Anteprima dati Covid-19 del settore del lavoro domestico

Pubblicato il dossier con i dati del lavoro domestico legati al COVID-19

L’Osservatorio Nazionale DOMINA sul lavoro domestico, di cui sono Direttore, ha rilasciato in anticipo i dati relativi al Covid-19 nel settore del lavoro domestico. Il dossier n.12, dal titolo “Il lavoro domestico e l’emergenza Covid-19” offre una panoramica occupazionale, economica e sociale della pandemia nel settore del lavoro di cura.

Questo dossier, estratto dal secondo Rapporto annuale sul lavoro domestico 2020 in uscita a gennaio, fotografa, grazie all’aiuto di dati e statistiche, gli effetti della prima ondata del virus. Nel testo vengono affrontate sia le difficoltà vissute da famiglie e lavoratori domestici, sia le misure messe in campo per tutelarli.

Durante la pandemia le associazioni datoriali e le associazioni dei lavoratori hanno fatto fronte comune per chiedere a gran voce al Governo aiuti a sostegno del settore. A testimonianza delle richieste avanzate ci sono gli avvisi comuni diretti al Governo che riportano i nodi centrali dell’emergenza. Non solo, all’interno del testo vengono citate alcune delle campagne di informazione e sensibilizzazione attivate durante il periodo del lockdown.

Dal testo purtroppo emerge chiaramente che al lavoro domestico non è stata riconosciuta la stessa dignità riconosciuta ad altri comparti. Nonostante il settore rappresenti più dell’1% del PIL nazionale e sia fondamentale nell’ambito dell’assistenza delle categorie più fragili del nostro paese.

Lo spettro dei dati, tra i vari obiettivi, vuole fornire una base solida per avviare tavoli di lavoro con le Istituzioni per evitare il collasso del settore del lavoro domestico e per rilanciarlo nel post-Covid, che ci auguriamo avvenga al più presto.

Il dossier e la relativa infografica possono essere scaricati gratuitamente sul sito dell’Associazione DOMINA e sul sito dell’Osservatorio Nazionale.

 

Il Rapporto annuale sul lavoro domestico 2020, da cui è estratto il dossier n.12, sarà pubblicato il 13 gennaio 2020. Il testo è realizzato con la collaborazione scientifica della Fondazione Leone Moressa.

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Il CCNL 2020 del lavoro domestico tra vecchie e nuove mansioni

Il CCNL 2020 del lavoro domestico tra vecchie e nuove mansioni

L’8 settembre 2020 è stato firmato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale sulla Disciplina del Rapporto di Lavoro Domestico. Le Firmatarie del CCNL hanno raggiunto un accordo a seguito di un lungo percorso di contrattazione.

Sono tanti i punti in cui il testo è stato aggiornato. Oggi vorrei focalizzare l’attenzione sulle mansioni del CCNL del lavoro domestico.

Nel nuovo CCNL scompare la collaboratrice familiare inquadrata nel livello A, lettera a), con meno di 12 mesi di esperienza professionale non addetta all’assistenza di persone. Questa mansione aveva l’obiettivo di inserire al lavoro la lavoratrice domestica in una prima fase di formazione.

Esce di scena anche e la babysitter inquadrata nel livello A Super, lettera a), che aveva solo mansioni occasionali o saltuarie di vigilanza di bambini in occasione di assenze dei familiari, con esclusione di qualsiasi prestazione di cura. Le baby-sitter saranno quindi inquadrate in unico livello, il B Super. Questa figura, fino al compimento del sesto anno di età del bambino assistito, avrà diritto a percepire, oltre al minimo retributivo, anche un’indennità mensile.

Vediamo adesso le new entry. Nel livello D Super, entra a far parte della scuderia del lavoro domestico l’Assistente familiare educatore formato. Un lavoratore che, nell’ambito di progetti educativi e riabilitativi elaborati da professionisti individuati dal datore di lavoro, attua specifici interventi volti a favorire l’inserimento o il reinserimento nei rapporti sociali, in autonomia, di persone in condizioni di difficoltà perché affette da disabilità psichica oppure da disturbi dell’apprendimento o relazionali.

