Assumere lavoratori domestici consente di poter conciliare vita lavorativa e domestica.
Nello specifico, ad esempio, la figura della colf è fondamentale per mantenere la propria abitazione pulita e in ordine, in alcuni casi anche per occuparsi dei figli mentre noi siamo al lavoro. Così come la figura del badante che assicura, invece, cura a persone anziane, malate o con disabilità, fornendo loro assistenza.
Va da sé che si tratti di figure professionali formate e preziose e che oltre a un concreto aiuto rappresentano anche un costo legato alla loro retribuzione. Il sistema fiscale italiano, però, riserva alcune agevolazioni a chi assume lavoratori domestici, badanti e colf.
Come funziona la detrazione per assunzione di lavoratori domestici
È possibile detrarre il 19% delle spese sostenute, fino a un massimo di 2.100 euro all’anno, ottenendo un risparmio fino a 399 euro. Questo beneficio è riservato a chi ha un reddito non superiore a 40.000 euro e assiste persone non autosufficienti, con una certificazione medica che attesti tale condizione.
Per usufruire della detrazione, è necessario conservare e presentare documenti come ricevute e fatture, che devono includere i dati anagrafici e il codice fiscale sia del pagatore che del beneficiario. È essenziale che tutte le spese in questione siano tracciabili, quindi effettuate tramite bonifico bancario, carte di credito o altri mezzi che consentano di verificare i movimenti finanziari.
A chi spetta la detrazione?
Spetta a chi sostiene spese per l’assistenza personale e familiare, come quelle relative all’assunzione di badanti o colf.
Possono richiederla i contribuenti che sostengono spese per:
- Assistenza a familiari con disabilità grave: in questo caso, la detrazione è più elevata e si applica anche alle spese per l’acquisto di beni e servizi necessari all’assistenza.
- Assistenza a familiari non autosufficienti: anche in questo caso, la detrazione è significativa e può essere richiesta per le spese sostenute per l’assistenza domiciliare.
- Spese per colf e badanti: la detrazione spetta anche per le spese sostenute per l’assunzione di colf e badanti, purché siano rispettate le normative in materia di lavoro domestico.
Deduzione dei contributi previdenziali per i lavoratori domestici
Oltre alle detrazioni di cui abbiamo parlato sopra, è possibile anche dedurre i contributi previdenziali versati per badanti e colf, fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questo si applica anche se la badante o la colf è stata assunta tramite un’agenzia interinale. Gli importi deducibili devono essere indicati nel modello 730/2024, nel rigo E23.
È inoltre importante sottolineare che per il 2024, il termine ultimo per presentare la documentazione è fissato al 30 settembre.
Attenzione ai requisiti e alle novità
È importante tenere presente che le norme in materia di detrazioni fiscali per badanti e colf sono soggette a frequenti modifiche. Pertanto, si consiglia di rivolgersi a un professionista del settore per verificare i requisiti specifici e le modalità di richiesta della detrazione nel proprio caso.
In aggiunta, è previsto un aumento dell’importo minimo contributivo per i lavoratori domestici nel 2024, legato all’adeguamento degli stipendi e alla rivalutazione degli scaglioni di reddito. Questo potrebbe influire sui costi complessivi del servizio e sulle detrazioni applicabili.




