Tassazione agevolata lavoro domestico 2026

Tassazione agevolata lavoro domestico 2026: novità fiscali per colf, badanti e baby-sitter (Circolare Agenzia Entrate n. 2/E) La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 24 febbraio 2026, emanata in

Tassazione agevolata lavoro domestico 2026: novità fiscali per colf, badanti e baby-sitter (Circolare Agenzia Entrate n. 2/E)

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 24 febbraio 2026, emanata in attuazione della Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), introduce importanti chiarimenti operativi in materia di tassazione agevolata degli incrementi retributivi e delle indennità nel lavoro dipendente privato.
Le disposizioni interessano direttamente anche il settore del lavoro domestico, quindi colf, badanti, baby-sitter e altri lavoratori domestici, pur con alcune modalità applicative specifiche dovute alla particolare natura del rapporto di lavoro domestico.

Nel rapporto di lavoro domestico, infatti, il datore di lavoro domestico (la famiglia) non riveste il ruolo di sostituto d’imposta e non effettua ritenute fiscali sulla retribuzione. Per questo motivo, i benefici fiscali previsti dalla normativa devono essere applicati direttamente dal lavoratore domestico in sede di dichiarazione dei redditi.

La circolare introduce due regimi di tassazione agevolata validi per l’anno 2026, entrambi applicabili anche al settore del lavoro domestico.

 

IMPOSTA SOSTITUTIVA DEL 5% SUGLI AUMENTI RETRIBUTIVI DA RINNOVO CONTRATTUALE

La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).

Questa misura riguarda anche il CCNL lavoro domestico, applicato ai rapporti di lavoro tra famiglie e lavoratori domestici.

Ambito soggettivo: lavoratori domestici beneficiari

L’agevolazione fiscale è destinata ai lavoratori dipendenti del settore privato, categoria nella quale rientrano pienamente i lavoratori domestici. Pertanto, possono beneficiarne colf, badanti, baby-sitter e altri addetti ai servizi familiari.

Per accedere alla tassazione agevolata è necessario che il lavoratore domestico abbia percepito nel 2025 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.

Nel calcolo di tale soglia devono essere considerati tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nel corso del 2025, anche se derivanti da più rapporti di lavoro domestico o da diversi datori di lavoro.

Ambito oggettivo: quali aumenti retributivi sono agevolati

L’imposta sostitutiva del 5% si applica agli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 in attuazione dei CCNL sottoscritti nel triennio 2024-2026.

Nel lavoro domestico, l’agevolazione può riguardare gli aumenti che incidono sulla retribuzione contrattuale stabilita dal CCNL lavoro domestico, tra cui:

  • aumenti delle retribuzioni mensili;
  • incrementi della tredicesima mensilità;
  • istituti retributivi indiretti collegati agli aumenti contrattuali, come indennità di malattia, maternità/paternità e infortunio per la quota a carico del datore di lavoro domestico.

Sono invece esclusi dalla tassazione agevolata:

  • scatti di anzianità previsti dal CCNL lavoro domestico;
  • compensi per lavoro straordinario, notturno o festivo;
  • somme una tantum per vacanza contrattuale;
  • Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

 

Come funziona l’agevolazione per colf e badanti

Nel lavoro domestico il datore di lavoro non effettua trattenute fiscali in busta paga. Per questo motivo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i lavoratori domestici possono applicare la tassazione agevolata direttamente nella dichiarazione dei redditi.

In particolare:

  • il lavoratore domestico calcola l’ammontare degli aumenti retributivi percepiti nel 2026;
  • tali importi possono essere assoggettati all’imposta sostitutiva del 5%;
  • l’operazione avviene nella dichiarazione dei redditi relativa al 2026 (presentata nel 2027).

Il lavoratore può comunque scegliere la tassazione ordinaria IRPEF qualora risulti più conveniente.

 

IMPOSTA SOSTITUTIVA DEL 15% SU LAVORO NOTTURNO, FESTIVO E INDENNITÀ

La Legge di Bilancio 2026 introduce anche una seconda misura di detassazione, sempre valida per il solo anno 2026, che prevede un’imposta sostitutiva del 15% su alcune maggiorazioni e indennità legate all’organizzazione del lavoro.

Requisiti di reddito

Questa agevolazione riguarda sempre i lavoratori dipendenti del settore privato, inclusi i lavoratori domestici, ma con un limite di reddito più elevato.

Per poter accedere alla detassazione è necessario che il reddito da lavoro dipendente percepito nel 2025 non superi i 40.000 euro.

Quali compensi possono essere detassati

L’imposta sostitutiva del 15% si applica, entro il limite massimo di 1.500 euro annui, alle somme corrisposte a titolo di:

  • maggiorazioni per lavoro notturno;
  • maggiorazioni per lavoro festivo;
  • compensi per lavoro svolto nei giorni di riposo settimanale;

Nel lavoro domestico, queste situazioni possono verificarsi, ad esempio, nei rapporti di lavoro con badanti conviventi o assistenti familiari che prestano attività durante la notte o nei giorni festivi.

Il limite di 1.500 euro rappresenta una franchigia massima annuale: le somme eccedenti restano soggette alla tassazione ordinaria IRPEF.

Compensi esclusi dalla detassazione

Non rientrano nell’agevolazione:

  • compensi per lavoro straordinario ordinario;
  • retribuzione base prevista dal CCNL;
  • istituti retributivi indiretti come malattia e maternità;
  • Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

Applicazione nel lavoro domestico

Anche per questa misura, i lavoratori domestici devono applicare la detassazione nella dichiarazione dei redditi, poiché il datore di lavoro domestico non opera come sostituto d’imposta.

Pertanto il lavoratore dovrà:

  • individuare le maggiorazioni per lavoro notturno o festivo percepite nel 2026;
  • applicare l’imposta sostitutiva del 15% fino a 1.500 euro;
  • indicare tali importi nella dichiarazione dei redditi.

Anche in questo caso resta possibile rinunciare al regime agevolato e scegliere la tassazione ordinaria.

 

Effetti sul reddito complessivo e sulle detrazioni fiscali

La circolare chiarisce inoltre che i redditi assoggettati a imposta sostitutiva non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF.

Di conseguenza:

  • tali somme non incidono sul calcolo delle detrazioni fiscali legate al reddito;
  • tuttavia, devono essere considerate ai fini della verifica del diritto al trattamento integrativo (ex Bonus Renzi).

 

SINTESI DELLE NOVITÀ FISCALI PER IL LAVORO DOMESTICO NEL 2026

Le misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e chiarite dalla Circolare n. 2/E dell’Agenzia delle Entrate confermano che anche il settore del lavoro domestico rientra tra i beneficiari dei nuovi regimi di tassazione agevolata per i lavoratori dipendenti.

In particolare:

  • gli aumenti retributivi derivanti dal rinnovo del CCNL possono essere tassati con imposta sostitutiva del 5%;
  • le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e turni possono beneficiare della tassazione al 15% fino a 1.500 euro annui;
  • i lavoratori domestici applicano i benefici fiscali direttamente nella dichiarazione dei redditi, a causa dell’assenza del sostituto d’imposta.

Queste novità fiscali rappresentano un elemento rilevante per il settore del lavoro domestico, contribuendo a ridurre il carico fiscale sugli aumenti contrattuali e sulle indennità di lavoro, con effetti potenzialmente positivi sia per i lavoratori domestici sia per le famiglie datori di lavoro, ma soprattutto, contribuiscono a contrastare il lavoro irregolare.

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