È fondamentale fare una precisazione. Il verbale integrativo del CCNL, sottoscritto in data 28 settembre, indica che per questo profilo  non si intende la figura professionale dell’educatore disciplinata dalla c.d. “Legge Iori” (art. 1, commi 594 e seguenti, L. n. 205 del 2017).

Il CCNL, inoltre, chiarisce un aspetto contrattuale, che è stato oggetto di copiosi contenziosi tra le parti. Ai fini dell’inquadramento nel livello D Super – Assistente a persone non autosufficienti formato -, è onere del lavoratore domestico comunicare per iscritto al datore di lavoro il conseguimento, anche in corso di rapporto di lavoro, di un diploma e consegnarne una copia.

Per una panoramica sulle novità del CCNL consiglio la lettura dell’articolo “I Punti chiave del nuovo Contratto” dell’Osservatorio Nazionale DOMINA sul lavoro domestico.

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Non ho pagato in tempo i contributi della badante, cosa faccio?

versamento contributi inps

Avete scordato di pagare i contributi INPS da lavoro domestico di ottobre?

In questo periodo frenetico, segnato dalla pandemia, siamo tutti in qualche modo distratti dall’evolversi degli eventi che stanno caratterizzando questo inaspettato periodo storico. Gestire gli impegni familiari e il lavoro è diventato più complesso a causa del virus e delle misure di distanziamento sociale. Tuttavia non possiamo dimenticare di pagare i contributi dei nostri lavoratori domestici che in questo momento più che mai si rivelano preziosi per l’assistenza di anziani, malati e bambini. Inoltre, in caso di mancato versamento dei contributi INPS, il datore rischia di ricevere una vertenza dal lavorare domestico.
Per il versamento dei contributi l’INPS non ammette ritardi (o quasi)*.
I contributi Inps per gli assistenti familiari, devono essere pagati ogni tre mesi.
I prossimi appuntamenti per i datori di lavoro domestico con l’INPS sono i seguenti  (i primi due sono già passati, ne restano altri due ancora da adempiere):
  • dal 1° al 10 gennaio (versamento per il 4° trimestre 2020)
  • dal 1° al 10 aprile (versamento per il 1° trimestre 2021)
  • dal 1° al 10 luglio (versamento per il 2° trimestre 2021)
  • dal 1° al 10 ottobre (versamento per il 3° trimestre 2021)

I datori di lavoro che non versano i contributi INPS nelle date stabilite vengono sanzionati.

Per legge, il *versamento tardivo dei contributi comporta  l’applicazione di sanzioni pecuniarie da parte dell’Inps, al tasso vigente alla data di pagamento o di calcolo (attualmente pari al 6,50% in base annua) e per un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare. Questo tasso di interesse si applica a condizione che il datore di lavoro effettui spontaneamente il versamento entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi, prima di contestazioni o richieste da parte di Inps, Inail e Ispettorato del lavoro.
Se il termine di 12 mesi non viene rispettato si ricade nell’evasione contributiva, sanzionata con un’aliquota del 30% in base annua sull’importo evaso nel trimestre.

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Lavoro domestico: firmato il nuovo testo del CCNL

Firmato il nuovo CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico.

Firmato a Roma il nuovo Contratto Collettivo Nazionale del lavoro domestico.  Dopo una lunga trattativa tra sindacati dei lavoratori e associazioni datoriali nasce un nuovo testo. Il CCNL 2020 è stato rivisto alla luce delle esigenze degli attori del contratto e del contesto socio-economico attuale.

Il nuovo testo, come riportato dall’Osservatorio DOMINA, coinvolge, contando anche gli irregolari, ben 4 milioni di persone tra datori di lavoro e lavoratori. Scaduto nel 2016 il CCNL entrerà in vigore dal prossimo 1° ottobre 2020. Sono state introdotte importanti novità normative, intervenendo anche su aspetti qualificanti. In particolare, il lavoro delle Parti Sociali, si è concentrato sull’organizzazione del lavoro domestico, l’accrescimento della professionalità dei lavoratori e sul trattamento retributivo.

