazio

regione lazio

Seconda edizione del sostegno al reddito per colf e badanti nel Lazio

La Regione Lazio ha approvato l’avviso pubblico multimisura “Un ponte verso il ritorno alla vita professionale e formativa: misure emergenziali di sostegno economico per i soggetti più fragili ed esposti agli effetti della pandemia”. Il nuovo avviso, approvato con determinazione del 24 marzo 2021, n. G03194, e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 30 del 25 marzo, contiene 4 misure di sostegno al reddito e  misura 1 misura di contributo alla liquidità.

La misura 1 dell’avviso della regione riguarda il settore del lavoro domestico: si tratta, infatti, di una misura di sostegno al reddito per colf e badanti.

A quanto ammonta il sostegno al reddito colf badanti e chi può richiederlo?

Vediamo insieme i requisiti.

L’importo del sostegno al reddito è di € 600,00 una tantum ed è destinato a colf e badanti in possesso di iscrizione del rapporto di lavoro attivo nella Gestione dei Lavoratori domestici dell’INPS a partire dal 23 febbraio 2020, per un impegno complessivo superiore a 10 ore settimanali.

Il prolungarsi della crisi economica e sociale dovuta alla pandemia, nel corso del 2020 e in questi giorni, ha determinato forti criticità nel settore dei servizi di assistenza familiare e domiciliare. La regione Lazio ha pertanto deciso di ricorrere alle economie di liquidità parte della dotazione dei fondi strutturali e di investimento europei dei Programmi operativi FSE e FESR del Lazio, stanziando per la Misura 1 ben 3 milioni di Euro.

Consultare l’elenco dei requisiti sull’allegato 1 dell’avviso della Regione Lazio dedicato alla misura di sostegno al reddito per colf e badanti.

Invio domande per sostegno al reddito colf badanti

Per presentare la propria candidatura, il lavoratore dovrà presentare una domanda di partecipazione attraverso l’applicativo accessibile dal sito:
https://www.regione.lazio.it/avvisomultimisurasecondaedizione/

L’utente dovrà registrarsi sul sito e ottenere le credenziali di accesso per compilare e firmare la domanda generata dall’applicativo. La piattaforma sarà accessibile dalle ore 9:00 del 6 aprile 2021 alle ore 17 del 5 maggio 2021. I dati inseriti per la compilazione della domanda potranno essere liberamente modificati e rivisti sino al momento dell’invio telematico.

Vi ricordo che tra le misure attivate, per singola persona fisica, è prevista la concessione di un solo contributo riferito ad una sola Misura tra quelle oggetto dell’Avviso.

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Certificazione Unica 2021 del lavoro domestico in scadenza

Entro il 31 marzo è necessario consegnare la certificazione unica per il settore del lavoro domestico.

Tutte le famiglie datori di lavoro domestico che hanno assunto alle proprie dipendenze colf, badanti o baby-sitter dovranno consegnare, entro la fine del mese, il C.U. (ex CUD). Il documento deve riassumere tutti i redditi dell’anno di imposta, dal 1° Gennaio 2020 al 31 Dicembre 2020. La Certificazione Unica, attestando i redditi ricevuti, è utile ai lavoratori domestici per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

L’assistente familiare, a seguito della stipulazione del contratto di lavoro, per legge deve a dichiarare i redditi conseguiti e a pagare l’Irpef oltre alle addizionali comunali e regionali. Poiché il datore di lavoro non è sostituto d’imposta, solitamente il lavoratore presenta il modello UNICO, entro le date di scadenza fissate dall’Agenzia delle Entrate.

Considerata la situazione di emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, consiglio di verificare nei prossimi mesi eventuali cambiamenti relativi alle date di scadenza indicate dall’Agenzia delle Entrate.

Infine vorrei ricordare a tutti i lettori del blog che la Certificazione Unica potrà essere utilizzata da colf e badanti anche per:

  • predisposizione Isee,
  • richiesta di prestazioni agevolate,
  • accesso ai servizi di pubblica utilità,
  • pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno.

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Accordo sui minimi retributivi 2021 di colf e badanti

Oggi, 12 febbraio 2021, la Commissione Nazionale presso il Ministero del Lavoro ha sottoscritto l’accordo sui nuovi minimi retributivi relativi al lavoro domestico.

