LAVORO DOMESTICO NELLE FESTIVITÀ: COME SI VIENE RETRIBUITI?

Lavoro domestico nelle festività

È in arrivo il periodo natalizio e anche per i lavoratori domestici sono cinque le giornate in cui, secondo la legge (art. 16 Ccnl), potrebbe essere richiesto dalle famiglie datori di lavoro una giornata di lavoro straordinario: l’Immacolata, il giorno di Natale, Santo Stefano, il primo dell’anno e il giorno della Befana.

Vediamo insieme in che modo.

 

Cosa dice il CCNL sul lavoro domestico nelle festività e quanto si viene pagati?

 Secondo il CCNL per l’anno 2022, in base al tipo di inquadramento, è previsto che chi lavora nel giorno di Natale ha diritto ad una maggiorazione della retribuzione perché lavoro festivo, oppure ad un giorno di riposo compensativo.

Molto spesso però, il lavoratore si chiede se il gioco vale la candela, e se quindi valga la pena lavorare il giorno di Natale dal punto di vista economico e quindi retributivo. Il CCNL, infatti, prevede già delle maggiorazioni contributive quando si tratta di straordinari, ovvero ore di lavoro in più rispetto a quanto stabilito da contratto. Ma per le festività cosa cambia?

Sono considerate festive le giornate riconosciute tali dalla legislazione vigente, ed esse attualmente sono:

  • 1° gennaio;
  • 6 gennaio;
  • lunedì di Pasqua;
  • 25 aprile;
  • 1° Maggio;
  • 2 giugno;
  • 15 agosto;
  • 1° novembre;
  • 8 dicembre;
  • 25 dicembre;
  • 26 dicembre;
  • Santo Patrono del Comune di residenza.

In tali giornate sarà osservato il completo riposo, fermo restando l’obbligo di corrispondere la normale retribuzione.

 

Le festività per un lavoratore domestico convivente

In caso di un rapporto di lavoro domestico con convivenza, gli importi relativi alle festività sono già inclusi nei minimi retributivi mensili, pertanto, non deve essere aggiunto nulla a livello retributivo se in caso di festività infrasettimanale coincidente con la domenica. Il lavoratore domestico avrà diritto al recupero del riposo in altra giornata o, in alternativa, al pagamento di 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.

 

Le festività per un lavoratore domestico a ore, non convivente

Per il rapporto di lavoro ad ore, le festività appena descritte verranno retribuite sulla base della normale paga oraria, pari ad 1/6 dell’orario settimanale. Le festività da retribuire sono tutte quelle cadenti nel periodo interessato, indipendentemente dal fatto che in tali giornate fosse prevista, o meno, la prestazione lavorativa.

In caso di prestazione lavorativa è dovuto, oltre alla normale retribuzione giornaliera, il pagamento delle ore lavorate con la retribuzione globale di fatto maggiorata del 60%.

In caso di festività infrasettimanale coincidente con la domenica, il lavoratore avrà diritto al recupero del riposo in altra giornata o, in alternativa, al pagamento di 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.

 

Lavoro nelle festività: è obbligatorio?

Il lavoratore domestico può, per suo diritto previsto dalla legge, astenersi dal lavorare nelle giornate festive, senza subire dal titolare o chi per esso conseguenze rispetto alla riduzione dello stipendio o altre variazioni sulla normale retribuzione.

 

Lavoro nelle festività natalizie: come si indicano in busta paga?

 Il corrispettivo delle festività è diverso a seconda di tre criteri, quali festività non lavorata, lavorata, cadente di domenica.

Per quanto riguarda invece la retribuzione, essa varia a seconda che il lavoratore domestico sia remunerato in misura oraria o mensile, quindi, indipendentemente da quante ore lavorative effettua, oppure ad ore, quindi con uno stipendio variabile in base al tempo lavorato.

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