Tra le principali novità troviamo  un aumento economico mensile di 12 euro per il livello medio B Super dal 1° gennaio 2021. Dal 1° ottobre 2020 viene introdotto un sistema di indennità (da 100 euro a quasi 116 euro) erogate in aggiunta alla retribuzione minima contrattuale per chi assiste bambini fino al 6° anno di età o più di una persona non autosufficiente.  Ai lavoratori in possesso della certificazione di qualità sarà poi riconosciuta un’ulteriore indennità fino a 10 euro al mese.

Il nuovo contratto rivisita gli articolati riferiti al contratto individuale di lavoro (da formalizzare con specifica lettera di assunzione), assunzioni a tempo determinato in ottemperanza alla normativa intervenuta, come anche rispetto al periodo di prova e ai permessi riconducibili al rinnovo del permesso di soggiorno e al ricongiungimento familiare. Inoltre, gli assistenti familiari vengono distribuiti in 4 livelli. Ad ogni livello corrispondono 2 parametri retributivi, in base alle conoscenze  e competenze possedute in riferimento alla mansione richiesta.

I lavoratori domestici con contratto a tempo pieno e indeterminato con anzianità di almeno 6 mesi presso lo stesso datore potranno beneficiare di 40 ore annue di permesso retribuito. Queste ore serviranno per frequentare corsi di formazione professionali specifici. Il monte ore sarà incrementato a 64 ore annue di permessi retribuiti se il lavoratore decide di frequentare percorsi formativi riconosciuti e finanziati dall’Ente bilaterale di settore, Ebincolf. Spazio anche al riconoscimento del congedo per donne vittime di violenza e alle linee guida per ridurre i rischi nell’ambiente di lavoro, inclusi gli strumenti telematici e robotici.

Il rinnovo contrattuale valorizza il percorso di certificazione delle competenze avviato dall’Ente Bilaterale Ebincolf. Per incrementare prestazioni e servizi pe lavoratori e famiglie, è stata destinata una ulteriore quota alla contribuzione per l’assistenza contrattuale.

Scarica il testo del nuovo CCNL del lavoro domestico.

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Info e servizi ad hoc per i datori di lavoro domestico

L’Associazione DOMINA fornisce servizi online per i datori di lavoro domestico.

Il lavoro domestico, come ogni altro lavoro è retribuito ma ci sono alcuni servizi che sono offerti gratuitamente online.
Con lavoro domestico si fa riferimento al settore che comprende tutti quei lavoratori che assunti dalle famiglie per la cura della casa o di una persona. Le figure professionali previste dal contratto sono molte: colf, badanti, baby-sitter, giardinieri, maggiordomi, etc.
I lavoro domestico ha un costo ben preciso per le famiglie (
minimi retributivi) ma ci sono alcuni servizi gratuiti online che consentono di alleggerire il carico burocratico della famiglia datore di lavoro domestico.
Sul sito di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro domestico, ci sono molti strumenti utili per i fituri datori di lavoro domestico.

Qual è il costo di colf e badanti?
I lavoratori domestici devono essere retribuiti tenendo conto dei minimi retributivi, dell’orario di lavoro e del livello di inquadramento. L’Associazione DOMINA da la possibilità di richiedere una simulazione dei costi del lavoratore che andrete ad assumere compresi tfr, contributi e tredicesima.

Dove trovo una badante?
Sempre nel sito dell’Associazione DOMINA è possibile riempire un form specificando le caratteristiche del lavoratore (colf, badante, baby-sitter) che state cercando, comprese conoscenze linguistiche e capacità di guida, per attivare la ricerca di colf e badanti.

Come si scrive la lettera di assunzione?
I fac-simili utili alla gestione del rapporto di lavoro domestico sono messi a disposizione gratuitamente dall’Associazione DOMINA in formato PDF e forniscono alla famiglia una traccia utile per scrivere il contratto, per il modulo della richiesta ferie, per il preavviso da dare alla badante, etc.

