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Lavoro domestico, risposte ai dubbi sul COVID19

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Lavoro domestico, risposte ai dubbi sul COVID19

Tanti i dubbi sul COVID19 di datori e lavoratori domestici

In questo periodo di emergenza dovuta all’epidemia da COVID19 news e fake news si rincorrono sul web più velocemente del virus. E’ importante quindi fare chiarezza sulle problematiche riscontrate da datori e lavoratori domestici. Sono molti i dubbi sollevati a causa del Coronavirus e a seguito del Decreto Legge Cura Italia.

Il lavorvademecum covid19 lavoro domesticoo domestico in Italia conta oltre 800 mila lavoratori regolari . Con un tasso di irregolarità stimato al 58%, è possibile calcolare un numero complessivo di circa 2 milioni di lavoratori. Questo settore contribuisce all’1,2% del PIL nazionale, e consente allo Stato di risparmiare ben 9,7 miliardi all’anno sui costi di assistenza (dati Rapporto Annuale DOMINA sul lavoro domestico). Il settore coinvolge una fetta importante della popolazione. La paura del contagio ha lasciato molte famiglie senza lavoratore domestico e molte badanti senza casa o senza lavoro. Sono molti però i rapporti di lavoro domestico ancora in essere e proprio per questo è importante dare a datori e lavoratori tutte le informazioni necessarie per far fronte alla crisi che stiamo attraversando.

Vi segnalo in proposito il vademecum redatto dall’Associazione DOMINA, con le linee guida per orientarsi nella gestione del rapporto di lavoro domestico. E riporto in questo post le risposte alle domande più frequenti emerse in questi giorni.

Domande e risposte COVID19 e lavoro domestico

Colf, badanti e baby sitter possono lavorare in questo periodo di emergenza epidemiologica da COVID – 19? Si, al momento sono state sospese le attività commerciali di servizi alla persona ma il lavoro domestico non ne fa parte.

Può il lavoratore domestico non convivente raggiungere la mia abitazione senza essere sanzionato? Si, La lavoratrice dovrà portare con se un’autocertificazione con la motivazione dello spostamento e adottare tutte le precauzioni per evitare il contagio.

Se il datore desidera sospendere il rapporto di lavoro, come deve fare? Per esigenze del datore di lavoro, è possibile sospendere il lavoro, corrispondendo al lavoratore la retribuzione globale di fatto, ivi compreso, nel caso di lavoratore che usufruisca del vitto e dell’alloggio. È necessario pagare anche i contributi previdenziali e Cas.Sa.Colf.

Se il lavoratore mi chiede di sospendere il rapporto di lavoro come devo comportarmi? Per gravi e documentati motivi il lavoratore potrà richiedere un periodo di sospensione extraferiale senza maturazione di alcun elemento retributivo per un massimo di 12 mesi. Il datore di lavoro potrà, o meno, convenire con la richiesta. I contributi previdenziali non sono da pagare e Cas.Sa.Colf.

La badante può uscire per fare la spesa per la persona assistita? Si, è possibile uscire per motivi di necessità come l’acquisto di alimenti o di medicine. La lavoratrice dovrà portare con se un’autocertificazione con la motivazione dello spostamento e adottare tutte le precauzioni necessarie per evitare il contagio.

Cosa fare se il lavoratore domestico vuole continuare a lavorare e la famiglia vuole interrompere? Le parti devono trovare un accordo, possibilmente scritto, in cui si sospende l’attività con l’impegno di recuperare più avanti le ore perse. Se il lavoratore non vuole sospendere la famiglia può proporre le ferie.

Cosa fare se il lavoratore domestico non ha maturato le ferie? Nel lavoro domestico è possibile anticipare le ferie, garantendo così una retribuzione al dipendente senza dover interrompere il rapporto di lavoro. In alternativa è possibile adottare la soluzione dei permessi non retribuiti.

La mia colf lavora in un comune diverso dal mio può venire a lavorare? Si, è possibile spostarsi per motivi di lavoro. La lavoratrice dovrà sempre portare con se il modulo di autocertificazione che indica il motivo di spostamento e le generalità del datore di lavoro domestico.

Posso impedire alla mia colf/badante convivente di uscire da casa? No, non è possibile limitare la libertà personale dell’altro. La lavoratrice può uscire solo per i motivi attualmente consentiti dalla legge e indicati nel modulo di autocertificazione.

Il datore di lavoro deve fornire materiale di sicurezza per far lavorare in casa? In questo momento sarebbe opportuno lavorare con la mascherina e i guanti, ma soprattutto lavorare in ambienti in cui non vi sono persone. Tuttavia il datore di lavoro domestico non è tenuto a fornire il materiale di sicurezza.

Il mio lavoratore non è registrato all’INPS cosa devo fare? I rapporti di lavoro irregolari sono sempre un pericolo sia per la famiglia sia per il lavoratore perché entrambi sono privati di tutele e diritti fondamentali garantiti dal C.c.n.l. di categoria. Per spostarsi sul territorio è necessaria un’autocertificazione pertanto vi consigliamo quanto prima di regolarizzare il vostro lavoratore domestico.

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