Il lavoro domestico rappresenta un ambito giuridico complesso, in cui si intrecciano – tra le altre – questioni di subordinazione, sicurezza, contribuzione previdenziale e tutela dei lavoratori stranieri.
La giurisprudenza italiana ha affrontato temi cruciali, chiarendo aspetti normativi e operativi attraverso sei sentenze significative. In questo articolo, esaminiamo le principali pronunce che delineano i confini legali del settore.
Responsabilità del datore di lavoro per sicurezza sul lavoro
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25217 del 24 agosto 2023, ha stabilito la responsabilità del datore di lavoro domestico nei casi di infortunio.
La sentenza ha riguardato un episodio in cui una collaboratrice domestica si è infortunata utilizzando una scala non sicura. La Corte ha sottolineato che il datore deve dimostrare di aver adottato misure idonee a prevenire rischi, pena la responsabilità civile.
Caratteristiche del rapporto di lavoro domestico
La Corte d’Appello di Firenze, con la sentenza n. 113 del 14 agosto 2023, ha chiarito che il lavoro domestico si caratterizza per essere finalizzato esclusivamente al soddisfacimento di esigenze personali e familiari del datore di lavoro.
Non può, invece, essere utilizzato per supportare un’attività professionale del datore.
Estinzione del rapporto di lavoro per decesso del datore
La Corte d’Appello di Milano, nella sentenza n. 121 dell’8 marzo 2023, ha ribadito che il rapporto di lavoro domestico si estingue automaticamente con il decesso del datore di lavoro.
Tuttavia, il rapporto può proseguire qualora la famiglia manifesti espressamente la volontà di mantenere l’impiego del collaboratore domestico.
Contributi previdenziali e deducibilità fiscale
Un tema cruciale riguarda la deducibilità fiscale dei contributi previdenziali versati per i lavoratori domestici.
La Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado della Lombardia, con la sentenza n. 2021 del 1° giugno 2023, ha chiarito che tale deduzione è riservata al datore di lavoro. Non è, invece, ammessa se i contributi sono sostenuti da un familiare a carico, anche se legato al datore di lavoro.
Emersione del lavoro irregolare e requisiti economici
Il TAR Lombardia, sezione I di Brescia, con la sentenza n. 75 del 31 gennaio 2024, ha trattato i requisiti economici necessari per l’emersione di lavoratori domestici irregolari.
Il reddito del datore non deve essere inferiore a 20.000 euro annui per nuclei familiari con un solo percettore di reddito, o a 27.000 euro per famiglie composte da più conviventi. Questa sentenza sottolinea l’importanza di dimostrare capacità economica adeguata per regolarizzare i lavoratori.
Permesso di soggiorno per lavoratori stranieri
La sentenza n. 136 del 20 febbraio 2024 del TAR Lombardia, sezione II di Brescia, ha affrontato il tema del permesso di soggiorno per lavoratori extracomunitari.
La Corte ha precisato che elementi probatori alternativi, come documentazione di lavori precari o sistemazioni alloggiative, possono essere utilizzati per dimostrare la presenza stabile del lavoratore in Italia anche retroattivamente rispetto a date critiche.