L’Associazione, oltre a questi servizi diretti forniti dal sito, tramite un tesseramento gratuito, da la possibilità a tutte le famiglie di avere consulenze gratuite sul lavoro domestico. I soci possono chiamare o inviare e-mail a DOMINA chiedendo informazioni e consigli.

Gestire un assistente familiare o un collaboratore domestico non è facile ma con questi servizi online le famiglie possono contare sulla guida di un’Associazione firmataria del CCNL.

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Sanatoria lavoro domestico, l’analisi dell’Osservatorio DOMINA

statistiche sanatoria

La sanatoria 2020 vede protagonista il lavoro domestico.

Il rapporto finale del Viminale sull’emersione dei rapporti di lavoro evidenzia che la sanatoria ha riguardato principalmente colf e badanti, lasciando in secondo piano le altre categorie interessate dal provvedimento. I numeri parlano chiaro: colf e badanti rappresentano l’85% delle domande di regolarizzazione  lavorate.

In base ai dati del Ministero, al termine del periodo previsto per la regolarizzazione (dal 1 giugno al 15 agosto), le domande inviate sono state 207 mila per il comma 1, di cui l’85% nel settore domestico e il 15% in quello agricolo, e 13 mila per il comma 2. La gestione amministrativa della regolarizzazione ha portato allo Stato un gettito di oltre 30 milioni di euro. Ammontare raggiunto  dalla somma dei contributi forfettari per la regolarizzazione (105,5 milioni di euro ) e dei costi amministrativi (75,2 milioni di euro).

Grazie alla regolarizzazione di 177 mila lavoratori domestici, la sanatoria ha consentito un’entrata extra di 0,3 miliardi tra IRPEF e contributi, che si vanno ad aggiungere agli importi fiscali dei lavoratori domestici regolari (1,5 miliardi). Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico, nel settore rimangono ancora oltre 1 milione di lavoratori domestici in nero. Nella quota sono compresi anche i lavoratori italiani. Se questi lavoratori avessero un regolare contratto di lavoro, lo Stato riceverebbe ulteriori 1,8 miliardi, portando le entrate fiscali da lavoro domestico a 3,6 miliardi.

Rispetto alla platea potenziale dunque la sanatoria ha consentito di far emergere solo parte del lavoro domestico sommerso. Per proseguire nel percorso di regolarizzazione, come ha sottolineato Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, è necessario sviluppare misure a sostegno delle famiglie di lungo periodo. Mai come in questo periodo di incertezza economica è necessario affiancare e sostenere in modo concreto il pilastro che regge il settore dell’assistenza privata: la famiglia.

sanatoria articolo sole24

Per un approfondimento sui dati consiglio la lettura dell’articolo del Sole 24 Ore “Dalla sanatoria colf 300 milioni ma restano in nero 1,8 miliardi”, pubblicato oggi con i grafici sulle entrate immediate e il gettito potenziale, e la lettura dell’articolo “La regolarizzazione vale 300 milioni per lo Stato” pubblicato sul sito dell’Osservatorio DOMINA, che nei prossimi giorni sarà implementato con grafici e tabelle.

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Cosa fare se colf e badanti hanno finito le ferie durante il lockdown?

ferie colf badanti

Ferie colf e badanti post-lockdown.

Colf e badanti hanno finito i giorni di ferie durante la quarantena, cosa faccio?  Questo quesito mi è stato posto molte volte dai datori di lavoro nelle ultime settimane. Siamo nel pieno della stagione estiva e a causa del’epidemia da Covid-19 sono molti i lavoratori domestici che hanno esaurito i giorni di ferie. Per evitare il propagarsi del contagio, molte famiglie, in accordo con i lavoratori, hanno interrotto le attività lavorative durante i mesi passati. In alcuni casi sono stati adottati permessi non retribuiti, in altri casi sono state usate le ferie. In altri casi ancora è stata mantenuta la normale retribuzione lasciando il lavoratore a casa.

