Lavoro domestico e giurisprudenza: sei pronunce di rilievo

La giurisprudenza sul lavoro domestico continua a rappresentare un terreno in evoluzione, con sentenze che affrontano problematiche specifiche e rafforzano i principi giuridici di questo settore. Di seguito analizziamo sei

La giurisprudenza sul lavoro domestico continua a rappresentare un terreno in evoluzione, con sentenze che affrontano problematiche specifiche e rafforzano i principi giuridici di questo settore.  

Di seguito analizziamo sei pronunce, focalizzate su temi chiave quali il riconoscimento dei diritti previdenziali, la prova del rapporto di subordinazione e il valore delle prestazioni in ambito familiare. 

  1. Diritto all’APE sociale in caso di decesso del datore di lavoro

Il Tribunale di Cagliari, con la sentenza n. 308 del 1° marzo 2024, ha riconosciuto il diritto di un lavoratore domestico all’anticipo pensionistico APE sociale in caso di cessazione del rapporto per il decesso del datore di lavoro.  

Tale situazione è assimilata a un licenziamento involontario, attribuendo al lavoratore il diritto alla tutela previdenziale fino al raggiungimento dell’età pensionabile. 

  1. Disoccupazione e cessazione del rapporto per morte del datore

Con un ulteriore intervento sul tema, il Tribunale di Cagliari, nella sentenza n. 588 del 23 aprile 2024, ha confermato che la cessazione del rapporto di lavoro domestico per il decesso del datore costituisce una forma di disoccupazione involontaria, che dà diritto alla prestazione prevista dall’APE sociale. Questa pronuncia rafforza la tutela dei lavoratori domestici in condizioni di vulnerabilità. 

  1. Presunzione di gratuità per prestazioni familiari

Il Tribunale di Cassino, con la sentenza n. 269 del 4 aprile 2023, ha affrontato la questione delle prestazioni lavorative tra parenti. In tali casi, opera una presunzione di gratuità, salvo che si dimostri il carattere subordinato del rapporto.  

La decisione ha respinto la richiesta di riconoscimento di un rapporto subordinato per mancanza di prova sugli elementi essenziali quali l’onerosità e l’assoggettamento a direttive specifiche. 

  1. APE sociale e assimilazione al licenziamento per cessazione del datore

Il Tribunale di Gorizia, con la sentenza n. 142 del 23 maggio 2023, ha assimilato il decesso del datore di lavoro alla cessazione di un’attività d’impresa, configurandola come un licenziamento per giustificato motivo oggettivo.  

Il giudice ha così riconosciuto al lavoratore domestico il diritto all’APE sociale, condannando l’INPS al pagamento dei ratei maturati. 

  1. Subordinazione e prova del rapporto di lavoro domestico

Il Tribunale di Roma, nella sentenza n. 8604 del 19 novembre 2023, ha ribadito che la subordinazione è l’elemento distintivo del rapporto di lavoro domestico.  

Nel caso specifico, il giudice ha riconosciuto il rapporto di subordinazione sulla base di indici quali la continuità della prestazione, l’osservanza di un orario e la subordinazione al potere direttivo del datore di lavoro, accogliendo la domanda del lavoratore​​. 

  1. Elementi indiziari e subordinazione nel lavoro domestico

Sempre nella sentenza n. 8604 del Tribunale di Roma, si sottolinea che gli elementi rivelatori del rapporto di subordinazione, come la forma della retribuzione e l’inserimento nell’organizzazione domestica, devono essere considerati complessivamente.  

La pronuncia ha rafforzato il principio secondo cui la prova del rapporto subordinato grava sul lavoratore. 

 

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