La variazione deriva dai cambiamenti del costo della vita che vengono valutati ogni anno dall’Istat. Gli incrementi in busta paga dipendono dagli aggiornamenti Istat relativi alla variazione annuale dell’indice dei prezzi al consumo. Il compito dell’Istituto nazionale di statistica è infatti quello di monitorare l’andamento socio-economico del Paese. Queste rilevazioni hanno dunque particolare rilevanza anche in rapporto all’adeguamento dei valori delle buste paga di colf e badanti.

Nel verbale di accordo dell’incontro, tenutosi telefonicamente, a causa delle attuali condizioni di emergenza sanitaria, si legge quanto segue:

In esito alla odierna riunione viene acquisita la tabella relativa ai mimini retributivi per il lavoro domestico, valevoli a far data dal 01/01/2021 ad eccezione della “tabella L” valevole a decorrere dal 1/10/2021, già condivisa dalle Parti come da comunicazione del 29/01/2021.

Gli importi fanno riferimento alle categorie incluse nel nuovo Ccnl sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, siglato a settembre e in vigore dal 1° ottobre 2020. Il Ministero ha adottando le tabelle previste nel Ccnl sottoscritto a settembre 2020, secondo l’art. 45 del contratto a far data dal 01/01/2021.

 

Nuovi minimi retributivi 2021

Ecco alcuni esempi di nuove retribuzioni minime dei lavoratori domestici per livello:

  • livello unico – presenza notturna 677,78
  • livello A – tabella A: 645,50 e tabella C: 4,69
  • livello AS – tabella A: 762,88 e tabella C: 5,53
  • livello B – tabella A: 821,56 – tabella B: 586,83 – tabella C: 5,86 – tabella L: 8,00
  • livello BS – tabella A: 880,24 – tabella B: 616,18 – tabella C: 6,22 – tabella L:10,00

Per confrontare tutti i livelli consiglio la lettura della tabella minimi retributivi 2021 completa con tutte le categorie di lavoratori domestici.

tabella minimi retributivi 2021

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Contributi Inps 2021 per il lavoro domestico

aliquote inps

Inps ha comunicato i nuovi importi dei contributi 2021 per i datori di lavoro che assumono e impiegano a tempo determinato o indeterminato i lavoratori domestici.

Con la circolare numero 9 del 25 gennaio, l’Istituto fornisce gli importi delle cifre dovute e i coefficienti di ripartizione da utilizzare per l’anno in corso. Inoltre, nel testo, si chiarisce che per il 2021 non c’è alcun cambiamento per quanto riguarda i valori delle fasce di retribuzione per calcolare i contributi.

Rispetto al 2020 dunque non ci sono novità per le famiglie datori di lavoro domestico che hanno assunto colf, badanti o baby-sitter.

Come mai le aliquote Inps per il settore del lavoro domestico non sono cambiate? Il motivo è legato alla variazione percentuale nell’indice dei prezzi al consumo che l’Istat ha rilevato con valore pari a -0,3%. Questo valore porta a confermare le stesse cifre indicate l’anno scorso per il calcolo dei contributi dei lavoratori domestici con la circolare numero 17 del 6 febbraio 2020.

Nel testo dell’Inps, inoltre, si ricorda che rimangono in vigore: “gli esoneri previsti dall’articolo 120 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con decorrenza 1° febbraio 2001, nonché gli esoneri istituiti ai sensi dell’articolo 1, commi 361 e 362, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, con decorrenza 1° gennaio 2006, come indicato nella circolare n. 19/2006. Si conferma, pertanto, la minore aliquota contributiva dovuta per l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) dai datori di lavoro soggetti al contributo CUAF che, ovviamente, incide sull’aliquota complessiva”.

Consiglio la lettura delle tabelle con i contributi Inps 2021 per verificare gli importi e la differenza prevista per i contratti a tempo determinato e indeterminato.

 

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    Hai domande sul lavoro domestico?

    Chiama al numero 06.68210696 / 3285695515

    oppure lascia il tuo numero e verrai ricontattato

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