I giorni di ferie annuali di colf e badanti, indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro, per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, sono pari a 26 giorni lavorativi. Il diritto al godimento delle ferie è irrinunciabile (a norma dell’art. 10 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66). Per coloro che durante la quarantena hanno fatto ricorso a tutti i giorni di ferie disponibili, adesso, come dicevo, si c’è il problema delle vacanze estive.

Il datore di lavoro domestico può adottare due soluzioni:

  • permessi non retribuiti,
  • aspettativa non retribuita.

Nel primo caso facciamo riferimento all’articolo 20 del CCNL del lavoro domestico secondo cui è possibile usufruire di permessi retribuiti previo accordo tra le parti. Datore e lavoratore domestico quindi concorderanno insieme le giornate di permesso non retribuite. Questi permessi dovranno essere poi indicati nella busta paga mensile.

Nel secondo caso, aspettativa non retribuita, facciamo invece riferimento all’articolo 19 del Contratto Collettivo di categoria. Il lavoratore potrà richiedere  al datore un periodo di aspettativa non retribuita senza maturazione di alcun elemento retributivo. L’aspettativa, secondo il CCNL può essere presa per un massimo di 12 mesi. Anche questa seconda opzione dovrà essere segnalata nella busta paga a fine mese.

Annotate sempre eventuali modifiche di orario, straordinari e permessi nella busta paga mensile e conservatene una copia firmata dal lavoratore domestico. In caso di vertenza di lavoro, infatti, la busta paga è lo strumento fondamentale per ricostruire lo storico del rapporto di lavoro con la colf o la badante.

 

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Sanatoria, crisi emersione lavoro domestico

Calo emersione lavoro domestico

La crisi delle famiglie rallenta l’emersione del lavoro domestico nella sanatoria.

La sanatoria è stata voluta dal Governo italiano come misura di contrasto al lavoro sommerso per cittadini italiani e stranieri. La regolarizzazione, attiva dal primo luglio 2020, è disciplinata nel decreto rilancio e nel decreto interministeriale del 29 maggio. La sanatoria riguarda tre settori lavorativi:

  • agricoltura;
  • assistenza alla persona;
  • lavoro domestico.

Fin dall’apertura della procedura il lavoro domestico è sempre stato in testa per il numero di domande inviate. Tuttavia i numeri, rispetto al panorama potenziale sono deludenti. Le richieste sono basse rispetto all’informalità stimata nel settore (58,3%). Nonostante un panorama potenziale di 250mila lavoratori, infatti, la sanatoria ne ha coinvolti solo 97.968, meno della metà, a denunciarlo è stato Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico. Ulteriore fattore di preoccupazione è anche il rallentamento delle domande di regolarizzazione.

I dati analizzati dall’Osservatorio DOMINA, indicano una diminuzione delle richieste: nelle prime due settimane di luglio ne sono arrivate 36.557, il volume è calato di circa 3.000 rispetto alle ultime due settimane di giugno, quando era stato registrato un incremento di 39.716 richieste. Tenendo conto anche delle domande in lavorazione,  il calo totale è di ben 5.000 richieste. La crisi di liquidità delle famiglie e l’incognita dei costi della regolarizzazione INPS si stanno facendo sentire, con il calo del PIL stimato dall’Istat all’8% per il 2020 si prospetta un’ulteriore riduzione dei contratti regolari che già nel 2019 sono scesi dell’1,8% rispetto al 2018.

La mancata regolarizzazione di colf e badanti trova riscontro nei dati INPS  che fotografano solo parzialmente la situazione del settore nel nostro Paese. La diminuzione dei lavoratori domestici (-15.733 unità)  non corrisponde a quanto monitorato nel mercato del lavoro e dagli addetti del settore. La richiesta di lavoratori (colf, badanti, baby-sitter,etc.) e informazioni per le assunzioni è molto alta su tutto il territorio italiano.

Servono misure urgenti per spingere le famiglie a dichiarare i rapporto di lavoro domestico. Il primo passo per arginare il fenomeno del lavoro sommerso,  è adottare politiche che alleggeriscano il carico fiscale, riducendo il gap tra il costo di un lavoratore regolare e quello di uno irregolare.

Per approfondimenti consiglio la lettura del commento ai dati della sanatoria dell’Osservatorio DOMINA.

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Vitto e alloggio per la badante, quando pagare?

indennità badante

Calcolare vitto e alloggio per la badante convivente.

L’indennità di vitto e alloggio per la badante è uno dei temi che sollevano sempre molti dubbi nei datori di lavoro domestico. La domanda che ricevo più spesso è quando si versa l’indennità di vitto e alloggio?

La famiglia datore di lavoro domestico che assume una badante convivente deve versare l’indennità di vitto e alloggio solo quando il lavoratore domestico non può usufruirne gratuitamente, quindi in caso di:

  • ferie,
  • permessi retribuiti,
  • malattia.

Qual’è l’importo per l’indennità di vitto e alloggio?

Il versamento dell’indennità al lavoratore domestico è una cifra convenzionale che viene inserita in busta paga, in sostituzione dei pasti che solitamente spettano al dipendente. Per il 2020 l’importo giornaliero per l’indennità di vitto e alloggio è stimato in 5,61 €. I valori convenzionali del vitto e dell’alloggio sono fissati nella tabella F e sono rivalutati annualmente ai sensi dell’ articolo 37.

Cosa dice il CCNL di categoria?

Secondo l’Art. 35 Vitto e alloggio del CCNL sulla disciplina del lavoro domestico, “il vitto dovuto al lavoratore deve assicurargli un’alimentazione sana e sufficiente; l’ambiente di lavoro non deve essere nocivo all’integrità fisica e morale dello stesso”. Inoltre, “il datore di lavoro deve fornire al lavoratore convivente un alloggio idoneo a salvaguardarne la dignità e la riservatezza.

Vi ricordo che la famiglia o l’anziano che assumono una badante, una baby sitter o una colf in regime di convivenza, sono tenuti a pagare l’indennità di vitto e alloggio quando il lavoratore non ne usufruisce in modo classico, ad esempio consumando il pasto in casa.

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Circolare INPS 73: il bonus baby-sitter comprende i nonni

bonus baby sitter

Il Bonus baby-sitter include i nonni.

La settimana scorsa l’INPS ha diramato la Circolare n. 73, relativa alla disciplina del bonus per i servizi di baby sitting e per l’iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia di cui all’art. 2 del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 65, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.
Il testo della Circolare 73 da alcuni chiarimenti interessanti. Nella Circolare INPS si precisa che il bonus non è previsto nel caso in cui siano i familiari a prendersi cura dei minori. Tuttavia, questo requisito vale solo nel caso in cui il familiare sia convivente con il richiedente. Quindi, il bonus può essere richiesto anche per nonni, zii, o amici, a patto non vivano e non siano residenti con il nucleo familiare che presenta la domanda.

Questa possibilità consente di superare l’ipotesi di prestazioni di lavoro svolte a titolo gratuito dai componenti della famiglia stessa. Il genitore che non può o non vuole assumere una baby sitter estranea per accudire i propri figli, può usufruire del bonus statale attraverso la figura dei nonni.

Vi ricordo che il bonus baby-sitter, vale anche per i servizi integrativi dell’infanzia come i centri estivi. L’importo massimo è di 1.200 Euro per i dipendenti del settore privato, gli iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps, gli autonomi iscritti e anche non iscritti all’Inps.
Il bonus baby-sitter potrà essere usato per le prestazioni effettuate nel periodo che va dal 5 marzo al 31 luglio 2020. Nel caso, invece, dei lavoratori dipendenti del settore medico (medici, infermieri, operatori sociosanitari, etc.), il bonus è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 2000 Euro.

Il chiarimento sul bonus baby-sitter è contenuto nell’articolo 4 della Circolare INPS n.73: Erogazione del bonus baby-sitting mediante il Libretto Famiglia. Consiglio la lettura della Circolare sul sito INPS per ulteriori approfondimenti sul tema.

 

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    Hai domande sul lavoro domestico?

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